Il "Grande Inganno dei Diamanti" del 1872 nel selvaggio West americano: quando due cercatori d'oro squattrinati comprarono a Londra un sacco di diamanti grezzi di scarto, li seminarono nel deserto del Wyoming e truffarono gli uomini più ricchi di Wall Street (incluso il fondatore di Tiffany!) per 600.000 dollari!
Approfondimento
Nel febbraio del **1872** due polverosi cercatori d'oro del Kentucky con gli stivali infangati e il cappello da cowboy — **Philip Arnold** e suo cugino **John Slack** — entrarono nella *Bank of California* di San Francisco chiedendo di depositare nella cassaforte blindata un pesante sacchetto di tela grezza, implorando il cassiere di non dire una parola a nessuno. Appena i due montanari uscirono, il direttore della banca **William Ralston** (uno dei finanzieri più potenti della California) non resistette alla curiosità, aprì il sacco e rimase senza fiato: dentro c'era una manciata di **diamanti grezzi, rubini, zaffiri e smeraldi**!

Ralston rintracciò subito i due cercatori per farsi dire dove avessero trovato quel tesoro nel territorio americano, ma Arnold e Slack fecero i diffidenti: accettarono di condurre sul posto due emissari della banca soltanto a patto che durante l'intero viaggio a cavallo dal treno fino alla miniera segreta gli inviati tenessero **un sacco nero calato e legato sulla testa** per non memorizzare la strada! Giunti su un altopiano roccioso isolato (a *Mesa Verde* nel Wyoming, a oltre 2.000 metri di quota), tolsero il cappuccio agli emissari, i quali scavarono con i picconi nel terreno e nei formicai trovando davvero decine di diamanti e rubini incastonati nella terra!

Per essere sicuri al 100% di non cadere in una truffa, Ralston e i grandi banchieri di New York (tra cui il barone **Rothschild**, il generale George McClellan e il fondatore della celebre gioielleria di New York, **Charles Lewis Tiffany** in persona!) sottoposero le pietre a due massime autorità mondiali: prima lo stesso Tiffany le esaminò con la lente a New York dichiarando entusiasta che quei gioielli valevano almeno **150.000 dollari** (non accorgendosi che erano pietre grezze e non tagliate, di cui all'epoca i gioiellieri americani avevano pochissima esperienza!); poi inviarono sul posto il più famoso ingegnere minerario d'America, Henry Janin, che dopo aver scavato personalmente diamanti per giorni certificò che il giacimento avrebbe reso milioni di dollari al mese!

A quel punto i finanzieri di Wall Street versarono subito in contanti **660.000 dollari** (quasi 17 milioni di dollari odierni!) ai due "ingenui" cercatori Arnold e Slack per comprare le loro quote e sbarazzarsi di loro. Solo nell'autunno del 1872 il vero geologo governativo **Clarence King** andò sul sito e in mezz'ora smascherò la beffa del secolo: 1) non esiste un solo luogo geologico sulla Terra in cui diamanti, rubini, smeraldi e zaffiri nascano tutti insieme nella stessa roccia; 2) alcune pietre presentavano già i segni di taglio di un gioielliere; 3) i diamanti erano stati infilati nel terreno spingendoli dall'alto con un'asta di ferro! Arnold e Slack erano andati a Londra e ad Amsterdam, avevano comprato per soli 20.000 dollari un sacco di diamanti sudafricani di scarto (*"bort"*) e li avevano "seminati" nel deserto, sparendo poi col malloppo senza poter nemmeno essere condannati perché erano stati gli stessi banchieri avidi a insistere per comprare il terreno dopo averlo fatto periziare dai propri esperti!
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