Diagnosticarare la demenza precocemente permette di adottare misure preventive e di studiare accuratamente l'evoluzione di questa condizione. Una nuova tecnica di predizione, sviluppata da un team della Queen Mary University di Londra e della Monash University in Australia, promette di avvertire fino a nove anni prima dell'insorgenza di malattie come l'Alzheimer.
Un Modello Neurobiologico Innovativo
La metodologia, basata su un modello neurobiologico, utilizza le scansioni cerebrali ottenute tramite risonanza magnetica funzionale (fMRI). Durante i test, il modello ha mostrato un'accuratezza superiore all'80% nel predire lo sviluppo della demenza. Questo rappresenta un enorme potenziale per la diagnosi precoce e per affrontare una delle sfide principali: il gran numero di persone affette da demenza che non vengono mai diagnosticate.
Secondo il neurologo Charles Marshall della Queen Mary University, "Prevedere chi svilupperà la demenza in futuro sarà cruciale per sviluppare trattamenti che possono prevenire la perdita irreversibile delle cellule cerebrali che causano i sintomi della demenza."
Analisi della Rete di Modalità Predefinita (DMN)
Il team ha analizzato la rete di modalità predefinita (DMN), una parte essenziale del cervello che è la prima ad essere colpita dalle lesioni causate dall'Alzheimer. Questa rete è fondamentale per collegare diverse parti del cervello e mantenere l'ordine nei nostri pensieri.
Studi e Risultati
Il test ha coinvolto le scansioni cerebrali di 81 persone che, al momento delle scansioni, non erano diagnosticate ma che in seguito hanno sviluppato la demenza, e di 1.030 persone di un gruppo di controllo. Grazie al loro modello, il team è riuscito a rilevare segni di demenza nei cervelli fino a nove anni prima dell'insorgenza della malattia. Le scansioni fMRI sono facili da amministrare e richiedono solo pochi minuti.
Oltre a raggiungere un tasso di accuratezza dell'80%, la tecnica è stata in grado di prevedere il momento della diagnosi di demenza con un margine di due anni. Queste informazioni possono essere confrontate con altri fattori di rischio noti per la demenza, per ottenere un quadro più chiaro delle persone affette e del modo in cui la malattia si manifesta.
Utilizzo dei Dati su Larga Scala
Come afferma il neurologo Samuel Ereira della Queen Mary University, "Utilizzando queste tecniche di analisi con set di dati di grandi dimensioni, possiamo identificare le persone ad alto rischio di demenza e capire quali fattori ambientali hanno contribuito a spingerle in questa zona di rischio elevato."
Questa tecnica sarà utile anche per studiare le persone i cui cervelli mostrano segni di demenza ma che sviluppano sintomi molto più tardi. Comprendere i motivi di questo fenomeno potrebbe insegnarci di più sul progresso della malattia e su come potrebbe essere rallentata.
Scoperta Rivoluzionaria: Le Scansioni Cerebrali Predicono la Demenza con 9 Anni di Anticipo