Nella mitologia norrena dei Vichinghi l'universo è retto dal gigantesco albero cosmico Yggdrasil, e il destino degli dei culmina nel "Ragnarök", la battaglia finale seguita dalla rinascita del mondo.
Approfondimento
La mitologia norrena (scandinava e germanica), tramandata principalmente attraverso i poemi dell'Edda poetica e dell'Edda in prosa dell'islandese Snorri Sturluson, descrive un cosmo affascinante articolato in Nove Mondi collegati dai rami e dalle radici di un colossale frassino cosmico chiamato Yggdrasil. Tra questi mondi spiccano Asgard (la dimora degli dei Asi, collegata a Midgard, la terra degli uomini, dal ponte dell'arcobaleno Bifröst), Jotunheim (la terra dei giganti) e Niflheim.
Gli dei e il Ragnarök:
A capo del pantheon siede Odino, il dio con un occhio solo (avendo sacrificato l'altro alla fonte di Mimir in cambio della sapienza cosmica), accompagnato dai due corvi Huginn ("Pensiero") e Muninn ("Memoria") e dalle Valchirie che conducono i guerrieri caduti con onore nel Valhalla. Accanto a lui figurano Thor, dio del tuono armato del martello magico Mjöllnir, e l'ambiguo dio dell'inganno Loki. A differenza di altre mitologie, gli dei norreni sanno di essere mortali: le profezie annunciano infatti il "Ragnarök" ("il destino finale degli dei"), preceduto da un inverno lungo tre anni (Fimbulvetr), in cui il gigantesco lupo Fenrir e il serpente del mondo Jörmungandr si scateneranno in una battaglia apocalittica, dalle cui ceneri sorgerà però una terra nuova, verde e purificata.
Gli dei e il Ragnarök:
A capo del pantheon siede Odino, il dio con un occhio solo (avendo sacrificato l'altro alla fonte di Mimir in cambio della sapienza cosmica), accompagnato dai due corvi Huginn ("Pensiero") e Muninn ("Memoria") e dalle Valchirie che conducono i guerrieri caduti con onore nel Valhalla. Accanto a lui figurano Thor, dio del tuono armato del martello magico Mjöllnir, e l'ambiguo dio dell'inganno Loki. A differenza di altre mitologie, gli dei norreni sanno di essere mortali: le profezie annunciano infatti il "Ragnarök" ("il destino finale degli dei"), preceduto da un inverno lungo tre anni (Fimbulvetr), in cui il gigantesco lupo Fenrir e il serpente del mondo Jörmungandr si scateneranno in una battaglia apocalittica, dalle cui ceneri sorgerà però una terra nuova, verde e purificata.


