L'"Oro di Mansa Musa": nel XIV secolo l'imperatore africano del Mali Mansa Musa possedeva una ricchezza così sconfinata che, durante il suo viaggio al Cairo nel 1324, regalò talmente tanto oro per strada da far crollare l'economia egiziana per 10 anni!
Approfondimento
Introduzione:
Chi è stato l'uomo più ricco di tutta la storia dell'umanità? Secondo gli storici dell'economia, non si tratta di un miliardario moderno della tecnologia né di un banchiere dell'Ottocento come Rockefeller o Rothschild, ma di "Mansa Musa I" (circa 1280-1337), il decimo "Mansa" (Re dei Re o Imperatore) del potente Impero del Mali in Africa Occidentale, la cui fortuna personale era talmente immensa da essere considerata dagli economisti contemporanei letteralmente "incalcolabile" (stimata oltre i 400 miliardi di dollari odierni).
Il signore dell'oro e del sale:
Nel Trecento, mentre gran parte dell'Europa era colpita da carestie e guerre feudali, l'Impero del Mali si estendeva per oltre 3.000 chilometri dalla costa dell'Oceano Atlantico (Senegal e Gambia) fino al cuore del Niger, controllando le ricchissime miniere d'oro di Bambuk, Bure e Wangara — che da sole fornivano oltre la metà di tutto l'oro del Vecchio Mondo — e il commercio carovaniero del sale del Sahara.
Il leggendario pellegrinaggio del 1324 che sconvolse il Mediterraneo:
1. Una carovana di 60.000 persone: Devoto musulmano, nel 1324 Mansa Musa partì per il pellegrinaggio sacro alla Mecca ("Hajj") attraversando il deserto del Sahara con un corteo che lasciò a bocca aperta i cronisti arabi ed europei: lo accompagnavano 60.000 uomini, tra cui 12.000 servitori personali vestiti di broccato e seta persiana. Davanti al sovrano a cavallo marciavano 500 araldi che impugnavano ciascuno un bastone d'oro massiccio di oltre 2 chili, seguiti da una fila di 80-100 cammelli, ognuno dei quali trasportava fino a 135 chilogrammi di polvere e lingotti d'oro puro (circa 18 tonnellate d'oro in totale!).
2. L'inflazione al Cairo: Quando nel luglio 1324 Mansa Musa fece sosta al Cairo in Egitto, distribuì in elemosina ai poveri, ai funzionari e ai mercanti una quantità d'oro così gigantesca da saturare completamente il mercato monetario: il valore dell'oro in Egitto crollò e i prezzi dei beni schizzarono alle stelle, provocando una crisi inflazionistica che richiese oltre 12 anni per essere riassorbita (tanto che nel viaggio di ritorno Mansa Musa cercò persino di prendere in prestito a caro interesse il proprio oro dai mercanti del Cairo per aiutare il mercato a riprendersi!).
3. Lo splendore di Timbuctù e l'Atlante Catalano: Rientrato in patria con architetti, poeti e studiosi (come l'andaluso Abu Ishaq al-Sahili), Mansa Musa trasformò la città di Timbuctù in una capitale mondiale della cultura, costruendo la celebre Moschea di Djinguereber e l'Università di Sankoré, che arrivò a custodire centinaia di migliaia di manoscritti. La sua fama in Europa fu tale che nel celebre "Atlante Catalano" del 1375 i cartografi maiorchini lo disegnarono al centro dell'Africa seduto sul trono con una corona d'oro e una gigantesca pepita d'oro nella mano destra!
Chi è stato l'uomo più ricco di tutta la storia dell'umanità? Secondo gli storici dell'economia, non si tratta di un miliardario moderno della tecnologia né di un banchiere dell'Ottocento come Rockefeller o Rothschild, ma di "Mansa Musa I" (circa 1280-1337), il decimo "Mansa" (Re dei Re o Imperatore) del potente Impero del Mali in Africa Occidentale, la cui fortuna personale era talmente immensa da essere considerata dagli economisti contemporanei letteralmente "incalcolabile" (stimata oltre i 400 miliardi di dollari odierni).
Il signore dell'oro e del sale:
Nel Trecento, mentre gran parte dell'Europa era colpita da carestie e guerre feudali, l'Impero del Mali si estendeva per oltre 3.000 chilometri dalla costa dell'Oceano Atlantico (Senegal e Gambia) fino al cuore del Niger, controllando le ricchissime miniere d'oro di Bambuk, Bure e Wangara — che da sole fornivano oltre la metà di tutto l'oro del Vecchio Mondo — e il commercio carovaniero del sale del Sahara.
Il leggendario pellegrinaggio del 1324 che sconvolse il Mediterraneo:
1. Una carovana di 60.000 persone: Devoto musulmano, nel 1324 Mansa Musa partì per il pellegrinaggio sacro alla Mecca ("Hajj") attraversando il deserto del Sahara con un corteo che lasciò a bocca aperta i cronisti arabi ed europei: lo accompagnavano 60.000 uomini, tra cui 12.000 servitori personali vestiti di broccato e seta persiana. Davanti al sovrano a cavallo marciavano 500 araldi che impugnavano ciascuno un bastone d'oro massiccio di oltre 2 chili, seguiti da una fila di 80-100 cammelli, ognuno dei quali trasportava fino a 135 chilogrammi di polvere e lingotti d'oro puro (circa 18 tonnellate d'oro in totale!).
2. L'inflazione al Cairo: Quando nel luglio 1324 Mansa Musa fece sosta al Cairo in Egitto, distribuì in elemosina ai poveri, ai funzionari e ai mercanti una quantità d'oro così gigantesca da saturare completamente il mercato monetario: il valore dell'oro in Egitto crollò e i prezzi dei beni schizzarono alle stelle, provocando una crisi inflazionistica che richiese oltre 12 anni per essere riassorbita (tanto che nel viaggio di ritorno Mansa Musa cercò persino di prendere in prestito a caro interesse il proprio oro dai mercanti del Cairo per aiutare il mercato a riprendersi!).
3. Lo splendore di Timbuctù e l'Atlante Catalano: Rientrato in patria con architetti, poeti e studiosi (come l'andaluso Abu Ishaq al-Sahili), Mansa Musa trasformò la città di Timbuctù in una capitale mondiale della cultura, costruendo la celebre Moschea di Djinguereber e l'Università di Sankoré, che arrivò a custodire centinaia di migliaia di manoscritti. La sua fama in Europa fu tale che nel celebre "Atlante Catalano" del 1375 i cartografi maiorchini lo disegnarono al centro dell'Africa seduto sul trono con una corona d'oro e una gigantesca pepita d'oro nella mano destra!


