Il folle viaggio dei "Cinquantamila Cecoslovacchi" (la Legione Cecoslovacca, 1918-1920): rimasti bloccati in Russia allo scoppio della Rivoluzione Bolscevica, per tornare a casa in Europa presero il controllo di tutta la Ferrovia Transiberiana lunga 9.000 chilometri a bordo di treni blindati, catturando persino l'intero tesoro d'oro dello Zar!
Approfondimento
Tra tutte le odissee militari della storia moderna, nessuna supera per dimensioni geografiche e assurdità strategica l'impresa compiuta tra il 1918 e il 1920 dalla Legione Cecoslovacca in Russia, un esercito di circa cinquantamila volontari cechi e slovacchi che per tornare a casa a Praga dovette letteralmente fare il giro completo del pianeta Terra combattendo lungo una ferrovia di novemila chilometri.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale la Boemia e la Slovacchia facevano ancora parte dell'Impero Austro-Ungarico. Decine di migliaia di soldati cechi e slovacchi, non volendo combattere per l'Austria, si erano consegnati volontariamente ai Russi formando una legione armata per combattere a fianco dell'Intesa e conquistare l'indipendenza della futura Cecoslovacchia. Ma nel novembre del 1917 scoppiò la Rivoluzione Bolscevica: Lenin firmò la pace separata di Brest-Litovsk con la Germania e l'Austria, e di colpo i cinquantamila legionari cecoslovacchi si ritrovarono chiusi in trappola nel cuore dell'Ucraina e della Russia, con gli eserciti tedesco e austriaco davanti che li avrebbero fucilati come traditori.
Il futuro presidente cecoslovacco Tomáš Masaryk concordò allora con i bolscevichi un piano di evacuazione titanico: poiché verso ovest la strada era sbarrata dalla guerra, i cinquantamila soldati avrebbero attraversato l'intera Russia e la Siberia verso est su oltre duecentocinquanta treni lungo la Ferrovia Transiberiana fino al porto di Vladivostok sull'Oceano Pacifico, dove si sarebbero imbarcati sulle navi alleate per circumnavigare l'Asia o l'America e sbarcare in Francia. Nel maggio del 1918, però, alla stazione di Čeljabinsk scoppiò una rissa tra i legionari e dei prigionieri ungheresi: il commissario sovietico alla guerra Lev Trockij diede l'ordine telegrafico di disarmare immediatamente tutti i cecoslovacchi e di fucilare sul posto chiunque fosse trovato con un fucile in mano.
Fu la scintilla che incendiò la Siberia: invece di consegnare le armi, i cinquantamila legionari cecoslovacchi costruirono treni corazzati artigianali rivestiti di lastre d'acciaio e sacchi di sabbia (il più celebre fu il treno blindato Orlík, armato di cannoni e autoblindo su rotaia!) e in poche settimane conquistarono una dopo l'altra tutte le stazioni e le città lungo gli ottomila chilometri della Transiberiana, dagli Urali fino al Lago Baikal e all'Oceano Pacifico! Nell'agosto del 1918, espugnando la città di Kazan', i legionari catturarono addirittura l'intera Riserva Aurea Imperiale dello Zar di Russia (oltre seicentocinquanta tonnellate di lingotti e monete d'oro puro!), che usarono poi nel 1920 come merce di scambio con l'Armata Rossa per ottenere il salvacondotto definitivo verso il porto di Vladivostok, da dove trentasei navi americane e britanniche li riportarono finalmente nella loro patria ormai libera.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale la Boemia e la Slovacchia facevano ancora parte dell'Impero Austro-Ungarico. Decine di migliaia di soldati cechi e slovacchi, non volendo combattere per l'Austria, si erano consegnati volontariamente ai Russi formando una legione armata per combattere a fianco dell'Intesa e conquistare l'indipendenza della futura Cecoslovacchia. Ma nel novembre del 1917 scoppiò la Rivoluzione Bolscevica: Lenin firmò la pace separata di Brest-Litovsk con la Germania e l'Austria, e di colpo i cinquantamila legionari cecoslovacchi si ritrovarono chiusi in trappola nel cuore dell'Ucraina e della Russia, con gli eserciti tedesco e austriaco davanti che li avrebbero fucilati come traditori.
Il futuro presidente cecoslovacco Tomáš Masaryk concordò allora con i bolscevichi un piano di evacuazione titanico: poiché verso ovest la strada era sbarrata dalla guerra, i cinquantamila soldati avrebbero attraversato l'intera Russia e la Siberia verso est su oltre duecentocinquanta treni lungo la Ferrovia Transiberiana fino al porto di Vladivostok sull'Oceano Pacifico, dove si sarebbero imbarcati sulle navi alleate per circumnavigare l'Asia o l'America e sbarcare in Francia. Nel maggio del 1918, però, alla stazione di Čeljabinsk scoppiò una rissa tra i legionari e dei prigionieri ungheresi: il commissario sovietico alla guerra Lev Trockij diede l'ordine telegrafico di disarmare immediatamente tutti i cecoslovacchi e di fucilare sul posto chiunque fosse trovato con un fucile in mano.
Fu la scintilla che incendiò la Siberia: invece di consegnare le armi, i cinquantamila legionari cecoslovacchi costruirono treni corazzati artigianali rivestiti di lastre d'acciaio e sacchi di sabbia (il più celebre fu il treno blindato Orlík, armato di cannoni e autoblindo su rotaia!) e in poche settimane conquistarono una dopo l'altra tutte le stazioni e le città lungo gli ottomila chilometri della Transiberiana, dagli Urali fino al Lago Baikal e all'Oceano Pacifico! Nell'agosto del 1918, espugnando la città di Kazan', i legionari catturarono addirittura l'intera Riserva Aurea Imperiale dello Zar di Russia (oltre seicentocinquanta tonnellate di lingotti e monete d'oro puro!), che usarono poi nel 1920 come merce di scambio con l'Armata Rossa per ottenere il salvacondotto definitivo verso il porto di Vladivostok, da dove trentasei navi americane e britanniche li riportarono finalmente nella loro patria ormai libera.


