Il cavo sottomarino che fa funzionare Internet: contrariamente a quanto si pensa, il 99% del traffico Internet intercontinentale mondiale (email, video, banche) non viaggia via satellite nello spazio, ma attraverso tubi in fibra ottica posati in fondo agli oceani e a volte morsi dagli squali!
Approfondimento
Quando inviamo un messaggio su WhatsApp, guardiamo un video in streaming o apriamo un sito web ospitato su un server in America o in Asia, siamo portati a pensare che i nostri dati viaggino "nell'aria" attraverso il Cloud e i satelliti nello spazio. La realtà ingegneristica è completamente diversa: circa il 99% di tutto il traffico dati intercontinentale del pianeta viaggia fisicamente sul fondo buio degli oceani!

oltre 1,4 milioni di chilometri di cavi negli abissi:
A collegare i continenti della Terra c'è una gigantesca ragnatela di oltre 550 cavi sottomarini in fibra ottica, lunghi complessivamente più di 1,4 milioni di chilometri (abbastanza per fare 35 volte il giro dell'Equatore!). Sorprendentemente, nella loro parte oceanica profonda (fino a 8.000 metri sotto il livello del mare), questi cavi non sono affatto enormi: hanno un diametro di appena 2-3 centimetri (quanto un normale tubo di gomma per innaffiare il giardino!). Al centro contengono sottilissimi fili di vetro purissimo più fini di un capello umano in cui i dati viaggiano sotto forma di impulsi laser alla velocità della luce nel vetro (circa 200.000 km al secondo), protetti da strati di vaselina, un tubo di rame (che trasporta fino a 10.000 Volt per alimentare i ripetitori ottici sottomarini ogni 80 km), acciaio e polietilene.

Perché gli squali mordono Internet:
Il primo cavo telegrafico transatlantico tra Irlanda e Terranova fu posato già nel 1858 riducendo i tempi di un messaggio tra Europa e America da dieci giorni di nave a pochi minuti! Negli anni '80 e nel 2014 i tecnici di Google e delle compagnie telefoniche hanno dovuto rivestire molti cavi in fibra ottica con guaine antiproiettile in Kevlar perché le telecamere sottomarine hanno filmato squali negli abissi intenti a mordere i cavi: attirati dai deboli campi elettromagnetici generati dall'alta tensione del conduttore di rame, gli squali (dotati delle ampolle elettrorecettive di Lorenzini sul muso) scambiavano i cavi di Internet per prede ferite in movimento!
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