La vera storia del "Tartan" e del "Kilt" scozzese: sebbene i clan delle Highlands portassero anticamente una lunga coperta drappeggiata sulla spalla, il gonnellino corto a pieghe di oggi fu inventato nel 1720 da un industriale siderurgico inglese, e i colori specifici per ogni cognome di famiglia furono creati nell'Ottocento da due fratelli truffatori che dicevano di essere i nipoti dell'ultimo Re Stuart!
Approfondimento
Nessun capo d'abbigliamento tradizionale al mondo è associato così fieramente all'identità antica di un popolo quanto il **Kilt** scozzese e il **Tartan**, il tessuto di lana a quadri colorati in cui ogni combinazione di righe verticali e orizzontali rappresenta lo stemma esclusivo di un antico Clan delle Highlands (MacLeod, Campbell, MacDonald, Stewart). Eppure, come ha dimostrato il celebre storico britannico Hugh Trevor-Roper dell'Università di Oxford, due degli elementi più famosi di questa tradizione nacquero in modo completamente inaspettato tra il Settecento e l'Ottocento.

Fin dal Cinquecento i guerrieri e i pastori delle Highlands scozzesi indossavano effettivamente un indumento chiamato *Feileadh Mòr* ("il grande plaid"): non era però una gonna corta, ma un unico, pesantissimo telo di lana lungo ben cinque metri che veniva stretto in vita con una cintura di cuoio e drappeggiato sopra le spalle per ripararsi dalla pioggia gelida e usarla di notte come coperta per dormire nell'erba. Nei quadri del Sei-Settecento, inoltre, i capi clan non portavano un tartan legato al proprio cognome, ma sceglievano semplicemente i colori che piacevano di più al tessitore del villaggio.

Come nacque allora il moderno "piccolo kilt" (*walking kilt*), cioè la gonna corta al ginocchio con le pieghe già cucite dietro e senza la parte sulle spalle? A inventarlo intorno al **1725** non fu un bardo scozzese, ma un imprenditore quacchero **inglese** del Lancashire di nome **Thomas Rawlinson**, che aveva aperto delle fonderie di ferro a Invergarry nelle Highlands! Accortosi che gli operai scozzesi con quell'enorme mantello drappeggiato di cinque metri si impigliavano continuamente negli ingranaggi e rischiavano di prendere fuoco davanti agli altiforni di ghisa fusa, Rawlinson chiamò il sarto del reggimento e fece tagliare via tutta la parte superiore del tessuto, creando il gonnellino pratico al ginocchio che piacque talmente tanto agli stessi scozzesi da essere adottato da tutti i clan (e che nel 1746 gli inglesi dovettero addirittura vietare per legge con il *Dress Act* dopo la battaglia di Culloden!).

Ancora più romanzesca è la nascita del registro ufficiale dei colori dei vari Clan: nel **1822**, quando Re Giorgio IV visitò Edimburgo vestito in kilt (organizzato dallo scrittore Sir Walter Scott), esplose in tutta la Gran Bretagna la moda del tartan. Ad approfittarne furono due eccentrici fratelli inglesi, John e Charles Allen, che si cambiarono il nome in **"Fratelli Sobieski Stuart"** fingendo di essere i nipoti segreti in esilio di *Bonnie Prince Charlie* (l'ultimo pretendente al trono scozzese!). Nel 1842 i due fratelli pubblicarono un sontuoso volume illustrato, il *Vestiarium Scoticum*, sostenendo di averlo copiato da un antico manoscritto del Cinquecento mai esistito e assegnando per la prima volta nella storia a ciascun cognome e clan scozzese un preciso disegno geometrico di tartan che le industrie laniere scozzesi misero immediatamente in produzione con un successo commerciale travolgente.
Scozia Kilt Tartan StoriaBritannica Cultura Tradizioni Ottocento CuriositàStoriche
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