Mani che lavorano, voce che nessuno sente
Ci sono posti che non ti spezzano in un giorno. Ti consumano piano. Un turno alla volta, una parola non ascoltata alla volta, uno sguardo buttato via come se tu fossi parte del muro, del ferro, della polvere. Alla fine non sei nemmeno stanco per il lavoro. Magari fosse solo quello. La fatica del lavoro almeno è pulita. Ti prende le braccia, la schiena, le ginocchia. Ti pesta per bene e poi, in qualche modo, passa. Quello che non passa è il resto.