Sull'Isola di Pasqua (Rapa Nui), il luogo abitato più remoto della Terra nel bel mezzo del Pacifico, si ergono quasi 900 misteriose statue giganti di pietra chiamate "Moai", pesanti fino a 80 tonnellate.
Approfondimento
Situata nell'Oceano Pacifico meridionale a oltre 3.500 chilometri dalle coste del Cile e a più di 2.000 km dall'isola abitata più vicina (Pitcairn), Rapa Nui — ribattezzata "Isola di Pasqua" dal navigatore olandese Jacob Roggeveen che vi sbarcò la domenica di Pasqua del 1722 — custodisce uno dei misteri archeologici più affascinanti del mondo: i Moai.
Le teste hanno anche un corpo!
Tra il 1250 e il 1500 d.C. gli abitanti polinesiani dell'isola scolpirono nel tufo vulcanico del cratere Rano Raraku ben 887 statue monolitiche giganti, alte fino a 10 metri e pesanti fino a 80 tonnellate (mentre un Moai incompiuto rimasto nella cava, "El Gigante", misura 21 metri e peserebbe 270 tonnellate!). Sebbene molti conoscano solo le iconiche "teste" che spuntano dall'erba sulle pendici del vulcano, gli scavi archeologici hanno rivelato che sotto metri di sedimento accumulatosi nei secoli queste statue possiedono interi busti scolpiti con braccia, mani e intricate incisioni dorsali.
Le statue che "camminavano":
I Moai raffiguravano gli antenati divinizzati dei clan e venivano issati su piattaforme cerimoniali costiere ("Ahu") con lo sguardo rivolto verso i villaggi dell'interno per proteggere la comunità. Secondo la tradizione orale dei nativi, le statue "camminarono" dalla cava fino al mare: gli archeologi sperimentali hanno effettivamente dimostrato che, legando tre lunghe corde alla testa di un Moai dal baricentro ribassato, una ventina di uomini poteva farlo oscillare a destra e a sinistra facendolo letteralmente "camminare" in posizione verticale!
Le teste hanno anche un corpo!
Tra il 1250 e il 1500 d.C. gli abitanti polinesiani dell'isola scolpirono nel tufo vulcanico del cratere Rano Raraku ben 887 statue monolitiche giganti, alte fino a 10 metri e pesanti fino a 80 tonnellate (mentre un Moai incompiuto rimasto nella cava, "El Gigante", misura 21 metri e peserebbe 270 tonnellate!). Sebbene molti conoscano solo le iconiche "teste" che spuntano dall'erba sulle pendici del vulcano, gli scavi archeologici hanno rivelato che sotto metri di sedimento accumulatosi nei secoli queste statue possiedono interi busti scolpiti con braccia, mani e intricate incisioni dorsali.
Le statue che "camminavano":
I Moai raffiguravano gli antenati divinizzati dei clan e venivano issati su piattaforme cerimoniali costiere ("Ahu") con lo sguardo rivolto verso i villaggi dell'interno per proteggere la comunità. Secondo la tradizione orale dei nativi, le statue "camminarono" dalla cava fino al mare: gli archeologi sperimentali hanno effettivamente dimostrato che, legando tre lunghe corde alla testa di un Moai dal baricentro ribassato, una ventina di uomini poteva farlo oscillare a destra e a sinistra facendolo letteralmente "camminare" in posizione verticale!


