La Cina avanza con le interfacce neurali
Le interfacce neurali sviluppate dalla Cina stanno raggiungendo il livello dei rivali occidentali, ma potrebbero essere usate per scopi controversi.
In occasione di una conferenza tecnologica a Pechino a fine aprile, un'azienda cinese ha presentato un'interfaccia neurale (Brain-Computer Interface, BCI) che ha permesso a una scimmia di controllare un braccio robotico con il pensiero. Nel video mostrato durante l'evento, il primate con le mani legate utilizza l'impianto per muovere l'arto artificiale e afferrare una fragola. Secondo l'agenzia di stampa statale cinese Xinhua, il sistema è stato sviluppato da NeuCyber NeuroTech e dall'Istituto cinese per la ricerca sul cervello, e prevede l'innesto di filamenti di elettrodi nel cervello.
L'accelerata della Cina sugli impianti cerebrali
Negli Stati Uniti, i ricercatori hanno già testato sistemi simili permettendo a persone paralizzate di controllare bracci robotici. Tuttavia, la recente dimostrazione evidenzia i progressi della Cina nello sviluppo di una propria tecnologia di impianti cerebrali, evidenziando la competizione con l'Occidente.
Le BCI sono in grado di raccogliere e analizzare i segnali cerebrali, spesso per controllare dispositivi esterni come bracci robotici, tastiere o smartphone. Negli Stati Uniti, aziende come Neuralink di Elon Musk stanno cercando di commercializzare la tecnologia. William Hannas, analista capo del Center for Security and Emerging Technology (CSET) dell'Università di Georgetown, sottolinea che la Cina sta rapidamente recuperando terreno. "Sono fortemente motivati", spiega Hannas. "Stanno facendo un lavoro davvero all'avanguardia".
Inizialmente, la Cina aveva scelto di concentrarsi su tecnologie meno invasive che non richiedevano operazioni chirurgiche, come i dispositivi indossabili. Tuttavia, il paese sta rapidamente raggiungendo la concorrenza anche sul fronte delle interfacce impiantabili per scopi medici.
Obiettivo: Potenziamento Cognitivo
Ciò che preoccupa di più è l'interesse della Cina per le BCI non invasive per applicazioni non cliniche. Hannas è coautore di un rapporto pubblicato a marzo che esamina la ricerca cinese su queste interfacce. La Cina ha pubblicato linee guida etiche nel febbraio 2024, che includono il miglioramento cognitivo dei soggetti sani come obiettivo della ricerca sulle BCI.
Le linee guida cinesi affermano che le tecnologie BCI per scopi non terapeutici come la modulazione dell'attenzione, la regolazione del sonno e della memoria, e l'uso degli esoscheletri BCI dovrebbero essere oggetto di studio e sviluppo, purché sia garantita una severa regolamentazione e un chiaro beneficio dalle loro applicazioni.
Le applicazioni non mediche includono BCI indossabili basate su elettrodi posizionati sul cuoio capelluto, noti anche come dispositivi per l'elettroencefalografia (EEG). I segnali elettrici provenienti dal cuoio capelluto sono più difficili da interpretare rispetto a quelli che arrivano dal cervello, ma la Cina sta investendo enormi sforzi per migliorare l'analisi degli impulsi cerebrali utilizzando l'apprendimento automatico.
La Competizione Internazionale
Anche alcune aziende statunitensi stanno sviluppando BCI indossabili per il potenziamento cognitivo, come Emotiv di San Francisco e Neurable di Boston, che stanno iniziando a vendere visori EEG per migliorare l'attenzione e la concentrazione. Il dipartimento della Difesa americano ha finanziato la ricerca su interfacce indossabili che potrebbero permettere ai militari di controllare sistemi di difesa informatica o droni.
Margaret Kosal, professoressa associata di affari internazionali presso il Georgia Institute of Technology, evidenzia una differenza fondamentale tra il modo in cui Stati Uniti e Cina conducono la ricerca sulle BCI. Negli Stati Uniti, la ricerca civile non è esplicitamente collegata a quella militare, mentre la strategia cinese mira a collegare il settore militare e quello commerciale, causando preoccupazioni.
La Cina ha avviato un progetto simile nel 2016, oltre a sviluppare tecnologie per la diagnosi e il trattamento dei disturbi cerebrali, con l'obiettivo di imitare l'intelligenza umana e collegare esseri umani alle macchine. Kosal sostiene che un'adozione precoce delle interfacce neurali potrebbe avere implicazioni per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, nel caso in cui questi sistemi migliorassero le capacità cognitive dei militari. Fondere l'intelligenza umana con quella delle macchine potrebbe “cambiare la natura della guerra”.
La Cina e i Chip Cerebrali: Innovazione o Minaccia?