Il famoso "Papiro di Artemidoro", acquistato per milioni come un capolavoro dell'arte greca antica, si rivelò in seguito essere un clamoroso falso realizzato alla fine dell'Ottocento.
Approfondimento
Acquistato nel 2004 dalla Fondazione per l'Arte, la Cultura e la Storia della Cassa di Risparmio di Torino per la sbalorditiva cifra di 2,75 milioni di euro, il Papiro di Artemidoro fu salutato inizialmente come uno dei più sensazionali ritrovamenti archeologici del secolo: un lungo rotolo di papiro ricoperto di geografia greca antica e decine di splendidi disegni di animali e mani umane attribuiti al geografo Artemidoro di Efeso (I secolo a.C.).
La scoperta della truffa:
Tuttavia, quasi subito un gruppo di storici e filologi iniziò a sollevare dubbi sulla sua autenticità. Analisi chimiche, paleografiche e microscopiche approfondite dimostrarono l'impensabile: il papiro era un falso moderno realizzato tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo! I falsari avevano usato inchiostri mescolati con colle moderne e ritagliato frammenti di papiri antichi autentici ma sterili, copiando i disegni da vecchi libri di zoologia ottocenteschi. Uno dei più grandi scandali della storia dell'archeologia moderna
La scoperta della truffa:
Tuttavia, quasi subito un gruppo di storici e filologi iniziò a sollevare dubbi sulla sua autenticità. Analisi chimiche, paleografiche e microscopiche approfondite dimostrarono l'impensabile: il papiro era un falso moderno realizzato tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo! I falsari avevano usato inchiostri mescolati con colle moderne e ritagliato frammenti di papiri antichi autentici ma sterili, copiando i disegni da vecchi libri di zoologia ottocenteschi. Uno dei più grandi scandali della storia dell'archeologia moderna


