La vera storia di Spartaco (73-71 a.C.): da gladiatore schiavo nella scuola di Capua (armato all'inizio di soli coltelli da cucina!) a comandante di un esercito di 70.000 ribelli che sconfisse le legioni di Roma per due anni.
Approfondimento
Introduzione:
Nella storia di Roma antica nessun nemico interno fece tremare il Senato quanto Spartaco, il protagonista della "Terza Guerra Servile" (73-71 a.C.). Nato in Tracia (una regione tra le attuali Bulgaria, Grecia e Turchia), Spartaco aveva servito come soldato ausiliario nell'esercito romano prima di disertare, venire catturato e venduto come schiavo a Lentulo Batiato, proprietario di una celebre e durissima scuola gladiatoria ("ludus") a Capua, in Campania.
La fuga coi coltelli da cucina e la discesa dal Vesuvio:
Nel 73 a.C. Spartaco, insieme ai compagni galli e germanici Crixo ed Enomao, organizzò una congiura di 200 gladiatori. Sebbene il piano fosse stato scoperto dalle guardie, circa 70-78 uomini riuscirono a fare irruzione nelle cucine della scuola: armati soltanto di spiedi di ferro, mannaie e coltelli per tritare la carne, sopraffecero i custodi, fuggirono da Capua, sequestrarono lungo la via un convoglio di carri carichi di vere armi gladiatorie e si rifugiarono sul cratere del Monte Vesuvio (che all'epoca era ricoperto di vigne selvatiche e sembrava un monte spento, oltre 150 anni prima della catastrofica eruzione di Pompei del 79 d.C.).
Le imprese militari che umiliarono Roma:
1. La trappola delle corde di vite sul Vesuvio: Quando il pretore romano Claudio Glabro bloccò con 3.000 soldati l'unico sentiero d'accesso al Vesuvio per prenderli per fame, Spartaco fece intrecciare ai suoi uomini lunghissime scale di corda usando i rami robusti delle viti selvatiche: di notte l'intero gruppo si calò lungo i precipizi verticali sul lato incustodito del vulcano, aggirò l'accampamento romano e lo travolse di sorpresa!
2. Un esercito di 70.000-120.000 liberi: La notizia delle vittorie di Spartaco si diffuse in tutta la penisola: decine di migliaia di schiavi rurali, pastori e contadini impoveriti si unirono a lui. Grazie al suo genio tattico, Spartaco sconfisse in battaglia campale non solo le milizie pretorie, ma persino gli eserciti regolari di tutti e due i Consoli di Roma nel 72 a.C., marciando dal Sud fino a Modena!
3. L'epilogo contro Crasso: Nel 71 a.C. il Senato terrorizzato affidò il comando supremo a Marco Licinio Crasso (l'uomo più ricco di Roma) alla testa di otto legioni. Tradito dai pirati cilici che avevano promesso di traghettare il suo esercito in Sicilia, Spartaco affrontò l'ultima battaglia campale lungo il fiume Sele, in Lucania: prima della carica uccise il proprio cavallo dicendo ai suoi uomini che "se avesse vinto avrebbe avuto tutti i cavalli dei nemici, e se avesse perso non ne avrebbe più avuto bisogno", cadendo in prima linea con la spada in pugno.
Nella storia di Roma antica nessun nemico interno fece tremare il Senato quanto Spartaco, il protagonista della "Terza Guerra Servile" (73-71 a.C.). Nato in Tracia (una regione tra le attuali Bulgaria, Grecia e Turchia), Spartaco aveva servito come soldato ausiliario nell'esercito romano prima di disertare, venire catturato e venduto come schiavo a Lentulo Batiato, proprietario di una celebre e durissima scuola gladiatoria ("ludus") a Capua, in Campania.
La fuga coi coltelli da cucina e la discesa dal Vesuvio:
Nel 73 a.C. Spartaco, insieme ai compagni galli e germanici Crixo ed Enomao, organizzò una congiura di 200 gladiatori. Sebbene il piano fosse stato scoperto dalle guardie, circa 70-78 uomini riuscirono a fare irruzione nelle cucine della scuola: armati soltanto di spiedi di ferro, mannaie e coltelli per tritare la carne, sopraffecero i custodi, fuggirono da Capua, sequestrarono lungo la via un convoglio di carri carichi di vere armi gladiatorie e si rifugiarono sul cratere del Monte Vesuvio (che all'epoca era ricoperto di vigne selvatiche e sembrava un monte spento, oltre 150 anni prima della catastrofica eruzione di Pompei del 79 d.C.).
Le imprese militari che umiliarono Roma:
1. La trappola delle corde di vite sul Vesuvio: Quando il pretore romano Claudio Glabro bloccò con 3.000 soldati l'unico sentiero d'accesso al Vesuvio per prenderli per fame, Spartaco fece intrecciare ai suoi uomini lunghissime scale di corda usando i rami robusti delle viti selvatiche: di notte l'intero gruppo si calò lungo i precipizi verticali sul lato incustodito del vulcano, aggirò l'accampamento romano e lo travolse di sorpresa!
2. Un esercito di 70.000-120.000 liberi: La notizia delle vittorie di Spartaco si diffuse in tutta la penisola: decine di migliaia di schiavi rurali, pastori e contadini impoveriti si unirono a lui. Grazie al suo genio tattico, Spartaco sconfisse in battaglia campale non solo le milizie pretorie, ma persino gli eserciti regolari di tutti e due i Consoli di Roma nel 72 a.C., marciando dal Sud fino a Modena!
3. L'epilogo contro Crasso: Nel 71 a.C. il Senato terrorizzato affidò il comando supremo a Marco Licinio Crasso (l'uomo più ricco di Roma) alla testa di otto legioni. Tradito dai pirati cilici che avevano promesso di traghettare il suo esercito in Sicilia, Spartaco affrontò l'ultima battaglia campale lungo il fiume Sele, in Lucania: prima della carica uccise il proprio cavallo dicendo ai suoi uomini che "se avesse vinto avrebbe avuto tutti i cavalli dei nemici, e se avesse perso non ne avrebbe più avuto bisogno", cadendo in prima linea con la spada in pugno.


