L'"Incidente dell'Equinozio d'Autunno" del 26 settembre 1983: la notte in cui il tenente colonnello sovietico Stanislav Petrov si rifiutò di credere ai computer che segnalavano un attacco missilistico USA, salvando il mondo dalla Terza Guerra Mondiale!
Approfondimento
Introduzione:
Pochissime persone nella storia possono dire di aver salvato da sole l'intera civiltà umana dall'annientamento in una manciata di minuti. Una di queste è stata il tenente colonnello delle forze di difesa aerea sovietiche Stanislav Evgrafovič Petrov (1939-2017), protagonista nella notte del 26 settembre 1983 di uno degli episodi più drammatici e per anni tenuti segreti della Guerra Fredda.

Un anno di altissima tensione internazionale:
Il 1983 fu uno dei momenti più pericolosi dello scontro tra Stati Uniti e Unione Sovietica: il presidente americano Ronald Reagan aveva definito l'URSS "l'Impero del Male" annunciando lo scudo spaziale ("Guerre Stellari"), e appena tre settimane prima, il 1° settembre 1983, i caccia sovietici avevano abbattuto per errore un volo civile sudcoreano (KAL 007) uccidendo 269 passeggeri, portando i vertici del Cremlino a temere un imminente attacco nucleare a sorpresa della NATO.

I 15 minuti che decisero il destino della Terra:
Poco dopo la mezzanotte del 26 settembre 1983, Petrov era l'ufficiale in comando nel bunker segreto Serpukhov-15, vicino a Mosca, dove venivano monitorati i nuovi satelliti sovietici di preallarme "Oko". Improvvisamente le sirene d'emergenza iniziarono a ululare e sugli schermi comparve a caratteri cubitali rossi la scritta "START" (Lancio): il computer segnalava con il massimo grado di affidabilità che un missile balistico intercontinentale americano Minuteman con testata nucleare era appena partito da una base negli USA diretto verso l'Unione Sovietica! Pochi istanti dopo il sistema segnalò un secondo missile, poi un terzo, un quarto e un quinto: il cartello luminoso passò a "ATTACCO MISSILISTICO IN CORSO".

Il sangue freddo di un uomo contro la macchina:
Il protocollo militare imponeva a Petrov di avvertire immediatamente l'Alto Comando sovietico, che aveva meno di 10-15 minuti per ordinare il lancio immediato di migliaia di testate nucleari di rappresaglia contro gli Stati Uniti e l'Europa. Con i nervi d'acciaio, Petrov ragionò: "Chi scatena una guerra nucleare non lo fa lanciando solo 5 missili, ma ne lancia mille contemporaneamente per annientare il nemico", e inoltre i radar di terra non vedevano ancora nulla sull'orizzonte. Fidandosi del proprio intuito umano più che del computer, Petrov prese la cornetta e dichiarò ai superiori che si trattava di un "falso allarme"! Aveva ragione: indagini successive scoprirono che i sensori del satellite avevano scambiato per il bagliore dei razzi un rarissimo riflesso dei raggi solari sulle nuvole d'alta quota sopra il Nord Dakota in coincidenza con l'equinozio d'autunno!
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