L'incredibile fuga in mongolfiera dalla Germania Est del 1979 ("Night Crossing"): quando due famiglie comuni della Turingia comprarono in segreto centinaia di piccoli scampoli di taffetà e ombrelli in decine di negozi diversi, li cucirono di notte in cantina e volarono a 2.500 metri d'altezza sopra il Muro di Berlino e i campi minati verso la libertà!
Approfondimento
Alle due di notte del **16 settembre 1979**, in un prato isolato vicino a Pößneck nella Turingia (all'epoca nella Germania Est comunista, a pochi chilometri dal confine blindato con la Baviera nella Germania Ovest), otto persone — l'elettricista **Peter Strelzyk**, il muratore **Günter Wetzel**, le loro due mogli e i loro quattro figli piccoli dai due ai quindici anni — salirono sopra una minuscola piattaforma di lamiera larga appena un metro e quaranta per un metro e quaranta, senza sponde rigide ma solo con una corda da bucato tesa attorno ai quattro pali d'angolo, sotto un gigantesco pallone aerostatico alto 28 metri cucito a mano in casa.
Negli anni Settanta il confine interno tedesco era diventato quasi impossibile da superare via terra, presidiato da torrette di guardia, cani, recinzioni elettrificate e mine antiuomo automatiche. Nel marzo del 1978 i due amici Strelzyk e Wetzel, vedendo su una rivista una foto di un raduno di mongolfiere nel Nuovo Messico, avevano avuto un'idea che sembrava pura follia per due operai che non avevano mai studiato aeronautica: costruire in segreto nella cantina di casa una mongolfiera ad aria calda capace di sollevare otto persone e quattro bombole di gas propano domestico da cucina!
Il problema più grande, in uno Stato di polizia controllato dalla *Stasi* dove ogni acquisto insolito veniva segnalato, era procurarsi i **1.250 metri quadrati di tessuto** impermeabile necessari per il pallone. Se avessero chiesto mille metri di stoffa in un negozio sarebbero stati arrestati subito. Così i due uomini viaggiarono in auto per mesi in decine di città diverse della DDR comprando qua e là scampoli da 30 o 50 metri di nylon per fodere, tessuto da ombrelli e taffetà di tutti i colori (dicendo alle commesse che servivano per fare le tende di un campeggio aziendale o le vele di un club nautico!), e poi Günter Wetzel passò settimane chiuso in soffitta a cucire insieme tutti quei pezzi multicolori con una vecchia **macchina da cucire a pedali di cinquant'anni prima** a cui aveva applicato il motorino elettrico di un ciclomotore!
Dopo due primi prototipi falliti (e un primo tentativo drammatico di volo di una sola famiglia nel luglio 1979 finito nei boschi a 180 metri dal confine, dove nella fuga avevano perso in terra un barattolo di medicinali dalla cui ricetta la Stasi stava ormai stringendo il cerchio giorno dopo giorno sui giornali per catturarli!), quella notte del 16 settembre 1979 sapevano di avere poche ore prima dell'arresto. Gonfiarono il terzo enorme pallone con un ventilatore fatto col motore di una motocicletta MZ e un lanciafiamme artigianale collegato alle bombole di gas da cucina, tagliarono le corde e decollarono: la mongolfiera schizzò nel cielo notturno fino a **2.400 metri di quota** a una temperatura di **meno 8 gradi sotto zero**, sfuggendo di un soffio ai fasci di luce dei riflettori delle guardie di frontiera avvertite all'ultimo minuto. Dopo **28 minuti di volo** col fiato sospeso fino all'ultima goccia di gas, atterrarono in un bosco di more e videro avvicinarsi nel buio un'auto della polizia con due agenti che dissero loro la frase più bella della loro vita: «Siete a Naila, in Baviera: siete nella Germania Ovest, siete liberi!».
Negli anni Settanta il confine interno tedesco era diventato quasi impossibile da superare via terra, presidiato da torrette di guardia, cani, recinzioni elettrificate e mine antiuomo automatiche. Nel marzo del 1978 i due amici Strelzyk e Wetzel, vedendo su una rivista una foto di un raduno di mongolfiere nel Nuovo Messico, avevano avuto un'idea che sembrava pura follia per due operai che non avevano mai studiato aeronautica: costruire in segreto nella cantina di casa una mongolfiera ad aria calda capace di sollevare otto persone e quattro bombole di gas propano domestico da cucina!
Il problema più grande, in uno Stato di polizia controllato dalla *Stasi* dove ogni acquisto insolito veniva segnalato, era procurarsi i **1.250 metri quadrati di tessuto** impermeabile necessari per il pallone. Se avessero chiesto mille metri di stoffa in un negozio sarebbero stati arrestati subito. Così i due uomini viaggiarono in auto per mesi in decine di città diverse della DDR comprando qua e là scampoli da 30 o 50 metri di nylon per fodere, tessuto da ombrelli e taffetà di tutti i colori (dicendo alle commesse che servivano per fare le tende di un campeggio aziendale o le vele di un club nautico!), e poi Günter Wetzel passò settimane chiuso in soffitta a cucire insieme tutti quei pezzi multicolori con una vecchia **macchina da cucire a pedali di cinquant'anni prima** a cui aveva applicato il motorino elettrico di un ciclomotore!
Dopo due primi prototipi falliti (e un primo tentativo drammatico di volo di una sola famiglia nel luglio 1979 finito nei boschi a 180 metri dal confine, dove nella fuga avevano perso in terra un barattolo di medicinali dalla cui ricetta la Stasi stava ormai stringendo il cerchio giorno dopo giorno sui giornali per catturarli!), quella notte del 16 settembre 1979 sapevano di avere poche ore prima dell'arresto. Gonfiarono il terzo enorme pallone con un ventilatore fatto col motore di una motocicletta MZ e un lanciafiamme artigianale collegato alle bombole di gas da cucina, tagliarono le corde e decollarono: la mongolfiera schizzò nel cielo notturno fino a **2.400 metri di quota** a una temperatura di **meno 8 gradi sotto zero**, sfuggendo di un soffio ai fasci di luce dei riflettori delle guardie di frontiera avvertite all'ultimo minuto. Dopo **28 minuti di volo** col fiato sospeso fino all'ultima goccia di gas, atterrarono in un bosco di more e videro avvicinarsi nel buio un'auto della polizia con due agenti che dissero loro la frase più bella della loro vita: «Siete a Naila, in Baviera: siete nella Germania Ovest, siete liberi!».


