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Astronauti NASA Cercano Organismi Vivi sull'Esterno della Stazione Spaziale Internazionale

16 giugno 2024 2 min di lettura 165 visualizzazioni
Astronauti in tute spaziali all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS)
Gli astronauti della NASA Tracy Dyson e Matt Dominick sono stati programmati per verificare la presenza di organismi viventi sull'esterno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) giovedì 13 giugno. Questa operazione fa parte di una serie di esperimenti per studiare la sopravvivenza di forme di vita in condizioni estreme, un campo di ricerca facilitato dalla ISS grazie alla sua esposizione diretta all'ambiente ostile dello spazio.

Il Contesto dell'Esperimento
Le mostre di organismi viventi sono state attaccate all'esterno della ISS da ricercatori, con l'obiettivo di osservare come questi organismi reagiscono e sopravvivono nell'ambiente spaziale. L'esterno della ISS presenta condizioni estremamente ostili alla vita, con temperature che variano tra i 120 e i -100 gradi Celsius, livelli estremi di radiazione solare e l'assenza di un'atmosfera protettiva.

Possono Sopravvivere gli Organismi Vivi sull'Esterno della ISS?
Nonostante queste condizioni proibitive, gli scienziati studiano da tempo gli organismi "estremofili", capaci di sopravvivere in ambienti estremi. Tra questi, i tardigradi sono micro-animali con otto zampe che sono riusciti a sopravvivere a lunghi periodi nello spazio. Inoltre, batteri e microorganismi ancora più piccoli si sono dimostrati capaci di resistere per anni in queste condizioni, suggerendo che anche altre parti del Sistema Solare, come Marte, potrebbero sostenere forme di vita.

Scoperte Precedenti
Le probabilità che Dyson e Dominick trovino campioni ancora vivi sono alte. In uno studio pubblicato a gennaio, i ricercatori hanno scoperto che alcune specie di batteri formatori di spore e funghi, attaccati a tamponi di cotone e lasciati all'esterno della ISS per due anni, sono sopravvissuti. Gli scienziati ipotizzano che la sopravvivenza a lungo termine di questi organismi possa essere dovuta alla disidratazione e al congelamento parziale nel vuoto spaziale vicino alla Terra.

Un altro studio del 2020 condotto da ricercatori giapponesi ha rivelato che un batterio chiamato Deinococcus radiodurans è sopravvissuto per tre anni nello spazio.

Implicazioni Future
Queste scoperte forniscono ampie prove che i microorganismi possono resistere a fluttuazioni estreme di temperatura, all'assenza di un'atmosfera e alla radiazione solare. Grazie agli sforzi di astronauti come Dyson e Dominick, si compie un ulteriore passo verso la comprensione di come questi organismi riescano a sopravvivere e delle possibili implicazioni che ciò ha per la ricerca di vita extraterrestre.
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