Il segreto della longevità e il "Re dei Funghi Medicinali" che non marcisce mai (*Ganoderma lucidum*, o "Reishi"): nell'antica Cina era così raro e venerato come "Fungo dei Diecimila Anni" che chi ne trovava uno nel bosco doveva consegnarlo per legge all'Imperatore nella Città Proibita!
Approfondimento
Se visitate la Città Proibita di Pechino o i palazzi imperiali asiatici, vedrete scolpito ovunque sui troni di giada, ricamato sulle vesti di seta dei mandarini e persino nella forma stessa dello scettro imperiale cinese (*Ruyi*) il profilo sinuoso di un fungo dal cappello a forma di rene o di ventaglio lucido: è il ***Ganoderma lucidum***, chiamato in Cina **"Lingzhi"** ("Pianta dello Spirito") e in Giappone **"Reishi"** o *"Mannentake"* ("Il Fungo dei Diecimila Anni").
A differenza dei comuni funghi commestibili che sono morbidi, ricchi d'acqua e marciscono nel giro di pochi giorni dopo essere spuntati, il *Ganoderma lucidum* (che cresce anche nei boschi italiani su ceppaie di quercia e castagno!) è un fungo "poliporo" dalla consistenza **dura e legnosa come il sughero o il legno laccato**, ricoperto in superficie da una cuticola naturale così lucida e brillante nei toni del rosso mogano, dell'arancio e del giallo oro da sembrare verniciato a mano da un ebanista (da cui il nome latino *lucidum*, datogli nel 1781 dal botanico inglese William Curtis). Proprio perché non marcisce e se conservato all'asciutto mantiene intatti forma e colore per decenni o secoli senza mai alterarsi, per oltre duemila anni in Oriente è stato venerato come il simbolo vivente dell'immortalità.
Nel più antico trattato di farmacologia orientale, lo *Shennong Bencao Jing* (risalente a circa il 200 a.C.), su 365 rimedi naturali catalogati il Lingzhi era posto al **primo posto assoluto della categoria superiore**: veniva descritto come l'unico rimedio privo di qualsiasi effetto collaterale che poteva essere assunto per tutta la vita per "calmare lo spirito, rafforzare il cuore e conservare la giovinezza". In natura, tuttavia, era rarissimo: cresceva spontaneamente solo su due o tre alberi di prugno selvatico o quercia ogni diecimila piante! Per questo motivo per secoli nella Cina imperiale fu riservato per legge esclusivamente all'Imperatore e alla famiglia reale, e i raccoglitori delle province avevano l'obbligo di inviare a corte ogni esemplare trovato.
Questa estrema rarità è finita soltanto nel **1971**, quando il ricercatore giapponese **Shigeaki Naoi** dell'Università di Kyoto è riuscito dopo anni di tentativi a svelare le condizioni esatte di umidità, luce e substrato di segatura di legno necessarie per coltivarlo in serra. Da allora la biochimica moderna ha analizzato questo fungo (che essendo legnoso e amarissimo non si mangia a fette, ma si usa in decotto o in estratto titolato), scoprendo al suo interno oltre **400 molecole bioattive diverse**, tra cui i *beta-glucani* immunostimolanti e più di **150 acidi ganoderici (triterpeni)** unici al mondo con documentate proprietà antinfiammatorie, adattogene e regolatrici della pressione e del sonno.
A differenza dei comuni funghi commestibili che sono morbidi, ricchi d'acqua e marciscono nel giro di pochi giorni dopo essere spuntati, il *Ganoderma lucidum* (che cresce anche nei boschi italiani su ceppaie di quercia e castagno!) è un fungo "poliporo" dalla consistenza **dura e legnosa come il sughero o il legno laccato**, ricoperto in superficie da una cuticola naturale così lucida e brillante nei toni del rosso mogano, dell'arancio e del giallo oro da sembrare verniciato a mano da un ebanista (da cui il nome latino *lucidum*, datogli nel 1781 dal botanico inglese William Curtis). Proprio perché non marcisce e se conservato all'asciutto mantiene intatti forma e colore per decenni o secoli senza mai alterarsi, per oltre duemila anni in Oriente è stato venerato come il simbolo vivente dell'immortalità.
Nel più antico trattato di farmacologia orientale, lo *Shennong Bencao Jing* (risalente a circa il 200 a.C.), su 365 rimedi naturali catalogati il Lingzhi era posto al **primo posto assoluto della categoria superiore**: veniva descritto come l'unico rimedio privo di qualsiasi effetto collaterale che poteva essere assunto per tutta la vita per "calmare lo spirito, rafforzare il cuore e conservare la giovinezza". In natura, tuttavia, era rarissimo: cresceva spontaneamente solo su due o tre alberi di prugno selvatico o quercia ogni diecimila piante! Per questo motivo per secoli nella Cina imperiale fu riservato per legge esclusivamente all'Imperatore e alla famiglia reale, e i raccoglitori delle province avevano l'obbligo di inviare a corte ogni esemplare trovato.
Questa estrema rarità è finita soltanto nel **1971**, quando il ricercatore giapponese **Shigeaki Naoi** dell'Università di Kyoto è riuscito dopo anni di tentativi a svelare le condizioni esatte di umidità, luce e substrato di segatura di legno necessarie per coltivarlo in serra. Da allora la biochimica moderna ha analizzato questo fungo (che essendo legnoso e amarissimo non si mangia a fette, ma si usa in decotto o in estratto titolato), scoprendo al suo interno oltre **400 molecole bioattive diverse**, tra cui i *beta-glucani* immunostimolanti e più di **150 acidi ganoderici (triterpeni)** unici al mondo con documentate proprietà antinfiammatorie, adattogene e regolatrici della pressione e del sonno.


