La vita da film di "Simo Häyhä" (1905-2002), il piccolo contadino finlandese soprannominato dall'Armata Rossa "La Morte Bianca": durante la Guerra d'Inverno del 1939-1940 a -40 °C divenne il più letale tiratore scelto della storia militare mondiale usando un vecchio fucile senza mirino telescopico (per non far brillare la lente al sole!) e tenendo la neve in bocca per non far vedere il fiato caldo!
Approfondimento
Il 30 novembre del **1939** l'Unione Sovietica di Stalin invase la piccola **Finlandia** dando inizio alla cosiddetta **"Guerra d'Inverno"** (*Talvisota*): da una parte oltre mezzo milione di soldati dell'Armata Rossa con migliaia di carri armati e aerei, dall'altra un piccolo esercito finlandese vestito di tute bianche da neve che si muoveva silenziosamente sugli sci tra le foreste ghiacciate della Carelia a temperature che scendevano tra i **meno 20 e i meno 40 gradi sotto zero**.

Tra le file della 6ª Compagnia del Reggimento *JR 34* lungo il fiume Kollaa c'era un tranquillo contadino e allevatore di cani alto appena **un metro e sessanta** e dal sorriso gentile, nato nel villaggio di Rautjärvi: **Simo Häyhä** (1905-2002). In meno di **cento giorni di guerra** (e con sole poche ore di luce solare al giorno nell'inverno artico!), quel piccolo agricoltore divenne il più formidabile e letale tiratore scelto (*cecchino*) di tutta la storia militare dell'umanità, con oltre **505-542 soldati nemici confermati** (a cui si aggiunsero quelli colpiti col mitra Suomi), tanto che i soldati sovietici terrorizzati lo ribattezzarono ***"Belaja Smert"*** (**"La Morte Bianca"**) e arrivarono a scatenare interi sbarramenti di artiglieria pesante sui boschi pur di uccidere quel singolo uomo!

Il segreto dell'infallibilità di Simo Häyhä risiedeva in una serie di accorgimenti artigianali che sfidavano ogni manuale moderno. Mentre tutti i cecchini sovietici montavano sui loro fucili i moderni **mirini telescopici ottici con le lenti d'ingrandimento**, Häyhä **rifiutò categoricamente il cannocchiale** e usò sempre il suo vecchio fucile finlandese *M/28-30* (una variante del Mosin-Nagant) usando soltanto le semplici **tacche di mira metalliche a occhio nudo** fino a 400 metri di distanza! Perché non voleva il cannocchiale? Per tre motivi geniali: 1) con il mirino ottico il tiratore deve alzare la testa di tre o quattro centimetri in più sopra il calcio del fucile, offrendo un bersaglio più alto al nemico; 2) a -40 °C la lente di vetro si appannava subito col respiro; 3) soprattutto, **la lente di vetro del cannocchiale rifletteva i raggi del sole basso sull'orizzonte**, e proprio grazie a quel minuscolo luccichio tra gli alberi Häyhä individuava e colpiva i cecchini nemici che lo cercavano!

Prima di appostarsi nella neve per ore senza muovere un muscolo, di notte **versava dell'acqua sul mucchio di neve davanti alla canna del suo fucile** affinché ghiacciasse diventando una lastra dura: così, quando sparava, lo spostamento d'aria del colpo non sollevava alcuno sbuffo di neve fresca che avrebbe rivelato la sua posizione! E per impedire che nell'aria gelida a -40 °C si vedesse la nuvoletta bianca di vapore del suo respiro, mentre prendeva la mira **Simo Häyhä teneva sempre in bocca una manciata di neve ghiacciata per raffreddare il proprio fiato**! Il **6 marzo 1940** (appena sette giorni prima della fine della guerra) un proiettile esplosivo sovietico lo colpì in pieno alla mascella sinistra sfigurandogli metà volto: dato per morto e adagiato su una pila di cadaveri, un commilitone vide muoversi un suo piede; Häyhä riprese conoscenza in ospedale il **13 marzo 1940** — nel giorno esatto in cui fu firmata la pace — e dopo 26 operazioni chirurgiche visse serenamente nella sua fattoria nei boschi fino alla veneranda età di **96 anni**! Quando negli anni Novanta un giornalista gli chiese quale fosse il segreto della sua mira infallibile, rispose con una sola parola: *«L'allenamento»*.
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