Vivere tra cani e padroni maleducati: quando il rispetto per gli altri diventa un optional

Amo i cani, davvero. Amo quelli educati, discreti, rispettosi degli altri e capaci di vivere in armonia nella società. Sono gli animali migliori, fedeli, affettuosi e spesso più sinceri di tanti esseri umani. Ma il mio amore per i cani finisce là dove inizia l’inciviltà dei loro padroni. Quello che proprio non sopporto sono le persone che, dietro la scusa di avere un cane, credono di poter ignorare ogni regola di convivenza e rispetto per gli altri.

Il vero problema? Non i cani, ma chi li porta in giro senza rispetto
Camminando nel quartiere, capita di vedere cani ovunque: alcuni ben gestiti, altri lasciati liberi di fare ciò che vogliono, senza controllo. Ma la questione centrale non sono loro, gli animali, bensì padroni che ignorano ogni regola, ogni forma di rispetto per il prossimo. Non basta amare gli animali: bisogna avere rispetto anche per le persone che ci vivono accanto.

La giungla del condominio
Abitare in un condominio significa dividere spazi, rumori, profumi e… tutto il resto. Ma per alcuni padroni di cani, il condominio è territorio di conquista: corridoi invasi da peli e odori di cane, ascensori trasformati in bagni occasionali, cortili pieni di “sorprese” lasciate senza nessuna vergogna.
E se osi chiedere educazione, rischi solo di essere accusato di odiare gli animali, come se la vera colpa fosse segnalare l’inciviltà, non praticarla.

Il fastidio per chi ama il silenzio (e la pulizia)
Chi vive in un condominio sa bene cosa significa essere svegliati ogni mattina dal concerto degli abbai, dover sopportare le corse isteriche nei corridoi o sentire costantemente quell’odore pungente che sa di cane bagnato e di pipì.
La situazione peggiora quando i cani vengono lasciati soli, diventando una cassa di risonanza di stress e frustrazione che si trasforma in latrati, ululati e, ovviamente, in una notte insonne per tutti.

Le strade della città, tra ostacoli e “miniere”
Anche fuori casa la situazione non migliora: basta una camminata in città per rendersi conto che il marciapiede non è più un luogo sicuro. Bisogna fare lo slalom tra escrementi lasciati ovunque e padroni che, quando pensano di non essere osservati, tirano dritto ignorando ogni obbligo. Le strade si riempiono di “ricordi” che nessuno vuole e che raccontano tutto della civiltà (o meglio, dell’inciviltà) di chi li lascia.

Il diritto al fastidio degli altri
Quello che fa rabbia è l’arroganza di chi si sente in diritto di fare quello che vuole solo perché “ama gli animali”. Chi vive accanto a questi padroni dovrebbe rassegnarsi: se ti lamenti sei tu il problema, sei insensibile, sei il mostro che odia i cani. Ma amare gli animali non significa avere la patente per mancare di rispetto agli altri.

La responsabilità che manca
La questione è tutta qui: la responsabilità. Chi sceglie di avere un cane deve sapere che la sua libertà finisce dove inizia quella degli altri.
Un cane educato non dà fastidio a nessuno, ma quanti padroni sono capaci di educare davvero?
Troppo spesso si pretende comprensione, ma non si offre mai la minima attenzione per la convivenza civile.

Quando il cane è solo una scusa
C’è chi prende un cane per sentirsi meno solo, chi per moda, chi per sentirsi superiore. Ma tanti, troppi, lo usano come scusa per scaricare sui vicini la propria incuria. Non raccogliere gli escrementi, lasciare il cane libero senza guinzaglio, non curarsi dei rumori… sono solo la punta dell’iceberg di una maleducazione diffusa.

La mia richiesta (disperata) di rispetto
Chiedo troppo se pretendo che il marciapiede sia pulito? Che il cortile non puzzi di cane? Che la notte sia fatta per dormire e non per ascoltare cani abbaiare?
Vorrei solo che la convivenza fosse possibile, che nessuno si sentisse in diritto di rovinare la vita degli altri solo perché possiede un cane. La vera civiltà si misura proprio da queste piccole cose.

Non sono nemico degli animali. Sono nemico della maleducazione, dell’arroganza, della totale mancanza di rispetto per chi non ha scelto di vivere nella perenne compagnia dei cani altrui.

Amate pure i vostri animali, ma ricordatevi che il rispetto per le persone viene prima di tutto. Solo così la città sarà davvero un luogo vivibile per tutti, umani e animali.

La vera misura della civiltà non è in quanti cani abbiamo, ma in quanto riusciamo a rispettare chi ci sta accanto ogni giorno.