Come è nato il simbolo universale del "Bluetooth" che abbiamo tutti sullo smartphone? Non è un disegno astratto moderno, ma è l'unione di due antiche rune vichinghe del X secolo che formano le iniziali del re danese "Harald Dente Azzurro" (*Harald Blåtand*), il sovrano che mille anni fa unì le tribù della Scandinavia proprio come il Bluetooth unisce i dispositivi!
Approfondimento
Se abbassate la tendina delle impostazioni sul vostro smartphone o guardate le vostre cuffie senza fili, vedrete l'icona blu a forma di farfalla spigolosa del **Bluetooth** (`ᛒ`). Quasi tutti pensano che sia un nome commerciale inventato a caso dal reparto marketing e che il simbolo rappresenti delle onde radio stilizzate. In realtà ogni volta che attivate il Bluetooth state portando in tasca un pezzo autentico di **storia medievale dei Vichinghi del decimo secolo**.

Nel **1996** le tre più grandi aziende mondiali di telecomunicazioni e informatica dell'epoca — la svedese **Ericsson**, la finlandese **Nokia** e l'americana **Intel** — stavano sviluppando ciascuna per conto proprio una propria tecnologia radio a corto raggio per collegare senza cavi i telefoni cellulari ai computer e agli auricolari. Consapevoli che se fossero uscite sul mercato tre tecnologie incompatibili tra loro nessuna avrebbe avuto successo, gli ingegneri delle tre aziende si riunirono in Svezia per fondare un consorzio unico e creare uno standard universale gratuito valido per tutti i dispositivi del pianeta.

Serviva un "nome in codice" provvisorio per il progetto. Una sera dell'estate del 1997 l'ingegnere dell'Intel **Jim Kardach** si trovava in un pub di Toronto a bere una birra con l'ingegnere svedese della Ericsson **Sven Mattisson** (che nel 1994 a Lund aveva inventato la tecnologia radio alla base del sistema). Mattisson aveva appena letto un romanzo storico sui Vichinghi (*"The Long Ships"* di Frans G. Bengtsson) e raccontò al collega americano la storia del leggendario re vichingo di Danimarca e Norvegia **Harald "Blåtand" Gormsson** (circa 910-986 d.C.), passato alla storia in inglese con il soprannome di **Harald Bluetooth**, ovvero **"Araldo Dente Azzurro"** (secondo gli storici chiamato così o perché aveva un dente incisivo devitalizzato che aveva assunto un colore grigio-bluastro scuro, o perché era ghiottissimo di mirtilli selvatici che gli tingevano i denti di blu!).

Re Harald Dente Azzurro era celebre nelle cronache scandinave (e sulle famose Pietre runiche di Jelling in Danimarca) per una grande impresa diplomatica: intorno all'anno 958 era riuscito a far sedere allo stesso tavolo le litigiose tribù della Danimarca e della Norvegia, **unificandole pacificamente in un solo regno** e introducendo il cristianesimo. Kardach rimase folgorato dal paragone: «Il re Dente Azzurro ha unito la Scandinavia con la parola, proprio come noi vogliamo unire il mondo dei PC e quello dei cellulari con un unico collegamento radio! Chiamiamolo progetto Bluetooth!». Quando nel 1998 arrivò il momento di lanciare il prodotto sul mercato coi nomi ufficiali scelti dal marketing (*RadioWire* o *PAN*), si accorsero che quei nomi avevano problemi di registrazione dei marchi e che ormai tutti gli ingegneri del mondo si erano affezionati a "Bluetooth"! E per disegnare il logo ufficiale, i grafici svedesi presero semplicemente le **due antiche lettere dell'alfabeto runico vichingo** (*Futhark recente*) corrispondenti alle iniziali di **H**arald **B**låtand — la runa **Hagall** (`ᚼ`, la H a forma di asterisco) e la runa **Bjarkan** (`ᛒ`, la B) — e le sovrapposero l'una sull'altra creando uno dei simboli tecnologici più famosi del mondo.
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