In questo articolo, cercheremo di fare chiarezza su questi aspetti e di capire come si possa arrivare a situazioni così “comicamente assurde”. Soprattutto, metteremo in evidenza che non sempre un inasprimento delle norme si traduce in un sistema coerente e privo di lacune, ma talvolta può creare veri e propri spazi di iniquità o di contraddizione.
1. Le sanzioni per eccesso di velocità: cosa dice la legge
Il Codice della Strada, nella sua nuova formulazione, presenta multe più alte per chi supera i limiti di velocità di oltre 40 km/h. Vediamo nel dettaglio:
- Se si supera il limite di velocità di oltre 40 km/h ma non oltre 60, la sanzione va da 543 a 2.170 euro (importi che possono variare in base alle disposizioni locali o a eventuali aggravanti).
- In questa fascia, non è applicabile lo sconto del 30% per chi paga entro 5 giorni.
- Scatta inoltre la sospensione della patente da 1 a 3 mesi (periodo che può aumentare in caso di recidiva).
Conseguenze pratiche: se vieni sorpreso da un autovelox a 45 km/h sopra il limite, non solo rischi una sanzione decisamente “salata” (senza riduzione), ma perdi anche la possibilità di guidare per un determinato periodo di tempo. Il legislatore ha voluto punire severamente chi commette infrazioni gravi in termini di velocità, ma a quanto pare ha lasciato spazi di azione in altre zone “grigie”.
2. Il paradosso: rimuovere la targa per non essere fotografati
Confrontiamo la situazione dell’eccesso di velocità con un’altra infrazione ben diversa: circolare senza targa. Sembra surreale, ma dal punto di vista meramente sanzionatorio, risulta che:
- Se guidi senza targa (oppure con targa rimossa o non correttamente esposta), prendi una multa di circa 87 euro.
- Puoi usufruire dello sconto del 30% se paghi entro i primi 5 giorni, arrivando quindi a circa 60 euro.
- La legge prevede, in aggiunta, il fermo amministrativo del veicolo per 3 mesi.
Fin qui, parrebbe un inasprimento severo, perché non poter utilizzare il veicolo per 90 giorni sembra una punizione pesante. Ma ci sono due aspetti che rendono la vicenda paradossale:
Il fermo amministrativo riguarda il singolo veicolo, non la persona.
Di conseguenza, se hai una seconda auto o una moto, puoi continuare a circolare regolarmente con quell’altro mezzo, perché il fermo non tocca la tua patente, bensì “colpisce” solo il veicolo sanzionato.
Morale: se possiedi due auto, e con la prima circoli senza targa e vieni beccato, potrai continuare a guidare la seconda. Al contrario, se superi il limite di velocità e ti sospendono la patente, non potrai guidare nessun mezzo. Risulta quindi, inspiegabilmente, un vantaggio (anche economico) “sbagliare” in un modo piuttosto che in un altro.
3. Come aggirare il fermo amministrativo: la dichiarazione di furto o smarrimento
Un altro elemento che peggiora il “nonsense” giuridico del nuovo Codice della Strada è legato all’ipotesi in cui il conducente, privo di targa, dichiari di averla persa o che sia stata rubata. In tal caso:
- La multa da 87 euro resta (con lo sconto del 30% se paghi entro 5 giorni).
- Tuttavia, non scatta il fermo amministrativo di 3 mesi del veicolo, in quanto la norma prevede il fermo solo per la circolazione volontaria senza targa.
- Non esiste un obbligo immediato di sanzionare ulteriormente chi sta circolando con un mezzo sprovvisto di targa se la situazione “accidentale” è stata denunciata.
Quindi, se il proprietario riesce a dichiarare in modo “credibile” lo smarrimento o il furto della targa, si troverà a pagare la stessa multa di chi la toglie volontariamente (87 euro), ma evita l’odioso fermo di 3 mesi del veicolo. E, di conseguenza, potrà continuare a guidarlo senza particolari restrizioni, in attesa di rifare la targa.
Anche in questo caso, viene spontaneo pensare che il sistema sanzionatorio si presti a possibili abusi, perché è sufficiente una falsa dichiarazione o un escamotage formale per sfuggire alle conseguenze più pesanti previste dalla legge.
4. Attenzione alla targa alterata: sanzioni più gravi
Un ulteriore paradosso è che “sporcarsi le mani” per alterare manualmente la targa (ad esempio, modificare una lettera con del nastro isolante nero) potrebbe costare molto di più che rimuoverla del tutto. Vediamo le differenze:
- Targa alterata: la multa oscilla tra 2.046 e 8.000 euro, un importo elevatissimo rispetto agli 87 euro di chi circola senza targa.
- Targa resa illeggibile dal fango: la sanzione scende drasticamente: da 41 a 168 euro.
Conclusione logica: chi desidera “non farsi identificare” da un autovelox potrebbe pensare di sporcare la targa con fango (o adesivi che la rendano poco leggibile) e pagare una multa molto più bassa di chi, invece, si cimenta a manipolarne un carattere con metodi artigianali. Ma resta l’incredibile raffronto con l’assenza totale di targa, che costa ancora meno, almeno sul piano economico.
5. Origine di questi paradossi: perché accadono?
- Frammentazione normativa: Il Codice della Strada è stato modificato numerose volte negli ultimi anni, inserendo nuove fattispecie di reato/infrazione in periodi diversi, senza un disegno organico e coerente.
- Logica “emergenziale”: Spesso, il legislatore reagisce a fatti di cronaca o a pressioni mediatiche, inasprendo le pene per un comportamento specifico senza valutare l’intero impianto delle sanzioni correlate.
- Scarso coordinamento: Chi redige o aggiorna la parte sanzionatoria potrebbe non avere una visione globale su tutte le fattispecie esistenti, generando incongruenze evidenti.
Il risultato è l’esistenza di una gerarchia di pene che, paradossalmente, può premiare una condotta ben più rischiosa per la sicurezza, a discapito di chi, per esempio, corre troppo in autostrada.
6. Critiche e possibili correzioni
Molti esperti di diritto e associazioni di categoria (come i club automobilistici) evidenziano da tempo queste assurdità, sostenendo che:
- La revisione del Codice dovrebbe avvenire in modo sistematico, valutando l’impatto di ogni nuova norma sulle altre già in vigore.
- Le sanzioni andrebbero calibrate secondo la gravità effettiva del comportamento, sia in termini di pericolosità sia di dolo eventuale.
- Il disincentivo più forte dovrebbe colpire chi elude l’identificazione (ad esempio togliendo la targa) e chi arreca un pericolo concreto alla sicurezza stradale (eccesso di velocità e guida spericolata).
Le forze politiche, tuttavia, spesso faticano a trovare un accordo su tali riforme di ampio respiro, finendo per procedere con interventi frammentati e con un assetto che fatica a proteggere in maniera logica l’utenza stradale.
7. Sicurezza al primo posto: come evitare problemi
Nonostante tutte le stranezze normative e i possibili “trucchi” per ridurre multe o sanzioni, il punto chiave rimane sempre uno: la sicurezza stradale. Ecco alcuni consigli basilari:
- Rispettare i limiti di velocità: non solo per evitare multe e ritiro patente, ma soprattutto per proteggere la propria e altrui incolumità.
- Assicurarsi di avere targa correttamente esposta: circolare senza targa o con targa illeggibile può causare fraintendimenti, incidenti e ritardi negli eventuali soccorsi.
- Tenere puliti targa e fanali: un gesto semplice che evita spiacevoli controversie con le autorità e migliora la visibilità del mezzo.
- In caso di smarrimento o furto della targa: fare subito denuncia per evitare di incorrere in reati ben più gravi (il veicolo potrebbe essere utilizzato per scopi illeciti da terzi).
8. Conclusioni
I paradossi emersi dalle disposizioni del nuovo Codice della Strada mettono in luce un problema di fondo: l’esigenza di un riordino coerente delle sanzioni e delle norme sulla circolazione. Se da un lato è sacrosanta la linea dura verso chi mette a repentaglio la sicurezza pubblica (superando ampiamente i limiti di velocità o guidando in stato di ebbrezza), dall’altro è inaccettabile che si creino “scappatoie” che favoriscono violazioni altrettanto pericolose, ma punite in maniera più lieve o con conseguenze meno incisive.
La soluzione non sta nel depenalizzare condotte potenzialmente rischiose, bensì nel rivalutare l’intero impianto sanzionatorio. In altre parole, occorrerebbe stabilire un filo logico tra la gravità del rischio e l’entità della multa o della sospensione patente, evitando che “sporcarsi la targa di fango” o circolare senza targa diventino paradossalmente alternative “migliori” rispetto al rispettare i limiti di velocità o al sostenere correttamente i propri obblighi di circolazione.
Fino a quando non arriverà un nuovo intervento legislativo organico, è probabile che resteranno in circolazione situazioni surreali, come la differenza abissale tra chi rischia 2.000 euro di multa e la sospensione della patente per un eccesso di velocità, e chi si limita a rimuovere la targa, pagando una sanzione di poche decine di euro e potendo continuare a guidare un altro mezzo.