L'incredibile storia di "Violet Jessop" (1887-1971), "Miss Inaffondabile": l'infermiera e hostess di bordo che lavorava sulla "Olympic" quando si scontrò con un incrociatore nel 1911, era in servizio sul "Titanic" nella notte dell'iceberg del 14 aprile 1912 (salvando un neonato sulla scialuppa!) ed era persino a bordo del terzo gemello "Britannic" quando saltò su una mina ed affondò nel 1916... uscendo viva e illesa da tutti e tre i naufragi!
Approfondimento
All'inizio del Novecento la compagnia di navigazione britannica *White Star Line* varò nei cantieri Harland & Wolff di Belfast i tre transatlantici gemelli più grandi, lussuosi e famosi della storia: l'**RMS Olympic**, l'**RMS Titanic** e l'**HMHS Britannic**. Tutti e tre i giganti del mare furono colpiti da gravi disastri navali nel giro di soli cinque anni; e per una coincidenza statistica che sfida ogni calcolo delle probabilità, **una sola persona al mondo si trovava fisicamente imbarcata in servizio su tutte e tre le navi nel momento esatto di tutti e tre gli incidenti, uscendone viva tutte e tre le volte**: la hostess di cabina e infermiera irlandese-argentina **Violet Constance Jessop** (1887-1971), passata alla storia con il soprannome di ***"Miss Unsinkable"*** ("Miss Inaffondabile")!
Nata in Argentina da genitori irlandesi (e già da bambina sopravvissuta a una grave forma di tubercolosi per la quale i medici le avevano dato poche settimane di vita!), a ventun anni Violet si imbarcò come cameriera di prima classe per mantenere la famiglia dopo la morte del padre.
**Primo disastro – L'Olympic (20 settembre 1911):** Violet era in servizio sul transatlantico *Olympic* (il primogenito dei tre gemelli) quando al largo dell'isola di Wight la nave entrò in collisione con l'incrociatore militare britannico *HMS Hawke*, che squarciò due compartimenti stagni dello scafo dell'Olympic. Nonostante i gravi danni, la nave riuscì a rientrare in porto senza affondare e Violet scese a terra illesa.
**Secondo disastro – Il Titanic (14-15 aprile 1912):** Sei mesi dopo, gli amici convinsero una riluttante Violet a imbarcarsi per il viaggio inaugurale del secondo gemello, il **"Titanic"**, perché sarebbe stata un'esperienza meravigliosa! La notte del 14 aprile 1912, alle 23:40, Violet era già a letto nella sua cabina quando il Titanic urtò l'iceberg nell'Atlantico del Nord. Salita sul ponte con il salvagente per aiutare le signore di prima classe che non parlavano inglese a salire sulle lance, un ufficiale le ordinò di salire sulla **Scialuppa n. 16** per mostrare alle passeggere spaventate che le barche erano sicure; un istante prima che la scialuppa venisse calata nel buio, l'ufficiale **le mise tra le braccia un fagottino con dentro un neonato** raccomandandole di salvarlo! Violet tenne stretto al petto quel bimbo per otto ore nel gelo finché non furono tratti in salvo dalla nave *Carpathia* (dove sul ponte una donna corse da lei piangendo, le strappò dalle braccia il suo bambino e scappò via senza nemmeno riuscire a dirle grazie per lo shock!).
**Terzo disastro – Il Britannic (21 novembre 1916):** Chiunque altro dopo il Titanic non avrebbe mai più messo piede nemmeno su un pedalò. Ma durante la **Prima Guerra Mondiale** Violet divenne infermiera della Croce Rossa e si imbarcò sul terzo e ultimo gemello, il **Britannic** (trasformato in nave ospedale militare bianca con le croci verdi e rosse). La mattina del 21 novembre 1916, nel Mar Egeo al largo dell'isola greca di Kea, il Britannic urtò una mina sottomarina posata da un U-Boot tedesco e iniziò ad affondare rapidamente. Mentre Violet scendeva in mare su una scialuppa, si accorse con orrore che **le gigantesche eliche del Britannic (ancora in movimento perché il capitano tentava di arenare la nave!) stavano risucchiando e tritando a pezzi le scialuppe in acqua**! All'ultimo secondo Violet **si gettò in mare dalla barca** un istante prima che le pale dell'elica la distruggessero; risucchiata sott'acqua, batté violentemente la testa contro la chiglia d'acciaio della nave (salvandosi solo grazie alla foltissima massa dei suoi capelli castani raccolti sotto la cuffia, anche se anni dopo un medico le trovò una vecchia frattura cranica rimarginata!). Prima di abbandonare la cabina sul Britannic che affondava, l'imperturbabile Violet era persino tornata indietro un secondo a **prendere il suo spazzolino da denti**, perché — come raccontò con humour britannico nelle sue memorie prima di andare in pensione nel 1950 dopo 42 anni di navigazione! — *«Sul Titanic la cosa che mi era mancata di più nei giorni dopo il naufragio era non avere lo spazzolino da denti, e mi ero ripromessa che al prossimo naufragio non me lo sarei dimenticato!»*.
Nata in Argentina da genitori irlandesi (e già da bambina sopravvissuta a una grave forma di tubercolosi per la quale i medici le avevano dato poche settimane di vita!), a ventun anni Violet si imbarcò come cameriera di prima classe per mantenere la famiglia dopo la morte del padre.
**Primo disastro – L'Olympic (20 settembre 1911):** Violet era in servizio sul transatlantico *Olympic* (il primogenito dei tre gemelli) quando al largo dell'isola di Wight la nave entrò in collisione con l'incrociatore militare britannico *HMS Hawke*, che squarciò due compartimenti stagni dello scafo dell'Olympic. Nonostante i gravi danni, la nave riuscì a rientrare in porto senza affondare e Violet scese a terra illesa.
**Secondo disastro – Il Titanic (14-15 aprile 1912):** Sei mesi dopo, gli amici convinsero una riluttante Violet a imbarcarsi per il viaggio inaugurale del secondo gemello, il **"Titanic"**, perché sarebbe stata un'esperienza meravigliosa! La notte del 14 aprile 1912, alle 23:40, Violet era già a letto nella sua cabina quando il Titanic urtò l'iceberg nell'Atlantico del Nord. Salita sul ponte con il salvagente per aiutare le signore di prima classe che non parlavano inglese a salire sulle lance, un ufficiale le ordinò di salire sulla **Scialuppa n. 16** per mostrare alle passeggere spaventate che le barche erano sicure; un istante prima che la scialuppa venisse calata nel buio, l'ufficiale **le mise tra le braccia un fagottino con dentro un neonato** raccomandandole di salvarlo! Violet tenne stretto al petto quel bimbo per otto ore nel gelo finché non furono tratti in salvo dalla nave *Carpathia* (dove sul ponte una donna corse da lei piangendo, le strappò dalle braccia il suo bambino e scappò via senza nemmeno riuscire a dirle grazie per lo shock!).
**Terzo disastro – Il Britannic (21 novembre 1916):** Chiunque altro dopo il Titanic non avrebbe mai più messo piede nemmeno su un pedalò. Ma durante la **Prima Guerra Mondiale** Violet divenne infermiera della Croce Rossa e si imbarcò sul terzo e ultimo gemello, il **Britannic** (trasformato in nave ospedale militare bianca con le croci verdi e rosse). La mattina del 21 novembre 1916, nel Mar Egeo al largo dell'isola greca di Kea, il Britannic urtò una mina sottomarina posata da un U-Boot tedesco e iniziò ad affondare rapidamente. Mentre Violet scendeva in mare su una scialuppa, si accorse con orrore che **le gigantesche eliche del Britannic (ancora in movimento perché il capitano tentava di arenare la nave!) stavano risucchiando e tritando a pezzi le scialuppe in acqua**! All'ultimo secondo Violet **si gettò in mare dalla barca** un istante prima che le pale dell'elica la distruggessero; risucchiata sott'acqua, batté violentemente la testa contro la chiglia d'acciaio della nave (salvandosi solo grazie alla foltissima massa dei suoi capelli castani raccolti sotto la cuffia, anche se anni dopo un medico le trovò una vecchia frattura cranica rimarginata!). Prima di abbandonare la cabina sul Britannic che affondava, l'imperturbabile Violet era persino tornata indietro un secondo a **prendere il suo spazzolino da denti**, perché — come raccontò con humour britannico nelle sue memorie prima di andare in pensione nel 1950 dopo 42 anni di navigazione! — *«Sul Titanic la cosa che mi era mancata di più nei giorni dopo il naufragio era non avere lo spazzolino da denti, e mi ero ripromessa che al prossimo naufragio non me lo sarei dimenticato!»*.


