L'incredibile partita di scacchi "Uomo contro il Mondo intero" del 1999 e il segreto del "Turco Meccanico" del Settecento: per 84 anni un automa a ingranaggi vestito da sultano sconfisse a scacchi Napoleone Bonaparte e Benjamin Franklin facendo credere a tutti di essere il primo robot pensante della storia, ma dentro il mobile c'era un vero maestro di scacchi nascosto con un gioco di specchi e calamite!
Approfondimento
Molto prima che il supercomputer IBM *Deep Blue* battesse Garri Kasparov nel 1997 (e prima che nel 1999 lo stesso Kasparov giocasse su Internet per quattro mesi la celebre partita *"Kasparov contro il Mondo"*, affrontando in contemporanea oltre 50.000 giocatori di 75 Paesi che votavano la mossa ogni 24 ore e vincendo in 62 mosse!), per ben **ottantaquattro anni**, dal **1770 al 1854**, le corti reali, gli scienziati e i salotti d'Europa e d'America furono stregati da quella che sembrava la prima macchina dotata di intelligenza artificiale della storia: **"Il Turco"** (*Der Schachtürke*, o l'Automa Scacchista).
Costruito nel **1770** a Vienna dall'inventore e consigliere imperiale ungherese **Wolfgang von Kempelen** per stupire l'imperatrice **Maria Teresa d'Austria**, il Turco era un manichino a grandezza naturale scolpito nel legno, con baffi neri, turbante e vesti orientali di pelliccia, seduto dietro un grande armadio-scrivania di legno d'acero largo un metro e dieci su cui poggiava una scacchiera.
Prima di ogni partita, Kempelen (e dopo la sua morte il meccanico bavarese Johann Nepomuk Mälzel, l'inventore del metronomo musicale!) faceva una dimostrazione teatrale per provare al pubblico che non c'era alcun trucco: **apriva uno dopo l'altro gli sportelli anteriori e posteriori dell'armadio e ci passava dietro una candela accesa**, mostrando che l'interno del mobile era completamente pieno di centinaia di ruote dentate d'ottone, cilindri, leve e molle d'orologeria attraverso cui si vedeva la luce dall'altra parte! Poi chiudeva gli sportelli, girava una grossa chiave a manovella sul fianco producendo il rumore metallico degli ingranaggi (*clic-clac-clic*) e il manichino di legno prendeva vita: **muoveva gli occhi, girava la testa guardando la scacchiera, alzava il braccio sinistro, afferrava con le dita meccaniche il pezzo degli scacchi e lo spostava sulla casella giusta**, annuendo tre volte col capo quando dava **"Scacco Matto"** e battendo persino sul tavolo il famosissimo **"Giro del Cavallo"** (un problema matematico studiato da Eulero in cui il Cavallo tocca tutte le 64 caselle senza mai passare due volte sulla stessa)!
Il Turco viaggiò tra Parigi, Londra, Berlino e gli Stati Uniti sconfiggendo quasi tutti gli sfidanti, inclusi statisti e geni come **Benjamin Franklin** (a Parigi nel 1783), Caterina la Grande di Russia e **Napoleone Bonaparte** nel 1809 al castello di Schönbrunn a Vienna (dove Napoleone per mettere alla prova la macchina provò per tre volte di fila a fare **una mossa illegale vietata dal regolamento**: alla prima il Turco scosse la testa e rimise a posto il pezzo di Napoleone; alla seconda gli mangiò il pezzo; e alla terza mossa scorretta dell'Imperatore il manichino **allungò il braccio e con una manata buttò per terra tutti i pezzi della scacchiera rifiutandosi di continuare a giocare**!).
Come funzionava il più grande inganno tecnologico di due secoli (su cui anche **Edgar Allan Poe** scrisse un celebre saggio investigativo nel 1836)? Dentro la scrivania — che non andava mai in profondità fino in fondo ma usava pannelli scorrevoli su rotaie e falsi ingranaggi sottili — era nascosto piegato un **vero grandissimo campione umano di scacchi in carne e ossa** (tra cui giganti degli scacchi come Johann Allgaier, William Lewis e Jacques François Mouret)! Mentre Kempelen apriva lo sportello sinistro, il maestro nascosto dentro scivolava silenziosamente su un seggiolino a rotelle sul lato destro e viceversa; sotto ogni singolo pezzo degli scacchi c'era una potente **calamita**, e sotto ognuna delle 64 caselle della scacchiera pendeva dall'interno del soffitto del mobile un filo con una pallina di ferro che si alzava o cadeva quando il pezzo veniva mosso sopra, permettendo al giocatore chiuso dentro alla luce di una candela (il cui fumo usciva di nascosto attraverso il turbante del manichino!) di vedere la mossa avversaria dal basso e comandare il braccio meccanico del Turco tramite un pantografo a leve!
Costruito nel **1770** a Vienna dall'inventore e consigliere imperiale ungherese **Wolfgang von Kempelen** per stupire l'imperatrice **Maria Teresa d'Austria**, il Turco era un manichino a grandezza naturale scolpito nel legno, con baffi neri, turbante e vesti orientali di pelliccia, seduto dietro un grande armadio-scrivania di legno d'acero largo un metro e dieci su cui poggiava una scacchiera.
Prima di ogni partita, Kempelen (e dopo la sua morte il meccanico bavarese Johann Nepomuk Mälzel, l'inventore del metronomo musicale!) faceva una dimostrazione teatrale per provare al pubblico che non c'era alcun trucco: **apriva uno dopo l'altro gli sportelli anteriori e posteriori dell'armadio e ci passava dietro una candela accesa**, mostrando che l'interno del mobile era completamente pieno di centinaia di ruote dentate d'ottone, cilindri, leve e molle d'orologeria attraverso cui si vedeva la luce dall'altra parte! Poi chiudeva gli sportelli, girava una grossa chiave a manovella sul fianco producendo il rumore metallico degli ingranaggi (*clic-clac-clic*) e il manichino di legno prendeva vita: **muoveva gli occhi, girava la testa guardando la scacchiera, alzava il braccio sinistro, afferrava con le dita meccaniche il pezzo degli scacchi e lo spostava sulla casella giusta**, annuendo tre volte col capo quando dava **"Scacco Matto"** e battendo persino sul tavolo il famosissimo **"Giro del Cavallo"** (un problema matematico studiato da Eulero in cui il Cavallo tocca tutte le 64 caselle senza mai passare due volte sulla stessa)!
Il Turco viaggiò tra Parigi, Londra, Berlino e gli Stati Uniti sconfiggendo quasi tutti gli sfidanti, inclusi statisti e geni come **Benjamin Franklin** (a Parigi nel 1783), Caterina la Grande di Russia e **Napoleone Bonaparte** nel 1809 al castello di Schönbrunn a Vienna (dove Napoleone per mettere alla prova la macchina provò per tre volte di fila a fare **una mossa illegale vietata dal regolamento**: alla prima il Turco scosse la testa e rimise a posto il pezzo di Napoleone; alla seconda gli mangiò il pezzo; e alla terza mossa scorretta dell'Imperatore il manichino **allungò il braccio e con una manata buttò per terra tutti i pezzi della scacchiera rifiutandosi di continuare a giocare**!).
Come funzionava il più grande inganno tecnologico di due secoli (su cui anche **Edgar Allan Poe** scrisse un celebre saggio investigativo nel 1836)? Dentro la scrivania — che non andava mai in profondità fino in fondo ma usava pannelli scorrevoli su rotaie e falsi ingranaggi sottili — era nascosto piegato un **vero grandissimo campione umano di scacchi in carne e ossa** (tra cui giganti degli scacchi come Johann Allgaier, William Lewis e Jacques François Mouret)! Mentre Kempelen apriva lo sportello sinistro, il maestro nascosto dentro scivolava silenziosamente su un seggiolino a rotelle sul lato destro e viceversa; sotto ogni singolo pezzo degli scacchi c'era una potente **calamita**, e sotto ognuna delle 64 caselle della scacchiera pendeva dall'interno del soffitto del mobile un filo con una pallina di ferro che si alzava o cadeva quando il pezzo veniva mosso sopra, permettendo al giocatore chiuso dentro alla luce di una candela (il cui fumo usciva di nascosto attraverso il turbante del manichino!) di vedere la mossa avversaria dal basso e comandare il braccio meccanico del Turco tramite un pantografo a leve!


