La celebre "Pizza Margherita" fu battezzata a Napoli nel giugno 1889 dal pizzaiolo Raffaele Esposito in onore della Regina d'Italia Margherita di Savoia, con i tre colori della bandiera nazionale.
Approfondimento
Sebbene a Napoli pizze condite con pomodoro, formaggio e basilico esistessero già tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento, la consacrazione ufficiale e il nome della "Pizza Margherita" risalgono all'11 giugno 1889.
Il banchetto alla Reggia di Capodimonte:
Durante una visita ufficiale a Napoli del Re d'Italia Umberto I e della consorte, la Regina Margherita di Savoia, i sovrani — incuriositi dalla fama del piatto popolare napoletano — fecero convocare alle cucine della Reggia di Capodimonte il più rinomato pizzaiolo della città, Raffaele Esposito della pizzeria "Pietro... e basta così" (oggi Pizzeria Brandi). Esposito infornò per la Regina tre diverse specialità: una pizza bianca con strutto, formaggio e basilico (la Mastunicola), una con aglio, olio e pomodorini (la Marinara) e una terza condita con pomodoro rosso, mozzarella (fiordilatte) bianca e foglie di basilico fresco verde, per omaggiare il Tricolore della bandiera italiana. La Regina apprezzò talmente quest'ultima variante da far inviare al pizzaiolo una lettera ufficiale di ringraziamento firmata dal capo della Real Casa, Camillo Galli (ancora oggi incorniciata nel locale), e Raffaele Esposito battezzò la sua creazione "Pizza Margherita". Nel 2017 l'Arte del Pizzaiuolo Napoletano è stata dichiarata Patrimonio Immateriale dell'Umanità dall'UNESCO.
Il banchetto alla Reggia di Capodimonte:
Durante una visita ufficiale a Napoli del Re d'Italia Umberto I e della consorte, la Regina Margherita di Savoia, i sovrani — incuriositi dalla fama del piatto popolare napoletano — fecero convocare alle cucine della Reggia di Capodimonte il più rinomato pizzaiolo della città, Raffaele Esposito della pizzeria "Pietro... e basta così" (oggi Pizzeria Brandi). Esposito infornò per la Regina tre diverse specialità: una pizza bianca con strutto, formaggio e basilico (la Mastunicola), una con aglio, olio e pomodorini (la Marinara) e una terza condita con pomodoro rosso, mozzarella (fiordilatte) bianca e foglie di basilico fresco verde, per omaggiare il Tricolore della bandiera italiana. La Regina apprezzò talmente quest'ultima variante da far inviare al pizzaiolo una lettera ufficiale di ringraziamento firmata dal capo della Real Casa, Camillo Galli (ancora oggi incorniciata nel locale), e Raffaele Esposito battezzò la sua creazione "Pizza Margherita". Nel 2017 l'Arte del Pizzaiuolo Napoletano è stata dichiarata Patrimonio Immateriale dell'Umanità dall'UNESCO.


