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L'enigma del "più bel suicidio": la storia di Evelyn Francis McHale

Di piu:Il 1° maggio 1947, Evelyn Francis McHale, una giovane contabile di 23 anni, compì un gesto estremo: si gettò dall'86° piano dell'Empire State Building, uno dei grattacieli più iconici di New York. La sua tragica fine fu immortalata in una fotografia che avrebbe assunto un'aura di mistero e fascino macabro.

Evelyn, nata il 20 settembre 1923, era la più giovane di sei fratelli e aveva lavorato come contabile nella città di New York. Il giorno del suo suicidio, indossava un elegante abito e un cappotto blu scuro. Prima di saltare, lasciò il suo cappotto, la borsetta e un biglietto d'addio che recitava: "Mi dispiace davvero per la mia famiglia e per chiunque ami questo cappotto. Preferisco che non si sapesse che cosa ho fatto".

A soli quattro minuti dalla sua morte, lo studente di fotografia Robert Wiles scattò una fotografia che avrebbe immortalato per sempre il momento. L'immagine mostra il corpo di Evelyn disteso su una limousine distrutta dall'impatto, con un'espressione serena sul viso e senza alcun segno di violenza. La fotografia fu pubblicata sulla copertina della rivista Life del 12 maggio 1947, con il titolo "The Most Beautiful Suicide" (Il più bel suicidio).

Curiosità:

Nonostante l'immagine sia diventata iconica, poco si sa della vita di Evelyn prima del suo suicidio. La sua famiglia, originaria della California, rimase sempre riservata riguardo alla tragedia.

La fotografia di Robert Wiles è stata oggetto di numerose interpretazioni artistiche e letterarie nel corso degli anni, tra cui il celebre dipinto di Andy Warhol "Suicide (Fallen Body)" del 1962.

Nel tempo, la storia di Evelyn Francis McHale è diventata parte integrante della leggenda metropolitana dell'Empire State Building, che vanta un triste primato di suicidi tra i grattacieli di New York.

Anche se la fotografia di Wiles è stata spesso criticata per la sua natura voyeuristica e morbidamente affascinante, essa rimane un'icona della fotografia del XX secolo e un memento della fragilità della vita umana.
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