Il "Fungo del Diavolo" (*Clathrus archeri*, o "Dita del Diavolo"): un fungo alieno originario dell'Australia e giunto nei boschi italiani durante la Prima Guerra Mondiale, che nasce chiuso dentro un "uovo gelatinoso" bianco e si schiude spalancando tentacoli rosso sangue simili a un polpo che puzzano di carne putrefatta!
Approfondimento
Se camminando in autunno nei boschi umidi di castagno e quercia del Piemonte, della Lombardia, della Toscana o dell'Appennino vi capita di vedere spuntare tra le foglie secche una specie di uovo biancastro gelatinoso da cui erompono improvvisamente quattro o otto lunghi tentacoli rosso corallo macchiati di nero, identici a una stella marina o ai tentacoli di un polpo alieno, non spaventatevi: vi siete imbattuti nel ***Clathrus archeri***, universalmente noto come **"Dita del Diavolo"** o **"Fungo Polpo"** (*Octopus Stinkhorn*).
Questo fungo dall'aspetto quasi cinematografico non è originario dell'Europa, ma proviene dalla **Tasmania e dall'Australia** (e dalla Nuova Zelanda). Come ha fatto ad attraversare gli oceani e a colonizzare i nostri boschi? I botanici e gli storici hanno ricostruito che le sue spore microscopiche sbarcarono per la prima volta in Europa nel **1914**, all'inizio della **Prima Guerra Mondiale**, nella regione francese dei Vosgi (dove fu avvistato per la prima volta dai micologi europei): a portarle involontariamente furono o i soldati e i cavalli dei reggimenti australiani e neozelandesi (ANZAC) giunti a combattere sul fronte occidentale con il fieno e la terra attaccata agli stivali, oppure le balle di lana grezza importate dall'Australia per le filande tessili di Bordeaux!
Il suo ciclo vitale è una meraviglia di strategia evolutiva. All'inizio il fungo cresce sotto forma di un piccolo ovolo bianco-grigiastro seminterrato, morbido e rivestito da una membrana gelatinosa che protegge i tessuti interni. Quando è maturo, l'uovo si squarcia alla sommità e in poche ore si aprono a stella da 4 a 8 braccia slanciate di colore rosso vivo (proprio come il colore di un pezzo di carne squarciata), ricoperte sulla faccia interna da una sostanza mucillaginosa verdastra o nerastra chiamata **"gleba"**.
Mentre la maggior parte dei funghi (come i porcini o i prataioli) affida le proprie spore al soffio del vento, il *Clathrus archeri* usa la stessa identica tattica della pianta tropicale gigante *Rafflesia*: la sua gleba nera contiene infatti le spore immerse in un liquido che emana un **odore cadaverico potentissimo di carne in putrefazione**! L'unione tra il colore rosso sangue dei tentacoli e l'odore di carogna inganna completamente le **mosche carnarie e gli scarabei necrofagi** del bosco: convinti di aver trovato una preda morta, gli insetti volano sui tentacoli del fungo, banchettano con la gelatina zuccherina e ripartono con le zampe e lo stomaco carichi di milioni di spore, disseminando il "fungo polpo" in tutta la foresta (che peraltro, nonostante l'aspetto spaventoso e la puzza insopportabile, non è nemmeno velenoso!).
Questo fungo dall'aspetto quasi cinematografico non è originario dell'Europa, ma proviene dalla **Tasmania e dall'Australia** (e dalla Nuova Zelanda). Come ha fatto ad attraversare gli oceani e a colonizzare i nostri boschi? I botanici e gli storici hanno ricostruito che le sue spore microscopiche sbarcarono per la prima volta in Europa nel **1914**, all'inizio della **Prima Guerra Mondiale**, nella regione francese dei Vosgi (dove fu avvistato per la prima volta dai micologi europei): a portarle involontariamente furono o i soldati e i cavalli dei reggimenti australiani e neozelandesi (ANZAC) giunti a combattere sul fronte occidentale con il fieno e la terra attaccata agli stivali, oppure le balle di lana grezza importate dall'Australia per le filande tessili di Bordeaux!
Il suo ciclo vitale è una meraviglia di strategia evolutiva. All'inizio il fungo cresce sotto forma di un piccolo ovolo bianco-grigiastro seminterrato, morbido e rivestito da una membrana gelatinosa che protegge i tessuti interni. Quando è maturo, l'uovo si squarcia alla sommità e in poche ore si aprono a stella da 4 a 8 braccia slanciate di colore rosso vivo (proprio come il colore di un pezzo di carne squarciata), ricoperte sulla faccia interna da una sostanza mucillaginosa verdastra o nerastra chiamata **"gleba"**.
Mentre la maggior parte dei funghi (come i porcini o i prataioli) affida le proprie spore al soffio del vento, il *Clathrus archeri* usa la stessa identica tattica della pianta tropicale gigante *Rafflesia*: la sua gleba nera contiene infatti le spore immerse in un liquido che emana un **odore cadaverico potentissimo di carne in putrefazione**! L'unione tra il colore rosso sangue dei tentacoli e l'odore di carogna inganna completamente le **mosche carnarie e gli scarabei necrofagi** del bosco: convinti di aver trovato una preda morta, gli insetti volano sui tentacoli del fungo, banchettano con la gelatina zuccherina e ripartono con le zampe e lo stomaco carichi di milioni di spore, disseminando il "fungo polpo" in tutta la foresta (che peraltro, nonostante l'aspetto spaventoso e la puzza insopportabile, non è nemmeno velenoso!).


