La vera storia del "Giorno della Marmotta" (Groundhog Day, 2 febbraio) e dei nostri "Giorni della Merla" (29, 30 e 31 gennaio): perché in tutta Europa e in America da duemila anni i contadini osservano l'uscita di un animale dalla tana il 2 febbraio ("Candelora") sostenendo che se c'è il sole l'inverno durerà altre sei settimane, mentre se piove o è nuvoloso l'inverno è finito?
Approfondimento
Ogni **2 febbraio** nella cittadina di Punxsutawney, in Pennsylvania (resa immortale in tutto il mondo dal celebre film del 1993 *"Ricomincio da capo" - Groundhog Day* con Bill Murray), decine di migliaia di persone e le televisioni in diretta attendono all'alba che gli uomini in cilindro nero del *Punxsutawney Groundhog Club* tirino fuori dal tronco la **marmotta "Punxsutawney Phil"**: secondo il rituale, se la mattina del 2 febbraio c'è il sole e la marmotta vede la propria ombra per terra, si spaventa, rientra nella tana e **l'inverno durerà altre sei settimane**; se invece il cielo è grigio e nuvoloso e la marmotta non vede la sua ombra, resta fuori e **la primavera arriverà in anticipo**!
Sembra una bizzarra usanza americana moderna, ma se confrontate quella regola della marmotta con il più famoso proverbio popolare di tutte le regioni d'**Italia** per lo stesso identico giorno del **2 febbraio — la festa della "Candelora"** — resterete a bocca aperta: *«Per la santa Candelora, se nevica o se plora (piove) dell'inverno siamo fora; ma se c'è il sole o solicello, siamo sempre a mezzo inverno!»*.
Com'è possibile che un contadino italiano o piemontese e una marmotta in Pennsylvania dicano esattamente la stessa identica cosa al contrario della logica (esultando se il 2 febbraio piove ed è brutto tempo e disperandosi se c'è un bel sole limpido)? Perché entrambe le tradizioni sono figlie di un'antichissima festa astronomica europea vecchia di oltre duemila anni!
Dal punto di vista astronomico, infatti, il **2 febbraio** cade esattamente **a metà strada (quaranta giorni dopo e quaranta giorni prima)** tra il **Solstizio d'Inverno** (21 dicembre) e l'**Equinozio di Primavera** (21 marzo). Per gli antichi popoli Celti d'Europa questo punto mediano dell'inverno era la festa sacra di *Imbolc*, poi divenuta nel mondo cristiano la festa della Purificazione di Maria o **Candelora** (con la benedizione delle candele, simbolo della luce che ritorna). Nella tradizione contadina germanica e alpina si osservava in quel giorno il risveglio dal letargo del **Tasso** (*Dachs*) o dell'**Orso** (ancora oggi in Piemonte, a Putignano o in Valle d'Aosta sopravvive il rito antico dell'Orso di Candelora che esce dalla grotta il 2 febbraio!): quando nel Settecento gli immigrati di lingua tedesca (*Pennsylvania Dutch*) emigrarono negli Stati Uniti, non trovando nei boschi della Pennsylvania il tasso europeo adottarono al suo posto il grosso roditore locale che andava in letargo, la **marmotta americana** (*Marmota monax*, il *groundhog*)!
E il paradosso del sole che porta freddo ha un fondamento meteorologico reale in inverno: a fine gennaio e inizio febbraio (proprio dopo i celebri **"Giorni della Merla"** del 29, 30 e 31 gennaio, così chiamati dalla leggenda della merla dalle piume bianche che per ripararsi dal gelo di fine gennaio si rifugiò dentro un comignolo uscendone il 1° febbraio tutta nera di fuliggine!), una giornata dal cielo completamente terso, sereno e soleggiato è causata dall'alta pressione siberiana o artica secca che di notte, senza la "coperta" delle nuvole a trattenere il calore della terra (irraggiamento notturno), fa precipitare i termometri molti gradi sotto zero prolungando il gelo; al contrario, un cielo coperto di nuvole grigie e piovose il 2 febbraio indica l'arrivo delle correnti umide e tiepide dell'Oceano Atlantico, che spazzano via il gelo continentale portando il disgelo primaverile!
Sembra una bizzarra usanza americana moderna, ma se confrontate quella regola della marmotta con il più famoso proverbio popolare di tutte le regioni d'**Italia** per lo stesso identico giorno del **2 febbraio — la festa della "Candelora"** — resterete a bocca aperta: *«Per la santa Candelora, se nevica o se plora (piove) dell'inverno siamo fora; ma se c'è il sole o solicello, siamo sempre a mezzo inverno!»*.
Com'è possibile che un contadino italiano o piemontese e una marmotta in Pennsylvania dicano esattamente la stessa identica cosa al contrario della logica (esultando se il 2 febbraio piove ed è brutto tempo e disperandosi se c'è un bel sole limpido)? Perché entrambe le tradizioni sono figlie di un'antichissima festa astronomica europea vecchia di oltre duemila anni!
Dal punto di vista astronomico, infatti, il **2 febbraio** cade esattamente **a metà strada (quaranta giorni dopo e quaranta giorni prima)** tra il **Solstizio d'Inverno** (21 dicembre) e l'**Equinozio di Primavera** (21 marzo). Per gli antichi popoli Celti d'Europa questo punto mediano dell'inverno era la festa sacra di *Imbolc*, poi divenuta nel mondo cristiano la festa della Purificazione di Maria o **Candelora** (con la benedizione delle candele, simbolo della luce che ritorna). Nella tradizione contadina germanica e alpina si osservava in quel giorno il risveglio dal letargo del **Tasso** (*Dachs*) o dell'**Orso** (ancora oggi in Piemonte, a Putignano o in Valle d'Aosta sopravvive il rito antico dell'Orso di Candelora che esce dalla grotta il 2 febbraio!): quando nel Settecento gli immigrati di lingua tedesca (*Pennsylvania Dutch*) emigrarono negli Stati Uniti, non trovando nei boschi della Pennsylvania il tasso europeo adottarono al suo posto il grosso roditore locale che andava in letargo, la **marmotta americana** (*Marmota monax*, il *groundhog*)!
E il paradosso del sole che porta freddo ha un fondamento meteorologico reale in inverno: a fine gennaio e inizio febbraio (proprio dopo i celebri **"Giorni della Merla"** del 29, 30 e 31 gennaio, così chiamati dalla leggenda della merla dalle piume bianche che per ripararsi dal gelo di fine gennaio si rifugiò dentro un comignolo uscendone il 1° febbraio tutta nera di fuliggine!), una giornata dal cielo completamente terso, sereno e soleggiato è causata dall'alta pressione siberiana o artica secca che di notte, senza la "coperta" delle nuvole a trattenere il calore della terra (irraggiamento notturno), fa precipitare i termometri molti gradi sotto zero prolungando il gelo; al contrario, un cielo coperto di nuvole grigie e piovose il 2 febbraio indica l'arrivo delle correnti umide e tiepide dell'Oceano Atlantico, che spazzano via il gelo continentale portando il disgelo primaverile!


