Ada Lovelace (1815-1852), figlia del celebre poeta romantico Lord Byron, scrisse nel 1843 il primo algoritmo informatico della storia cento anni prima che venisse costruito un vero computer elettronico, e intuì che le macchine avrebbero composto musica!
Approfondimento
Nata a Londra il 10 dicembre 1815, Augusta Ada Byron, contessa di Lovelace, era l'unica figlia legittima del grande e tormentato poeta romantico inglese Lord George Gordon Byron. Temendo che la bambina ereditasse il temperamento irrequieto e poetico del padre (che aveva lasciato l'Inghilterra poche settimane dopo la sua nascita), la madre Lady Anne Isabella Milbanke fece istruire fin dall'infanzia la piccola Ada con i più grandi precettori di matematica, logica e astronomia dell'epoca, dando vita a quella che la stessa Ada chiamava la sua "scienza poetica".
Il legame con Torino e il primo programma della storia:
A 17 anni Ada conobbe il matematico Charles Babbage, restando affascinata dal suo progetto della "Macchina Analitica" (un calcolatore meccanico a vapore programmabile con schede perforate). Nel 1840 Babbage fu invitato proprio in Italia, a Torino, al Congresso degli Scienziati Italiani per presentare la sua invenzione; il giovane ingegnere militare torinese Luigi Federico Menabrea (futuro Primo Ministro del Regno d'Italia!) scrisse in francese il primo saggio tecnico sulla macchina di Babbage.
La celebre "Nota G" del 1843:
Ada Lovelace tradusse in inglese il saggio torinese di Menabrea aggiungendovi di suo pugno una serie di "Note" tre volte più lunghe dell'articolo originale! Nella celebre "Nota G", pubblicata nel 1843, Ada scrisse passo dopo passo la sequenza completa di istruzioni e cicli condizionali ("loop") con cui la Macchina Analitica avrebbe potuto calcolare automaticamente i complessi "numeri di Bernoulli": si tratta a tutti gli effetti del primo programma informatico (software) della storia umana! Ma l'intuizione più visionaria di Ada fu comprendere che, se i numeri potevano rappresentare non solo quantità ma qualsiasi simbolo logico, un giorno quelle macchine avrebbero potuto elaborare testi e persino "comporre brani musicali scientifici di qualsiasi grado di complessità".
Il legame con Torino e il primo programma della storia:
A 17 anni Ada conobbe il matematico Charles Babbage, restando affascinata dal suo progetto della "Macchina Analitica" (un calcolatore meccanico a vapore programmabile con schede perforate). Nel 1840 Babbage fu invitato proprio in Italia, a Torino, al Congresso degli Scienziati Italiani per presentare la sua invenzione; il giovane ingegnere militare torinese Luigi Federico Menabrea (futuro Primo Ministro del Regno d'Italia!) scrisse in francese il primo saggio tecnico sulla macchina di Babbage.
La celebre "Nota G" del 1843:
Ada Lovelace tradusse in inglese il saggio torinese di Menabrea aggiungendovi di suo pugno una serie di "Note" tre volte più lunghe dell'articolo originale! Nella celebre "Nota G", pubblicata nel 1843, Ada scrisse passo dopo passo la sequenza completa di istruzioni e cicli condizionali ("loop") con cui la Macchina Analitica avrebbe potuto calcolare automaticamente i complessi "numeri di Bernoulli": si tratta a tutti gli effetti del primo programma informatico (software) della storia umana! Ma l'intuizione più visionaria di Ada fu comprendere che, se i numeri potevano rappresentare non solo quantità ma qualsiasi simbolo logico, un giorno quelle macchine avrebbero potuto elaborare testi e persino "comporre brani musicali scientifici di qualsiasi grado di complessità".


