L'incredibile storia della nazionale di calcio della "Danimarca" agli Europei del 1992: la squadra aveva fallito le qualificazioni e i giocatori erano già in vacanza al mare o a rifare la cucina di casa, quando a 10 giorni dal torneo furono richiamati d'urgenza per sostituire la Jugoslavia squalificata... e senza essersi allenati vinsero la Coppa d'Europa battendo i campioni del mondo della Germania!
Approfondimento
Nella storia del calcio mondiale ci sono state molte sorprese (come il miracolo della Grecia agli Europei del 2004 o il Leicester City di Claudio Ranieri in Premier League nel 2016), ma nessuna favola sportiva supera per assurdità quello che accadde nell'**estate del 1992** in Svezia, quando il **Campionato Europeo di Calcio (Euro '92)** fu vinto da una squadra che a quel torneo **non si era nemmeno qualificata**!
Nel girone di qualificazione, infatti, la **Danimarca** era arrivata seconda dietro alla fortissima Jugoslavia, e all'epoca agli Europei andavano soltanto le prime classificate di ciascun degli otto gironi. A fine maggio del 1992 i calciatori danesi avevano ormai chiuso la stagione dei club ed erano sparsi in vacanza con le famiglie o impegnati nei lavori domestici (l'allenatore della nazionale, **Richard Møller Nielsen**, aveva persino deciso di approfittare del mese di giugno libero per **rifare e piastrellare da solo la cucina di casa sua**!), mentre il giocatore più talentuoso della nazione, **Michael Laudrup**, aveva litigato col commissario tecnico decidendo di restare in vacanza al mare e di non rispondere nemmeno a una convocazione.
Ma il **30 maggio 1992**, a **soli dieci giorni** dal calcio d'inizio degli Europei in Svezia (previsto per il 10 giugno!), il Consiglio di Sicurezza dell'ONU approvò la Risoluzione 757 imponendo sanzioni immediate e l'esclusione da ogni competizione sportiva internazionale alla **Jugoslavia** a causa dello scoppio della tragica guerra civile nei Balcani. La UEFA telefonò d'urgenza a Copenaghen: la Danimarca, come seconda del girone, doveva partire immediatamente per la Svezia!
L'allenatore Nielsen lasciò a metà i lavori della cucina e fece il giro di telefonate per richiamare i giocatori dalle spiagge e dai pub (nacque la leggenda che fossero stati presi direttamente dai bar sulla spiaggia, anche se molti avevano giocato un'amichevole da fine stagione pochi giorni prima). Arrivati in Svezia senza alcun ritiro atletico preparatorio, senza pressione psicologica e con lo spirito allegro di una gita fuori porta (l'allenatore portò persino la squadra a mangiare hamburger da McDonald's e a giocare a minigolf per rilassarsi!), i danesi guidati in porta dal gigantesco **Peter Schmeichel** e in campo da **Brian Laudrup** (fratello minore di Michael) compirono il miracolo: superarono il girone eliminando l'Inghilterra e la Francia di Platini, eliminarono in semifinale ai rigori i campioni d'Europa in carica dell'**Olanda** (con Schmeichel che parò il rigore decisivo al Pallone d'Oro Marco van Basten!) e il **26 giugno 1992** a Göteborg, nella finalissima contro i **Campioni del Mondo in carica della Germania**, trionfarono per **2 a 0** (con un gol di John Jensen e uno di **Kim Vilfort**, il quale tra una partita e l'altra del torneo tornava in ospedale in Danimarca ad assistere la sua bimba di sette anni malata di leucemia che lo aveva pregato di tornare in campo a vincere per lei!). Quando alzarono la coppa al cielo, l'allenatore Nielsen scherzò davanti ai microfoni: «L'unico problema è che adesso mia moglie si arrabbierà perché non ho finito di montare la cucina!».
Nel girone di qualificazione, infatti, la **Danimarca** era arrivata seconda dietro alla fortissima Jugoslavia, e all'epoca agli Europei andavano soltanto le prime classificate di ciascun degli otto gironi. A fine maggio del 1992 i calciatori danesi avevano ormai chiuso la stagione dei club ed erano sparsi in vacanza con le famiglie o impegnati nei lavori domestici (l'allenatore della nazionale, **Richard Møller Nielsen**, aveva persino deciso di approfittare del mese di giugno libero per **rifare e piastrellare da solo la cucina di casa sua**!), mentre il giocatore più talentuoso della nazione, **Michael Laudrup**, aveva litigato col commissario tecnico decidendo di restare in vacanza al mare e di non rispondere nemmeno a una convocazione.
Ma il **30 maggio 1992**, a **soli dieci giorni** dal calcio d'inizio degli Europei in Svezia (previsto per il 10 giugno!), il Consiglio di Sicurezza dell'ONU approvò la Risoluzione 757 imponendo sanzioni immediate e l'esclusione da ogni competizione sportiva internazionale alla **Jugoslavia** a causa dello scoppio della tragica guerra civile nei Balcani. La UEFA telefonò d'urgenza a Copenaghen: la Danimarca, come seconda del girone, doveva partire immediatamente per la Svezia!
L'allenatore Nielsen lasciò a metà i lavori della cucina e fece il giro di telefonate per richiamare i giocatori dalle spiagge e dai pub (nacque la leggenda che fossero stati presi direttamente dai bar sulla spiaggia, anche se molti avevano giocato un'amichevole da fine stagione pochi giorni prima). Arrivati in Svezia senza alcun ritiro atletico preparatorio, senza pressione psicologica e con lo spirito allegro di una gita fuori porta (l'allenatore portò persino la squadra a mangiare hamburger da McDonald's e a giocare a minigolf per rilassarsi!), i danesi guidati in porta dal gigantesco **Peter Schmeichel** e in campo da **Brian Laudrup** (fratello minore di Michael) compirono il miracolo: superarono il girone eliminando l'Inghilterra e la Francia di Platini, eliminarono in semifinale ai rigori i campioni d'Europa in carica dell'**Olanda** (con Schmeichel che parò il rigore decisivo al Pallone d'Oro Marco van Basten!) e il **26 giugno 1992** a Göteborg, nella finalissima contro i **Campioni del Mondo in carica della Germania**, trionfarono per **2 a 0** (con un gol di John Jensen e uno di **Kim Vilfort**, il quale tra una partita e l'altra del torneo tornava in ospedale in Danimarca ad assistere la sua bimba di sette anni malata di leucemia che lo aveva pregato di tornare in campo a vincere per lei!). Quando alzarono la coppa al cielo, l'allenatore Nielsen scherzò davanti ai microfoni: «L'unico problema è che adesso mia moglie si arrabbierà perché non ho finito di montare la cucina!».


