La leggenda di Re Artù, della spada Excalibur e dei Cavalieri della Tavola Rotonda unisce antiche cronache celtico-romane del V secolo ai grandi romanzi cavallereschi del Medioevo.
Approfondimento
Il ciclo arturiano (o "materia di Bretagna") è il più celebre complesso di leggende del Medioevo europeo. Al centro del mito vi è Re Artù, il sovrano giusto che, guidato dal mago Merlino, dimostra il proprio diritto al trono estraendo la "spada nella roccia" (o ricevendo la magica spada Excalibur dalla Dama del Lago) e fonda nella fortezza di Camelot la compagnia dei Cavalieri della Tavola Rotonda: una tavola circolare priva di capotavola, affinché tutti i cavalieri — da Lancillotto a Galvano, da Parsifal a Galahad — sedessero come pari.
Tra storia e letteratura:
Gli storici ipotizzano che il nucleo originario della leggenda sia ispirato a un reale condottiero romano-britannico (forse Ambrosio Aureliano o un comandante chiamato Artorius) che tra la fine del V e l'inizio del VI secolo d.C. guidò la resistenza dei Britanni celtici contro l'invasione degli Anglosassoni nella battaglia del Monte Badon. Nel XII secolo autori come Goffredo di Monmouth e il poeta francese Chrétien de Troyes arricchirono la saga con l'amore tragico tra Lancillotto e la regina Ginevra, la ricerca del Sacro Graal e il riposo eterno di Artù nella nebbiosa isola di Avalon.
Tra storia e letteratura:
Gli storici ipotizzano che il nucleo originario della leggenda sia ispirato a un reale condottiero romano-britannico (forse Ambrosio Aureliano o un comandante chiamato Artorius) che tra la fine del V e l'inizio del VI secolo d.C. guidò la resistenza dei Britanni celtici contro l'invasione degli Anglosassoni nella battaglia del Monte Badon. Nel XII secolo autori come Goffredo di Monmouth e il poeta francese Chrétien de Troyes arricchirono la saga con l'amore tragico tra Lancillotto e la regina Ginevra, la ricerca del Sacro Graal e il riposo eterno di Artù nella nebbiosa isola di Avalon.


