La storia tragica e dimenticata delle "Ragazze del Radio" (Radium Girls) negli anni Venti: le giovani operaie americane che dipingevano al buio le lancette luminose degli orologi inumidendo il pennello di radio tra le labbra, perché i dirigenti dicevano loro che "le avrebbe rese più belle".
Approfondimento
Dopo che Marie e Pierre Curie scoprirono il radio nel 1898, per oltre vent'anni il mondo intero fu contagiato da una folle euforia commerciale per questo nuovo elemento che brillava da solo nel buio di una luce verde-azzurra. Nessuno immaginava che le radiazioni distruggessero il DNA cellulare: al contrario, nelle farmacie d'Europa e d'America si vendevano liberamente acqua minerale al radio da bere ogni mattina per "dare vigore" (il famigerato *Radithor*), dentifrici radioattivi per avere denti bianchissimi, creme di bellezza per il viso, cioccolatini e persino burro e lana al radio.

Durante la Prima Guerra Mondiale l'esercito statunitense aveva bisogno di milioni di orologi da polso e bussole le cui cifre fossero leggibili al buio dentro le trincee senza accendere fiammiferi che attirassero i cecchini. La *United States Radium Corporation* aprì così grandi fabbriche nel New Jersey e nell'Illinois (a Orange e Ottawa), assumendo centinaia di ragazze giovanissime, spesso tra i 15 e i 20 anni, pagate benissimo per dipingere a mano i minuscoli numeri sui quadranti con una vernice fosforescente chiamata "Undark", composta da solfuro di zinco e sali di radio.

Mentre i chimici e i proprietari dell'azienda maneggiavano la polvere di radio nei laboratori usando schermi di piombo, pinze e maschere, alle ragazze in sala pittura veniva insegnata la tecnica del *"lip, dip, paint"* ("lecca, intingi, dipingi"): poiché dopo due o tre numeri le setole del pennellino di pelo di cammello si aprivano perdendo la punta, le operaie dovevano infilare il pennello in bocca tra le labbra per appuntirlo con la saliva, intingerlo nel vasetto di radio e dipingere il quadrante successivo, ingoiando così ogni giorno microgrammi di radio puro. Alle ragazze che chiedevano se fosse sicuro, i capisquadra rispondevano sorridendo che il radio faceva benissimo alla salute e che avrebbe donato alle loro guance un colorito roseo. Fidandosi ciecamente, il venerdì sera prima di uscire a ballare molte operaie si dipingevano persino le unghie, le palpebre e i denti con quella vernice per brillare al buio davanti ai fidanzati.

All'inizio degli anni Venti scoppiò l'orrore medico: chimicamente il corpo umano scambia il radio per il calcio e lo deposita direttamente dentro le ossa. Alle giovani operaie (a partire da Mollie Maggia e Grace Fryer) iniziarono a cadere i denti e a sbriciolarsi letteralmente le mascelle ("necrosi da radio"), mentre le ossa delle gambe si fratturavano semplicemente camminando e al buio i loro stessi corpi emettevano un debole bagliore. L'azienda tentò di insabbiare tutto pagando medici compiacenti per attribuire le morti alla sifilide, ma cinque operaie ormai in fin di vita (guidate da Grace Fryer e Catherine Donohue) trovarono un giovane avvocato coraggioso e trascinarono la multinazionale in tribunale nel 1927-1938: la loro vittoria storica non solo smascherò la pericolosità delle radiazioni, ma fece nascere le prime leggi mondiali sulla sicurezza sul lavoro e sulle malattie professionali.
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