Il lavoro domestico non è solo paga oraria
Il lavoro domestico comprende colf, badanti, baby sitter e altri collaboratori familiari. Il CCNL Lavoro Domestico disciplina questi rapporti e il testo rinnovato il 28 ottobre 2025 è in vigore dal 1° novembre 2025 al 31 ottobre 2028. Fonte: DOMINA, CCNL Lavoro Domestico.
Questo significa che il rapporto non si esaurisce nella frase “ti pago tot all’ora”. Anche quando una persona lavora poche ore a settimana, se il rapporto è stabile e organizzato, bisogna considerare istituti che maturano nel tempo.
Le tre voci più importanti sono:
- ferie, cioè il diritto al riposo retribuito;
- tredicesima, cioè una mensilità aggiuntiva maturata nell’anno;
- TFR, cioè il trattamento di fine rapporto dovuto alla cessazione.
Queste voci non sono premi. Non sono favori. Non sono importi facoltativi. Sono parti del rapporto di lavoro domestico.
Ferie: quanti giorni spettano
Il lavoratore domestico ha diritto a 26 giorni lavorativi di ferie per ogni anno di servizio presso lo stesso datore. Il CCNL considera la settimana lavorativa, ai fini del computo delle ferie, dal lunedì al sabato. Fonte: Assindatcolf, CCNL Lavoro Domestico.
L’INPS conferma che il lavoratore domestico ha diritto a un periodo di ferie di 26 giorni, escluse le domeniche e le festività infrasettimanali, indipendentemente dalla durata dell’orario di lavoro e per ogni anno di servizio presso lo stesso datore. Fonte: INPS, calcolo ferie e tredicesima lavoratori domestici.
Questo punto è spesso frainteso: le ferie spettano anche a chi lavora a ore. Naturalmente il valore economico cambia in base all’orario e alla retribuzione, ma il diritto non sparisce perché il rapporto è part-time o perché la collaboratrice viene poche ore a settimana.
Ferie e lavoro a ore
Nel lavoro a ore, il problema non è se le ferie esistano. Il problema è come calcolarne il valore.
L’INPS spiega che, per ottenere il numero di ore equivalente a un giorno di ferie in caso di retribuzione oraria, bisogna prendere a riferimento il numero di ore effettuate mediamente in un mese e dividerlo per 26. Fonte: INPS, guida ferie lavoratori domestici.
ESEMPIO SEMPLIFICATO FERIE A ORE
Ore settimanali:
12
Ore medie mensili:
12 x 4,333 = circa 52 ore
Ore equivalenti a un giorno di ferie:
52 : 26 = 2 ore
Paga oraria:
8 €
Valore di un giorno di ferie:
2 x 8 € = 16 €
Questo esempio serve a capire la logica. Nel caso reale bisogna verificare paga effettiva, orario medio, eventuali variazioni e prospetti paga.
Ferie e lavoratori conviventi
Per i lavoratori conviventi, come molte badanti, le ferie vanno lette insieme alla retribuzione mensile e all’eventuale vitto e alloggio.
Durante le ferie, al lavoratore spetta per ogni giornata un ventiseiesimo della retribuzione mensile, comprensiva dell’eventuale indennità sostitutiva per vitto e alloggio. Fonte: INPS, ferie lavoratori domestici.
Per il 2026, la tabella ministeriale del lavoro domestico indica i valori convenzionali giornalieri di vitto e alloggio: 2,33 euro per pranzo e/o colazione, 2,33 euro per cena, 2,00 euro per alloggio, per un totale di 6,66 euro. Fonte: Ministero del Lavoro, tabella minimi retributivi lavoro domestico 2026.
VALORI CONVENZIONALI VITTO E ALLOGGIO 2026
Pranzo e/o colazione: 2,33 €
Cena: 2,33 €
Alloggio: 2,00 €
Totale giornaliero: 6,66 €
Il vitto e l’alloggio non sono un dettaglio decorativo. Possono incidere sui conteggi quando devono essere valorizzati.
Ferie se il rapporto dura meno di un anno
Se il rapporto non ha raggiunto un anno di servizio, il lavoratore matura una quota proporzionale. Il CCNL prevede che, in caso di licenziamento o dimissioni, o se all’inizio del godimento delle ferie il lavoratore non ha raggiunto un anno di servizio, spettino tanti dodicesimi del periodo di ferie quanti sono i mesi di effettivo servizio prestato. Fonte: Assindatcolf, CCNL Lavoro Domestico, art. 17.
L’INPS precisa che, per il lavoratore che non ha raggiunto un anno di servizio e ha superato il periodo di prova, spetta un dodicesimo di ferie per ogni mese di servizio effettivo; la frazione pari o superiore a 15 giorni di calendario viene considerata mese intero. Fonte: INPS, ferie per rapporti inferiori all’anno.
REGOLA PRATICA
1 anno intero:
26 giorni di ferie
Rapporto più breve:
26 giorni : 12 x mesi utili
Frazione pari o superiore a 15 giorni:
si considera mese intero
Questa regola è importante nei rapporti brevi, nelle sostituzioni, nelle baby sitter assunte per alcuni mesi e nelle colf a ore che interrompono il rapporto durante l’anno.
Ferie durante preavviso, malattia e infortunio
Le ferie non possono essere usate liberamente in qualsiasi momento. Il CCNL stabilisce che non possono essere godute durante il periodo di preavviso e di licenziamento, né durante malattia o infortunio. Fonte: Assindatcolf, CCNL Lavoro Domestico, art. 17.
Questo punto evita un errore frequente: pensare di coprire il preavviso con ferie residue. Nel lavoro domestico la chiusura del rapporto deve distinguere:
- preavviso lavorato o indennità sostitutiva;
- ferie maturate;
- ferie già godute;
- ferie residue da liquidare se non più godibili.
Le ferie non sono uno strumento per cancellare il preavviso. Sono un istituto diverso.
Tredicesima: che cos’è
La tredicesima è una mensilità aggiuntiva che matura durante l’anno e viene normalmente pagata in occasione del Natale, comunque entro dicembre.
L’INPS spiega che la tredicesima mensilità corrisponde a un dodicesimo dell’intera retribuzione annua e che ogni datore di lavoro la versa al collaboratore familiare entro dicembre, in occasione delle festività natalizie. Fonte: INPS, tredicesima lavoratori domestici.
Il CCNL prevede che in occasione del Natale, e comunque entro il mese di dicembre, spetti al lavoratore una mensilità aggiuntiva pari alla retribuzione globale di fatto; se il rapporto dura meno di un anno, spettano tanti dodicesimi quanti sono i mesi del rapporto. Fonte: DOMINA, CCNL Lavoro Domestico, art. 39.
TREDICESIMA
Rapporto durato tutto l’anno:
una mensilità aggiuntiva
Rapporto durato meno di un anno:
tanti dodicesimi quanti sono i mesi lavorati
La tredicesima spetta anche nel lavoro a ore, in proporzione alla retribuzione maturata.
Tredicesima se il lavoratore lavora per più famiglie
Nel lavoro domestico può accadere che una colf o una baby sitter lavori per più famiglie. In quel caso ogni rapporto resta autonomo.
L’INPS chiarisce che, se il lavoratore domestico presta servizio per più famiglie, ogni datore di lavoro è tenuto all’erogazione della propria quota di tredicesima sulla base della retribuzione oraria corrisposta. Fonte: INPS, tredicesima e più datori di lavoro.
Questo è importante perché una famiglia non può dire: “La tredicesima te la paga già un altro datore”. Ogni datore deve calcolare la quota maturata nel proprio rapporto.
Esempio semplice di tredicesima
L’INPS porta un esempio chiaro: se un lavoratore ha lavorato dal 1° aprile al 31 dicembre con una retribuzione mensile di 600 euro, il calcolo è 600 euro per 9 mesi lavorati diviso 12, quindi 450 euro. Fonte: INPS, esempio calcolo tredicesima.
ESEMPIO TREDICESIMA
Retribuzione mensile:
600 €
Mesi lavorati:
9
Calcolo:
600 x 9 : 12 = 450 €
Tredicesima maturata:
450 €
La logica è semplice: la tredicesima cresce mese dopo mese. Se il rapporto si interrompe prima di dicembre, la parte maturata va liquidata nell’ultima paga.
Tredicesima e vitto/alloggio
Per i lavoratori conviventi, la tredicesima deve essere letta anche con il tema del vitto e alloggio.
Webcolf, nel commentare i valori 2026 di vitto e alloggio, ricorda che nel conteggio della tredicesima occorre inserire la quota mensile di vitto e alloggio, perché la tredicesima corrisponde a una mensilità e, se vitto e alloggio non fossero considerati, sarebbe più bassa rispetto al valore di una mensilità ordinaria. Fonte: Webcolf, vitto e alloggio colf e badanti 2026.
Il principio è coerente con la natura della retribuzione globale di fatto. Nei casi concreti, specialmente con badanti conviventi, è prudente far verificare il conteggio se non si è sicuri.
TFR: che cos’è e quando si paga
Il TFR, trattamento di fine rapporto, è una somma che matura durante il rapporto e viene normalmente pagata alla cessazione. Spetta anche nel lavoro domestico.
L’INPS afferma che, quando cessa il rapporto di lavoro, per licenziamento o dimissioni, il lavoratore domestico ha sempre diritto alla liquidazione, anche se il lavoro è precario, saltuario e di poche ore a settimana. Fonte: INPS, dimissioni, licenziamento e TFR dei lavoratori domestici.
Assindatcolf ricorda che anche colf e badanti regolarmente assunte, come gli altri lavoratori dipendenti, hanno diritto a ricevere una liquidazione in caso di cessazione dell’attività. Fonte: Assindatcolf, TFR colf e badanti.
Il TFR non dipende dal motivo ordinario della cessazione. Può spettare in caso di licenziamento, dimissioni o fine del rapporto, secondo le regole applicabili.
Come si calcola il TFR nel lavoro domestico
Per i rapporti più recenti, la logica base è questa: si sommano le retribuzioni utili dell’anno e si divide per 13,5.
Assindatcolf spiega che, per calcolare il TFR di colf e badanti, bisogna sommare tutte le retribuzioni percepite durante l’anno, comprese eventuali indennità di vitto e alloggio, e dividere il valore ottenuto per il coefficiente fisso 13,5. Le quote annue accantonate vengono poi rivalutate secondo i criteri previsti. Fonte: Assindatcolf, calcolo TFR colf e badanti.
L’INPS precisa che per il calcolo delle somme di liquidazione a titolo di TFR bisogna tenere conto della retribuzione mensile, della tredicesima e, per il lavoratore che consuma due pasti al giorno e dorme in casa, dell’indennità sostitutiva di vitto e alloggio. Fonte: INPS, calcolo TFR lavoratori domestici.
FORMULA SEMPLIFICATA TFR
Retribuzioni utili dell’anno
tredicesima
eventuale valore convenzionale vitto/alloggio
: 13,5
= quota TFR annua da accantonare
Questa è una spiegazione semplificata. Il calcolo reale può richiedere attenzione, soprattutto per rapporti lunghi, cambi di paga, cambi di orario, convivenza, anticipi o cessazioni in corso d’anno.
TFR e rivalutazione
Il TFR matura anno per anno. Le quote accantonate negli anni precedenti devono essere rivalutate. Assindatcolf richiama la rivalutazione dell’1,5% annuo, riproporzionata mensilmente, più il 75% dell’aumento del costo della vita accertato dall’ISTAT, con esclusione della quota maturata nell’anno in corso. Fonte: Assindatcolf, rivalutazione TFR colf e badanti.
Questo è un tema tecnico. Il lettore deve capire il principio: il TFR non è solo una cifra statica messa da parte. Se il rapporto dura anni, le quote precedenti si rivalutano.
Per questo, quando il rapporto è lungo, il calcolo fatto “a mano” può essere rischioso. Meglio usare strumenti ufficiali, un CAF, un consulente o un’associazione specializzata.
TFR anticipato ogni anno: è possibile?
Assindatcolf ricorda che, se il lavoratore ne fa richiesta, il datore può anticipare annualmente una quota del TFR nella misura massima del 70% di quanto maturato nell’anno stesso. Fonte: Assindatcolf, anticipo TFR colf e badanti.
Questa possibilità va gestita con cautela. Se si anticipa il TFR, bisogna documentarlo chiaramente nel prospetto paga o in una ricevuta tracciabile. Altrimenti, alla fine del rapporto, può nascere una discussione su quanto è stato già pagato e quanto resta da liquidare.
Il pagamento tracciabile è sempre preferibile, soprattutto per somme di fine rapporto.
Esempio di TFR per badante convivente
Assindatcolf propone un esempio 2026 per una badante convivente livello CS. La retribuzione mensile indicata è 1.193,84 euro, a cui viene aggiunto il valore mensile di vitto e alloggio di 199,80 euro, per un totale di 1.393,64 euro. Su base annua, più tredicesima, il valore utile diventa 18.117,32 euro; diviso 13,5 produce un TFR annuo di 1.342,02 euro. Fonte: Assindatcolf, esempi calcolo TFR convivenza.
ESEMPIO ASSINDATCOLF - BADANTE CONVIVENTE CS
Retribuzione mensile:
1.193,84 €
Vitto e alloggio mensile:
199,80 €
Totale mensile utile:
1.393,64 €
Totale annuo + tredicesima:
18.117,32 €
TFR annuo:
18.117,32 : 13,5 = 1.342,02 €
Questo esempio non va copiato automaticamente per ogni rapporto. Serve a mostrare come il vitto e alloggio possano entrare nel calcolo.
Esempio di TFR per colf a ore
Assindatcolf propone anche un esempio per una colf a ore di livello B, con retribuzione oraria di 7,01 euro e 25 ore settimanali. La retribuzione media mensile è 759,41 euro; su base annua più tredicesima, il totale utile è 9.872,33 euro; diviso 13,5 produce un TFR annuo di 731,28 euro. Fonte: Assindatcolf, esempi calcolo TFR lavoro a ore.
ESEMPIO ASSINDATCOLF - COLF A ORE LIVELLO B
Paga oraria:
7,01 €
Ore settimanali:
25
Retribuzione media mensile:
759,41 €
Totale annuo + tredicesima:
9.872,33 €
TFR annuo:
9.872,33 : 13,5 = 731,28 €
Anche qui il valore cambia se cambiano paga, ore, livello, durata o condizioni del rapporto.
Fine rapporto: cosa va liquidato
Quando il rapporto termina, non bisogna guardare solo l’ultima paga. Bisogna chiudere tutte le competenze maturate.
Di solito vanno controllati:
- retribuzione dell’ultimo periodo;
- ferie maturate e non godute;
- tredicesima maturata;
- TFR maturato;
- eventuale preavviso o indennità sostitutiva;
- eventuali ore aggiuntive;
- eventuali festività;
- eventuale vitto e alloggio da valorizzare;
- contributi finali;
- prospetto paga finale.
Per approfondire la chiusura del rapporto domestico:
Licenziare una badante o una colf: preavviso, TFR, ferie e ultima paga
Ferie, tredicesima e TFR nei diversi rapporti domestici
Le regole valgono per le diverse figure del lavoro domestico, ma il valore economico cambia.
COLF A ORE
Ferie:
maturano anche con poche ore settimanali
Tredicesima:
spetta in proporzione alla retribuzione
TFR:
matura in base alle retribuzioni utili
BADANTE CONVIVENTE
Ferie:
26 giorni annui, con valore collegato alla retribuzione mensile
Tredicesima:
include la retribuzione globale di fatto
TFR:
può includere anche il valore convenzionale di vitto e alloggio
BABY SITTER
Ferie:
maturano secondo il rapporto domestico
Tredicesima:
spetta anche nel lavoro a ore
TFR:
spetta alla cessazione del rapporto
Il diritto è comune. Il conteggio concreto dipende da orario, paga, convivenza, durata e mansioni.
Il prospetto paga deve mostrare queste voci
Il CCNL Lavoro Domestico prevede che, insieme al pagamento della retribuzione, il datore predisponga un prospetto paga in duplice copia: una per il lavoratore, firmata dal datore, e una per il datore, firmata dal lavoratore. Fonte: DOMINA, CCNL Lavoro Domestico, art. 34.
Nel prospetto paga dovrebbero essere leggibili le voci principali del rapporto. Per ferie, tredicesima e TFR, questo significa poter ricostruire:
- ferie maturate;
- ferie godute;
- ferie residue;
- quota di tredicesima;
- TFR maturato;
- eventuale TFR anticipato;
- eventuale vitto/alloggio valorizzato;
- trattenute contributive;
- netto pagato.
Senza prospetti chiari, il rapporto resta affidato alla memoria. E la memoria, quando si parla di anni di lavoro, non basta.
Contributi durante ferie e competenze finali
L’INPS precisa che il datore di lavoro deve versare i contributi anche durante le ferie. Fonte: INPS, contributi durante ferie lavoro domestico.
Questo è importante perché le ferie non sono una pausa dal rapporto. Sono riposo retribuito dentro il rapporto. Anche il tema contributivo va quindi gestito correttamente.
Per i contributi INPS nel lavoro domestico:
Contributi INPS colf e badanti: quanto si paga davvero nel lavoro domestico
Errori frequenti delle famiglie
- Pensare che ferie, tredicesima e TFR spettino solo ai full-time.
- Dimenticare la tredicesima nei rapporti a ore.
- Non conteggiare il TFR per rapporti brevi o saltuari.
- Non valorizzare correttamente vitto e alloggio nei rapporti conviventi.
- Usare le ferie per coprire il preavviso.
- Non tenere traccia delle ferie godute.
- Pagare tutto “a voce” senza prospetto.
- Non accantonare mentalmente il TFR nei rapporti lunghi.
- Non distinguere ultima paga e competenze finali.
- Non conservare ricevute e conteggi.
Molti errori non nascono da cattiva fede. Nascono dal fatto che il lavoro domestico viene vissuto come rapporto privato semplice. Ma il rapporto può essere umano e, allo stesso tempo, regolato.
Errori frequenti di colf, badanti e baby sitter
- Pensare che lavorando poche ore non maturi nulla.
- Non chiedere prospetti paga.
- Non conservare pagamenti e comunicazioni.
- Non controllare se la tredicesima viene pagata.
- Non chiedere il conteggio del TFR alla fine.
- Non distinguere ferie godute e ferie residue.
- Accettare anticipi TFR senza ricevuta.
- Non verificare se vitto e alloggio incidono sul conteggio.
- Non chiedere il dettaglio delle competenze finali.
Il lavoratore domestico non deve diventare un esperto di paghe. Ma deve sapere che queste voci esistono e devono essere tracciabili.
Formula utile per chiedere il conteggio
Chiedo cortesemente il dettaglio aggiornato delle competenze maturate nel rapporto di lavoro domestico, con indicazione separata di ferie maturate, ferie godute, ferie residue, tredicesima maturata, TFR maturato, eventuale TFR già anticipato, valore di vitto e alloggio se applicabile, contributi e prospetto paga relativo.
Questa formula è neutra. Non accusa. Chiede semplicemente che i numeri siano separati e verificabili.
Il collegamento con gli altri articoli della serie
Per leggere la guida generale su colf, badanti, baby sitter, livelli e paghe 2026:
Badanti e collaboratrici domestiche: livelli, paghe 2026 e contratto spiegati senza confusione
Per capire la colf a ore:
Colf e collaboratrice domestica a ore: paga, contributi e contratto senza errori
Per capire la badante convivente:
Badante convivente: orari, riposi, paga, vitto e alloggio spiegati senza equivoci
Per capire la baby sitter:
Baby sitter: livello, paga, contratto e differenze con colf e badante
Per capire la fine del rapporto:
Licenziare una badante o una colf: preavviso, TFR, ferie e ultima paga
Approfondimento critico
Ferie, tredicesima e TFR raccontano una cosa semplice: il lavoro domestico non vive solo nel momento in cui viene svolto. Una casa pulita, una persona assistita, un bambino seguito, una notte coperta, un pasto preparato sembrano finire quando finisce l’ora di lavoro. Ma il rapporto continua a produrre effetti.
Le ferie dicono che anche chi lavora nella casa degli altri ha diritto a fermarsi. La tredicesima dice che il lavoro svolto durante l’anno ha una quota che matura lentamente. Il TFR dice che, quando un rapporto finisce, resta una traccia economica del tempo già dato.
Il problema è che nel lavoro domestico tutto questo spesso rimane invisibile. Si paga la settimana. Si paga il mese. Si paga “come abbiamo sempre fatto”. Poi, quando il rapporto finisce, ci si accorge che mancavano i conteggi.
Il lavoro domestico diventa davvero riconosciuto quando non viene pagato solo nel presente, ma anche conteggiato nel tempo.
Non è una questione di burocrazia fredda. È una questione di memoria del lavoro. Se una persona ha lavorato mesi o anni in una casa, quel tempo non dovrebbe sparire in una cifra detta a voce. Dovrebbe restare leggibile nei documenti.
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Fonti principali consultate
- DOMINA, CCNL Lavoro Domestico
- Assindatcolf, CCNL Lavoro Domestico
- INPS, calcolare contributi, tredicesima e ferie per i lavoratori domestici
- INPS, dimissioni, licenziamento e TFR dei lavoratori domestici
- Assindatcolf, TFR per colf e badanti
- Ministero del Lavoro, accordo sui minimi retributivi 2026
- Ministero del Lavoro, tabella minimi retributivi lavoro domestico 2026
- Webcolf, vitto e alloggio colf e badanti 2026
La sostanza
Ferie, tredicesima e TFR nel lavoro domestico spettano anche quando il rapporto è a ore, anche quando la persona lavora poche ore a settimana, anche quando si tratta di colf, badante o baby sitter. Cambia il valore economico, non l’esistenza del diritto.
Le ferie sono 26 giorni all’anno presso lo stesso datore, con valore da calcolare secondo orario e retribuzione. La tredicesima matura mese per mese e va pagata entro dicembre o alla cessazione per la quota maturata. Il TFR matura durante il rapporto e va liquidato alla fine, tenendo conto della retribuzione utile, della tredicesima e, nei casi di convivenza, del valore di vitto e alloggio quando rilevante.
Il lavoro domestico entra nella casa, ma non deve sparire nella casa. Deve lasciare documenti, conteggi e tracce corrette. Perché il tempo lavorato non è solo quello pagato subito. È anche quello che matura lentamente, fino al giorno in cui il rapporto si chiude.