Il salvataggio del telescopio spaziale "Hubble" nel 1993 grazie al rubinetto di una doccia: lanciato nello spazio nel 1990 dopo essere costato 1,5 miliardi di dollari, Hubble mandò a Terra foto completamente sfocate perché lo specchio era sbagliato di due millesimi di millimetro, e un ingegnere ebbe l'idea per ripararlo sotto la doccia in un hotel in Germania!
Approfondimento
Quando il **24 aprile 1990** lo Space Shuttle *Discovery* portò in orbita a 540 chilometri sopra la Terra il **Telescopio Spaziale Hubble**, gli astronomi di tutto il pianeta festeggiarono il coronamento di un sogno durato quarant'anni e costato oltre un miliardo e mezzo di dollari: per la prima volta un grande telescopio con uno specchio da 2,4 metri si trovava fuori dal velo turbolento dell'atmosfera terrestre e avrebbe mostrato i confini dell'universo con una nitidezza dieci volte superiore a qualsiasi osservatorio a terra.

Ma poche settimane dopo, quando arrivarono sui computer della NASA le primissime immagini di prova delle stelle, nella sala controllo scese il gelo più totale: le stelle non apparivano come puntini perfetti, ma erano circondate da una grossa macchia di luce sfocata simile a un alone nebbioso! In pochi giorni Hubble divenne lo zimbello dei giornali e dei comici televisivi americani.

La commissione d'inchiesta scoprì un errore tecnico tanto minuscolo quanto catastrofico, commesso anni prima nello stabilimento della ditta *Perkin-Elmer* nel Connecticut che aveva levigato il grande specchio primario: sullo strumento ottico laser usato per controllare la curvatura del vetro (*null corrector*) si era staccata una microscopica scaglia di vernice nera antiriflesso da un bullone, spessa come una rondella di appena 1,3 millimetri. A causa di quel riflesso sbagliato, i macchinari avevano levigato lo specchio di Hubble con una precisione assoluta... ma seguendo la formula geometrica sbagliata! Il bordo esterno dello specchio era risultato troppo piatto di appena **2,2 micrometri** (due millesimi di millimetro, ovvero **un cinquantesimo dello spessore di un capello umano**!), causando una grave "aberrazione sferica".

Poiché era impossibile riportare sulla Terra l'enorme telescopio né sostituire in orbita lo specchio da 800 chili, bisognava costruire un paio di "occhiali da vista spaziali" con lo stesso identico errore di 2,2 micrometri ma al contrario, e farli infilare dagli astronauti dentro la pancia del telescopio. Il problema era come far entrare e dispiegare con precisione sub-millimetrica quelle piccole lenti grandi come monete al centro del fascio ottico. L'illuminazione decisiva venne nel 1990 all'ingegnere della *Ball Aerospace* **Jim Crocker** mentre si trovava in un albergo a Monaco di Baviera: entrando sotto la doccia, Crocker alzò gli occhi verso l'asta metallica regolabile tipica delle docce europee, dove il soffione scorreva lungo un tubo verticale e si bloccava ruotando su un braccio pieghevole! Ispirandosi a quella doccia tedesca progettò il modulo **COSTAR**, un sistema di bracci robotici retrattili con specchietti correttivi che nel **dicembre 1993** gli astronauti dello Shuttle *Endeavour* installarono in cinque passeggiate spaziali, trasformando un disastro annunciato nel più grande strumento scientifico della storia umana.
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