Nella Roma antica gli schiavi costituivano fino al 20-30% della popolazione della penisola italiana ed erano impiegati nell'agricoltura, nelle miniere, ma anche come medici, maestri e segretari.
Approfondimento
La società della Roma antica — che nel corso di oltre dodici secoli passò dalla Monarchia (753–509 a.C.) alla Repubblica oligarchica e infine all'Impero (dal 27 a.C.) — poggiava fortemente sul lavoro servile. Mentre i prigionieri di guerra impiegati nei latifondi agricoli e nelle miniere vivevano in condizioni durissime (che scatenarono rivolte celebri come quella di Spartaco nel 73 a.C.), gli schiavi istruiti provenienti dalla Grecia e dall'Oriente lavoravano in città come precettori, medici e contabili, e potevano spesso ottenere o acquistare la libertà ("manumissio") diventando "liberti", i cui figli nascevano cittadini romani a pieno titolo.


