L'"Assedio di Tiro" del 332 a.C.: quando la città fenicia sull'isola si rifiutò di arrendersi ad Alessandro Magno, il condottiero fece costruire una diga in mezzo al mare trasformando per sempre l'isola in una penisola!
Approfondimento
Introduzione:
Nel gennaio del 332 a.C., durante la sua leggendaria campagna di conquista dell'Impero Persiano, il giovane re macedone Alessandro Magno (all'epoca appena ventiquattrenne) giunse davanti all'antica e ricchissima città fenicia di Tiro, nell'attuale Libano. Ciò che accadde nei sette mesi successivi non cambiò solo il corso della storia militare, ma modificò per sempre la geografia fisica del Mar Mediterraneo!

La fortezza inespugnabile in mezzo al mare:
I cittadini di Tiro si sentivano assolutamente invincibili: la parte nuova della città sorgeva infatti su un'isola rocciosa situata a circa 800 metri dalla costa, protetta da una potente flotta da guerra e circondata da mura colossali in pietra che sul lato rivolto verso la terraferma raggiungevano i 45 metri di altezza. Quando Alessandro chiese di poter entrare in città per offrire un sacrificio nel tempio del dio Melqart (assimilato dai Greci a Eracle/Ercole), gli abitanti rifiutarono e gettarono in mare gli ambasciatori macedoni, convinti che senza una flyla navale Alessandro non avrebbe mai potuto toccarli.

Il "Molo di Alessandro" che cancellò un'isola:
La risposta di Alessandro Magno lasciò il mondo antico senza parole: se non aveva abbastanza navi per raggiungere l'isola via mare, avrebbe portato la terraferma fino all'isola! Fece demolire le rovine della vecchia Tiro sulla costa e ordinò ai suoi ingegneri (guidati da Diade di Pella) di costruire attraverso il braccio di mare un gigantesco terrapieno ("molo") largo 60 metri e lungo 800 metri, piantando migliaia di tronchi di cedro del Libano nel fondale e riempiendoli con milioni di tonnellate di massi e terra.

Le torri d'assedio più alte dell'antichità:
Per proteggere i soldati dalle incursioni incendiarie dei Fenici, Alessandro fece costruire sul molo due mostruose torri d'assedio mobili ("elepoli") alte oltre 50 metri (quanto un palazzo di 17 piani!) rivestite di pelli grezze bagnate. Dopo sette mesi di battaglie furiose per terra e per mare, nell'estate del 332 a.C. le mura di Tiro cedettero. Nei secoli successivi le correnti marine hanno depositato tonnellate di sabbia attorno al molo di Alessandro: quella striscia di terra si è allargata fino a diventare l'attuale centro abitato di Tiro, che da oltre 2.300 anni non è più un'isola ma una penisola saldata per sempre alla costa libanese!
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