La "Macchina del Tempo" di Padre Pellegrino Ernetti (il "Cronovisore", 1972) e l'enigma della "Cappella di Sansevero" a Napoli: dove il principe alchimista Raimondo di Sangro lasciò il "Cristo Velato" (talmente perfetto che si credette marmorizzato da un vero velo!) e due corpi umani con l'intero sistema circolatorio solidificato!
Approfondimento
Nel cuore del centro storico di Napoli sorge uno dei luoghi più carichi di arte, scienza e mistero d'Europa: la **Cappella Sansevero**, ridisegnata a metà del Settecento dal geniale, eccentrico e coltissimo principe di Sansevero **Raimondo di Sangro** (1710-1771) — scienziato, inventore (creò un carro anfibio che navigava sull'acqua, una stampa a più colori in una sola passata e la "lume eterno"), militare e Gran Maestro della Massoneria napoletana.
1. Il mistero del "Cristo Velato" (1753):
Al centro della navata riposa il **"Cristo Velato"**, capolavoro assoluto scolpito a soli 33 anni dallo scultore napoletano **Giuseppe Sanmartino**. Il sudario trasparente che ricopre il corpo di Cristo disteso sul materasso, lasciando intravedere i lineamenti del volto, i fori dei chiodi e le vene gonfie sulla fronte, è di un realismo talmente sovrumano che già nel Settecento (alimentata dal fatto che Raimondo di Sangro sapeva creare marmi e pietre preziose artificiali in laboratorio!) nacque la leggenda secondo cui il velo fosse un vero tessuto di lino "marmorizzato" chimicamente dal Principe con un liquido alchemico segreto! In realtà, sia i documenti notarili di pagamento del 1752-1753 (conservati all'Archivio Storico del Banco di Napoli) sia le moderne analisi mineralogiche hanno dimostrato oltre ogni dubbio che l'intera scultura, velo incluso, è stata scolpita a mano col solo scalpello da un unico blocco di marmo di Carrara: un miracolo di pura bravura artistica!
2. Le "Macchine Anatomiche" nella cavea sotterranea:
Scendendo nella cripta sotterranea della cappella ci si trova invece davanti a un vero enigma scientifico del 1763: due scheletri umani reali (un uomo e una donna incinta) realizzati dal medico palermitano Giuseppe Salerno sotto la direzione del Principe, in cui l'intero albero arterioso e venoso — fino ai capillari più sottili! — è rimasto intatto e solidificato in tre dimensioni (composto da cera d'api, ferro e coloranti), e la cui tecnica di realizzazione rimane tuttora parzialmente avvolta nel mistero.
1. Il mistero del "Cristo Velato" (1753):
Al centro della navata riposa il **"Cristo Velato"**, capolavoro assoluto scolpito a soli 33 anni dallo scultore napoletano **Giuseppe Sanmartino**. Il sudario trasparente che ricopre il corpo di Cristo disteso sul materasso, lasciando intravedere i lineamenti del volto, i fori dei chiodi e le vene gonfie sulla fronte, è di un realismo talmente sovrumano che già nel Settecento (alimentata dal fatto che Raimondo di Sangro sapeva creare marmi e pietre preziose artificiali in laboratorio!) nacque la leggenda secondo cui il velo fosse un vero tessuto di lino "marmorizzato" chimicamente dal Principe con un liquido alchemico segreto! In realtà, sia i documenti notarili di pagamento del 1752-1753 (conservati all'Archivio Storico del Banco di Napoli) sia le moderne analisi mineralogiche hanno dimostrato oltre ogni dubbio che l'intera scultura, velo incluso, è stata scolpita a mano col solo scalpello da un unico blocco di marmo di Carrara: un miracolo di pura bravura artistica!
2. Le "Macchine Anatomiche" nella cavea sotterranea:
Scendendo nella cripta sotterranea della cappella ci si trova invece davanti a un vero enigma scientifico del 1763: due scheletri umani reali (un uomo e una donna incinta) realizzati dal medico palermitano Giuseppe Salerno sotto la direzione del Principe, in cui l'intero albero arterioso e venoso — fino ai capillari più sottili! — è rimasto intatto e solidificato in tre dimensioni (composto da cera d'api, ferro e coloranti), e la cui tecnica di realizzazione rimane tuttora parzialmente avvolta nel mistero.


