Il mistero della nave fantasma "Mary Celeste": ritrovata il 4 dicembre 1872 alla deriva nell'Oceano Atlantico in perfette condizioni, con il carico intatto e i pasti pronti, ma senza più una sola persona a bordo!
Approfondimento
Il 4 dicembre 1872 il brigantino britannico Dei Gratia avvistò tra le Azzorre e le coste del Portogallo la nave mercantile americana "Mary Celeste", salpata da New York il 7 novembre diretta a Genova con a bordo il capitano Benjamin Spooner Briggs, sua moglie Sarah, la figlioletta di due anni Sophia e sette esperti marinai.
Cosa trovarono a bordo:
Saliti sul ponte della Mary Celeste, i marinai trovarono una scena surreale: la nave era perfettamente navigabile, nella cambusa c'erano provviste e acqua potabile per sei mesi, gli effetti personali, le pipe e persino i gioielli e il denaro dell'equipaggio erano al loro posto nelle cabine, segno che non c'era stato alcun attacco pirata né ammutinamento. Mancavano soltanto l'unica scialuppa di salvataggio, il sestante, il cronometro marino e i registri di navigazione, mentre nella stiva erano stoccati 1.701 barili di alcol industriale denaturato (di cui nove risultarono vuoti perché fatti di legno di quercia rossa più poroso).
La teoria più accreditata:
L'ipotesi scientifica più solida, dimostrata anche in laboratorio dall'University College di Londra, è che i vapori d'alcol fuoriusciti dai nove barili nella stiva chiusa abbiano innescato una "fiammata fredda" (un'onda d'urto esplosiva che non brucia il legno): temendo che l'intera nave stesse per saltare in aria da un secondo all'altro, il capitano Briggs avrebbe ordinato di calare immediatamente la scialuppa legandola con una cima alla Mary Celeste, ma una tempesta improvvisa avrebbe spezzato la corda lasciando la nave a proseguire da sola e condannando gli occupanti della scialuppa nell'oceano.
Cosa trovarono a bordo:
Saliti sul ponte della Mary Celeste, i marinai trovarono una scena surreale: la nave era perfettamente navigabile, nella cambusa c'erano provviste e acqua potabile per sei mesi, gli effetti personali, le pipe e persino i gioielli e il denaro dell'equipaggio erano al loro posto nelle cabine, segno che non c'era stato alcun attacco pirata né ammutinamento. Mancavano soltanto l'unica scialuppa di salvataggio, il sestante, il cronometro marino e i registri di navigazione, mentre nella stiva erano stoccati 1.701 barili di alcol industriale denaturato (di cui nove risultarono vuoti perché fatti di legno di quercia rossa più poroso).
La teoria più accreditata:
L'ipotesi scientifica più solida, dimostrata anche in laboratorio dall'University College di Londra, è che i vapori d'alcol fuoriusciti dai nove barili nella stiva chiusa abbiano innescato una "fiammata fredda" (un'onda d'urto esplosiva che non brucia il legno): temendo che l'intera nave stesse per saltare in aria da un secondo all'altro, il capitano Briggs avrebbe ordinato di calare immediatamente la scialuppa legandola con una cima alla Mary Celeste, ma una tempesta improvvisa avrebbe spezzato la corda lasciando la nave a proseguire da sola e condannando gli occupanti della scialuppa nell'oceano.


