Il mistero dell'Uomo dalla Maschera di Ferro: il prigioniero senza nome rinchiuso per 34 anni nelle fortezze del Re Sole Luigi XIV (passando anche per la fortezza piemontese di Pinerolo) con il volto perennemente coperto!
Approfondimento
Tra tutti gli enigmi delle corti europee, nessuno ha ispirato più romanzi e film (da Voltaire ad Alexandre Dumas) della vicenda dell'Uomo dalla Maschera di Ferro, il misterioso prigioniero di Stato detenuto per ben 34 anni, dal 1669 fino alla morte nel 1703, sotto il regno del Re Sole Luigi XIV.
Da Pinerolo alla Bastiglia:
Il prigioniero — il cui vero nome non doveva essere pronunciato da nessuno pena la morte immediata — fu affidato per tutta la vita alla custodia esclusiva di un unico carceriere di assoluta fiducia, Bénigne Dauvergne de Saint-Mars. Fu rinchiuso inizialmente per oltre dieci anni nella fortissima Cittadella di Pinerolo e nel forte di Exilles (in Piemonte, all'epoca piazzeforti francesi), poi trasferito sull'isola di Santa Margherita al largo di Cannes e infine, nel 1698, condotto alla Bastiglia di Parigi, dove morì il 19 novembre 1703 e fu sepolto sotto il falso nome di "Marchioly". Subito dopo la morte, i mobili della sua cella furono bruciati, i muri raschiati e ridipinti e ogni oggetto metallico fuso affinché non restasse alcun messaggio nascosto.
Velluto nero o ferro?
I documenti d'archivio dell'epoca dimostrano che in realtà la maschera che il prigioniero era obbligato a indossare durante i trasferimenti o in presenza di estranei non era di ferro (dettaglio inventato da Voltaire per rendere la storia ancora più drammatica), ma di "velluto nero" rinforzato con stecche di balena. Sebbene Dumas abbia romanzato l'ipotesi di un fratello gemello segreto del Re Sole, gli storici moderni identificano il prigioniero o in Eustache Dauger (valletto a conoscenza di segreti diplomatici esplosivi tra Francia e Inghilterra) o nel conte mantovano Ercole Antonio Mattioli, che aveva tradito e venduto un trattato segreto di Luigi XIV per l'acquisto della fortezza di Casale Monferrato.
Da Pinerolo alla Bastiglia:
Il prigioniero — il cui vero nome non doveva essere pronunciato da nessuno pena la morte immediata — fu affidato per tutta la vita alla custodia esclusiva di un unico carceriere di assoluta fiducia, Bénigne Dauvergne de Saint-Mars. Fu rinchiuso inizialmente per oltre dieci anni nella fortissima Cittadella di Pinerolo e nel forte di Exilles (in Piemonte, all'epoca piazzeforti francesi), poi trasferito sull'isola di Santa Margherita al largo di Cannes e infine, nel 1698, condotto alla Bastiglia di Parigi, dove morì il 19 novembre 1703 e fu sepolto sotto il falso nome di "Marchioly". Subito dopo la morte, i mobili della sua cella furono bruciati, i muri raschiati e ridipinti e ogni oggetto metallico fuso affinché non restasse alcun messaggio nascosto.
Velluto nero o ferro?
I documenti d'archivio dell'epoca dimostrano che in realtà la maschera che il prigioniero era obbligato a indossare durante i trasferimenti o in presenza di estranei non era di ferro (dettaglio inventato da Voltaire per rendere la storia ancora più drammatica), ma di "velluto nero" rinforzato con stecche di balena. Sebbene Dumas abbia romanzato l'ipotesi di un fratello gemello segreto del Re Sole, gli storici moderni identificano il prigioniero o in Eustache Dauger (valletto a conoscenza di segreti diplomatici esplosivi tra Francia e Inghilterra) o nel conte mantovano Ercole Antonio Mattioli, che aveva tradito e venduto un trattato segreto di Luigi XIV per l'acquisto della fortezza di Casale Monferrato.


