La "Bolla dei Tulipani" del 1637 in Olanda è stata la prima grande crisi finanziaria speculativa della storia: un singolo bulbo di tulipano raro arrivò a costare quanto un intero palazzo signorile sul canale di Amsterdam!
Approfondimento
Introduzione:
Nel XVII secolo, durante il cosiddetto "Secolo d'oro olandese", i Paesi Bassi erano la più ricca potenza commerciale e finanziaria del mondo. Proprio in questo clima di straordinaria ricchezza si verificò tra il 1634 e il febbraio 1637 la "Tulipomania" (Bolla dei Tulipani), universalmente studiata dagli economisti come la prima grande bolla speculativa e il primo crollo di borsa della storia del capitalismo.
Come un fiore divenne più prezioso dell'oro:
Importato in Europa dall'Impero Ottomano a metà del Cinquecento (il nome "tulipano" deriva dal turco "tülbend", ovvero "turbante", per la forma dei suoi petali), il tulipano divenne rapidamente uno status symbol per i ricchi mercanti di Amsterdam, Haarlem e Leida. I più ricercati in assoluto non erano i tulipani a tinta unita, ma quelli "screziati" a fiamme bianche e rosse o viola come il leggendario "Semper Augustus". All'epoca nessuno sapeva che quelle meravigliose striature non erano una varietà genetica stabile, ma l'effetto di un virus delle piante (il Mosaic virus, trasmesso dagli afidi) che indeboliva il bulbo rendendolo rarissimo e lentissimo da riprodurre!
Numeri della follia speculativa:
1. Prezzi da capogiro: Poiché i bulbi si piantano in autunno e fioriscono in primavera, i mercanti iniziarono a scambiarsi nelle taverne contratti "futures" (impegni ad acquistare il bulbo mesi prima che spuntasse dal terreno). Nel gennaio 1637 un singolo bulbo di "Semper Augustus" fu venduto per 6.000-10.000 fiorini olandesi: all'epoca lo stipendio annuo medio di un artigiano specializzato era di circa 300 fiorini, e una lussuosa casa a tre piani sul canale più prestigioso di Amsterdam costava 10.000 fiorini!
2. La lista della spesa per un solo bulbo: I registri dell'epoca documentano che per acquistare un singolo bulbo della varietà "Viceroy" furono ceduti in baratto: 4 tonnellate di frumento, 8 tonnellate di segale, 4 buoi grassi, 8 maiali, 12 pecore, 2 botti di vino, 4 barili di birra, 2 tonnellate di burro, 450 chili di formaggio, un letto completo, un abito e un calice d'argento!
3. Il bulbo mangiato per sbaglio: Si racconta che un marinaio, entrato nell'ufficio di un ricco mercante per annunciare l'arrivo di un carico, vide sul tavolo un bulbo di Semper Augustus del valore di una fortuna: scambiandolo per una comune cipolla, lo sbucciò e se lo mangiò con un pezzo di aringa, finendo in prigione per mesi!
4. Il crollo: Il 3 febbraio 1637 ad Haarlem, durante un'asta, per la prima volta nessun acquirente si fece avanti a quei prezzi folli. Nel giro di 48 ore scoppiò il panico e il valore dei contratti crollò di oltre il 95%.
Nel XVII secolo, durante il cosiddetto "Secolo d'oro olandese", i Paesi Bassi erano la più ricca potenza commerciale e finanziaria del mondo. Proprio in questo clima di straordinaria ricchezza si verificò tra il 1634 e il febbraio 1637 la "Tulipomania" (Bolla dei Tulipani), universalmente studiata dagli economisti come la prima grande bolla speculativa e il primo crollo di borsa della storia del capitalismo.
Come un fiore divenne più prezioso dell'oro:
Importato in Europa dall'Impero Ottomano a metà del Cinquecento (il nome "tulipano" deriva dal turco "tülbend", ovvero "turbante", per la forma dei suoi petali), il tulipano divenne rapidamente uno status symbol per i ricchi mercanti di Amsterdam, Haarlem e Leida. I più ricercati in assoluto non erano i tulipani a tinta unita, ma quelli "screziati" a fiamme bianche e rosse o viola come il leggendario "Semper Augustus". All'epoca nessuno sapeva che quelle meravigliose striature non erano una varietà genetica stabile, ma l'effetto di un virus delle piante (il Mosaic virus, trasmesso dagli afidi) che indeboliva il bulbo rendendolo rarissimo e lentissimo da riprodurre!
Numeri della follia speculativa:
1. Prezzi da capogiro: Poiché i bulbi si piantano in autunno e fioriscono in primavera, i mercanti iniziarono a scambiarsi nelle taverne contratti "futures" (impegni ad acquistare il bulbo mesi prima che spuntasse dal terreno). Nel gennaio 1637 un singolo bulbo di "Semper Augustus" fu venduto per 6.000-10.000 fiorini olandesi: all'epoca lo stipendio annuo medio di un artigiano specializzato era di circa 300 fiorini, e una lussuosa casa a tre piani sul canale più prestigioso di Amsterdam costava 10.000 fiorini!
2. La lista della spesa per un solo bulbo: I registri dell'epoca documentano che per acquistare un singolo bulbo della varietà "Viceroy" furono ceduti in baratto: 4 tonnellate di frumento, 8 tonnellate di segale, 4 buoi grassi, 8 maiali, 12 pecore, 2 botti di vino, 4 barili di birra, 2 tonnellate di burro, 450 chili di formaggio, un letto completo, un abito e un calice d'argento!
3. Il bulbo mangiato per sbaglio: Si racconta che un marinaio, entrato nell'ufficio di un ricco mercante per annunciare l'arrivo di un carico, vide sul tavolo un bulbo di Semper Augustus del valore di una fortuna: scambiandolo per una comune cipolla, lo sbucciò e se lo mangiò con un pezzo di aringa, finendo in prigione per mesi!
4. Il crollo: Il 3 febbraio 1637 ad Haarlem, durante un'asta, per la prima volta nessun acquirente si fece avanti a quei prezzi folli. Nel giro di 48 ore scoppiò il panico e il valore dei contratti crollò di oltre il 95%.


