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Stargate, il colosso dell'AI da 500 miliardi di dollari che Donald Trump vuole creare

22 gennaio 2025 9 min di lettura 229 visualizzazioni
stargate donald trump
Il presidente Donald Trump ha recentemente presentato un nuovo progetto definito “il più grande nella storia dell’Intelligenza Artificiale”: Stargate. Questa iniziativa coinvolge colossi del settore come OpenAI (guidata da Sam Altman), SoftBank (del magnate Masayoshi Son) e Oracle (presieduta da Larry Ellison). L’idea di fondo è realizzare una maxi-infrastruttura con investimenti che potrebbero arrivare a 500 miliardi di dollari, facendo degli Stati Uniti il punto di riferimento globale nel campo dell’AI e non solo.

Con un annuncio avvenuto alla Casa Bianca, Trump ha descritto Stargate come un piano capace di generare 100mila nuovi posti di lavoro e di sostenere la crescita e lo sviluppo dei data center su scala nazionale. Secondo le prime notizie, il progetto ha già ottenuto un finanziamento iniziale di 100 miliardi di dollari, con l’obiettivo dichiarato di spingere sull’acceleratore fino a raggiungere una cifra di 500 miliardi. In questa ambiziosa prospettiva, i big della tecnologia – Altman, Son ed Ellison – hanno tutti enfatizzato l’importanza cruciale di mantenere la supremazia tecnologica degli Stati Uniti, in un contesto globale in cui la Cina sta emergendo con rapidità.

Le basi: chi è coinvolto e quali sono gli obiettivi?

  • OpenAI (Sam Altman): Il CEO della società che ha sviluppato ChatGPT è da tempo uno dei sostenitori di un intervento più marcato da parte del governo statunitense nello sviluppo dell’AI. Nel 2024, secondo fonti interne, Altman aveva già sottolineato la necessità di nuove infrastrutture, comprese fabbriche di chip in grado di soddisfare le esigenze sempre maggiori dei sistemi di intelligenza artificiale.
  • SoftBank (Masayoshi Son): Il gruppo giapponese è noto per i suoi enormi investimenti in startup tecnologiche. Son, che sarà il presidente di Stargate, è convinto che l’America rappresenti ancora il luogo privilegiato per la crescita dell’innovazione, soprattutto nel campo dell’AI. L’ampia disponibilità di capitali di SoftBank garantisce risorse finanziarie immediate, fornendo un solido sostegno al progetto.
  • Oracle (Larry Ellison): Il presidente di Oracle, colosso del software enterprise e dei servizi cloud, ha confermato la costruzione di un primo plesso di oltre 300mila metri quadrati in Texas, destinato a ospitare data center di nuova generazione. Ellison ha evidenziato il contributo della società al fine di rafforzare la leadership americana nel settore, dichiarando che Stargate non solo garantirà la reindustrializzazione del paese, ma offrirà capacità strategiche per la sicurezza nazionale.


Trump e l’Intelligenza Artificiale: la genesi di Stargate Donald Trump, dopo aver annunciato in passato vari progetti di portata considerevole, come la realizzazione nel 2017 di una grande fabbrica di elettronica da 10 miliardi di dollari in Wisconsin con Foxconn (poi ridimensionata), è tornato alla carica con un piano molto più ambizioso. La differenza principale sta nelle forze in campo: nel caso di Stargate, infatti, è direttamente coinvolta l’élite dell’AI statunitense. Sam Altman è considerato uno dei protagonisti più influenti nell’ecosistema dell’innovazione digitale, mentre Masayoshi Son è noto come uno degli investitori più audaci al mondo. Larry Ellison, dal canto suo, rappresenta un veterano del settore tecnologico, in grado di fornire un’infrastruttura cloud di dimensioni già considerevoli su cui far crescere Stargate.

Infrastrutture e sviluppo Secondo quanto dichiarato da Ellison, è già in costruzione in Texas un gigantesco polo di data center grande oltre 300mila metri quadrati, dove troveranno spazio le architetture e le piattaforme software di nuova generazione. Stargate, infatti, non punta solo a essere un progetto di “facciata”, ma intende creare un vero e proprio tessuto di server e centri di ricerca distribuiti in tutto il territorio americano. Un obiettivo è quello di servire aziende private, pubbliche amministrazioni e, non da ultimo, l’apparato militare e di sicurezza. Questo perché l’AI, come ribadito anche dallo stesso Sam Altman, è diventata una tecnologia “abilitante” per qualsiasi settore economico e per la difesa nazionale.

La corsa alla supremazia tecnologica contro la Cina Il panorama globale dell’IA vede da anni competere Stati Uniti e Cina per il primato. Le ingenti risorse finanziarie impiegate da Pechino e la grande disponibilità di dati (favorita dalla notevole popolazione e da un quadro normativo più permissivo) hanno reso il “Dragone” un competitor di prima fascia. Altman ha più volte dichiarato che gli Stati Uniti non possono permettersi di arretrare in questo ambito. A metà gennaio, OpenAI ha pubblicato un rapporto in cui si sosteneva che “se gli USA non riuscissero ad attrarre i 175 miliardi di dollari disponibili per l’AI, essi andrebbero in progetti sostenuti dalla Cina, rafforzando l’influenza globale del Partito Comunista Cinese”.

Stargate, nelle intenzioni di Trump e degli altri player, vuole essere una risposta diretta a questa situazione: rafforzare l’intera infrastruttura tecnologica del paese, promuovere la ricerca, creare competenze avanzate e rendere gli Stati Uniti la meta di riferimento per qualsiasi grande azienda o investitore che voglia puntare sull’intelligenza artificiale. Le basi di questo piano includono:

  • Formazione e ricerca: attrarre talenti in ambito universitario e industriale, per avviare nuovi progetti di ricerca.
  • Produzione di chip: favorire, grazie ai finanziamenti di SoftBank e all’esperienza manifatturiera statunitense, la creazione di linee produttive di semiconduttori su larga scala.
  • Data center strategici: costruire o potenziare colossi del cloud come Oracle, in modo da gestire il crescere esponenziale dei carichi di lavoro generati dalle AI di nuova generazione.


Posti di lavoro e benefici economici attesi Uno dei punti di forza del progetto Stargate, secondo Trump, è la generazione di almeno 100mila posti di lavoro nel breve termine, con prospettive di ulteriore crescita in futuro. In settori come la progettazione di chip, la costruzione di data center, la gestione di infrastrutture digitali e la ricerca sull’AI, la richiesta di professionisti altamente specializzati è destinata a esplodere. L’idea dei fondatori è creare un effetto volano, attirando piccole e medie imprese che possano integrarsi nell’ecosistema e offrire servizi collaterali.

Oracle, in un comunicato, ha definito l’iniziativa “la pietra angolare della strategia americana per l’intelligenza artificiale”, spiegando come i nuovi plessi produttivi e i laboratori di ricerca forniscano anche una leva per la reindustrializzazione del paese. Questo termine indica la volontà di riportare negli Stati Uniti produzione e servizi ad alto valore aggiunto, un trend che si è affermato negli ultimi anni soprattutto a seguito di tensioni geopolitiche e dipendenze da fornitori esteri, in primis la Cina.

Il partner inatteso: il fondo Mgx Oltre alle tre big del settore, nel finanziamento di Stargate rientra anche Mgx, un grande fondo d’investimento internazionale di cui si conosce ancora poco. Con ogni probabilità, data la discreta storia passata di Mgx in operazioni di private equity, il suo coinvolgimento mira a garantire un ulteriore flusso di capitali costante, slegato dalla singola azienda tecnologica. Ciò consentirebbe a Stargate di sostenere spese pluriennali in infrastrutture, personale e attrezzature tecnologiche.

Il paragone con il flop Foxconn Nel 2017, Trump e Foxconn annunciarono in pompa magna la costruzione di una gigantesca fabbrica di elettronica da 10 miliardi di dollari in Wisconsin, con 13mila posti di lavoro previsti. Tuttavia, nel 2021 l’azienda taiwanese ha rivisto drasticamente i propri piani, investendo appena 672 milioni e creando meno di 1500 posti effettivi. Nel frattempo, l’area è stata in parte destinata a hub di formazione specializzati in IA da parte di Microsoft.

Questo precedente ha lasciato scettiche alcune personalità, secondo le quali Stargate potrebbe rischiare una sorte simile: progetti annunciati con cifre stellari che non sempre corrispondono alla realtà. La differenza, in questo caso, risiede nella solidità finanziaria e nell’expertise di OpenAI, Oracle e SoftBank, già leader riconosciuti del settore tecnologico. La speranza degli osservatori è che ciò basti per allontanare il paragone con la vicenda Foxconn e garantire al progetto Stargate la forza necessaria per realizzare i suoi ambiziosi obiettivi.

Trump, Altman e Son: un’alleanza inedita La sinergia tra Donald Trump, Sam Altman e Masayoshi Son non è scontata. Trump è spesso associato a progetti infrastrutturali e ai grandi annunci mediatici, mentre Altman e Son rappresentano l’avanguardia dell’innovazione tecnologica. Altman, in particolare, prima di collaborare con l’attuale amministrazione, aveva più volte espresso opinioni critiche sulla necessità di regole più chiare per lo sviluppo dell’AI. Son è invece un investitore capace di sostenere ingenti perdite iniziali in vista di profitti futuri colossali.

Come ha dichiarato lo stesso Altman:
“Non saremmo in grado di fare nulla del genere senza il sostegno dell’amministrazione e la visione di Donald Trump, che ci ha permesso di superare barriere legislative ed economiche prima impensabili.”

Queste parole segnano un cambio di rotta significativo rispetto agli anni in cui il settore tecnologico sembrava volersi mantenere a distanza dalla politica. Oggi, l’AI è vista come materia di rilevanza strategica a livello nazionale, al punto che le collaborazioni tra pubblico e privato sono quasi inevitabili.

Riflessioni finali Stargate rappresenta un disegno ambizioso: creare un gigante dell’AI a stelle e strisce, in grado di competere ad armi pari con la Cina e, più in generale, di stabilire nuovi standard tecnologici e industriali per il prossimo decennio. L’investimento di 500 miliardi di dollari, se davvero confermato, riscriverebbe la mappa dell’innovazione e della produzione di chip negli Stati Uniti. La sfida sarà tradurre in pratica questa enorme promessa, evitando gli errori del passato e mettendo a sistema le competenze di Oracle, OpenAI, SoftBank e di tutti i soggetti che decideranno di sostenere il progetto.

Ad oggi, sappiamo che:

  • La prima fase di investimenti ammonta a 100 miliardi di dollari.
  • Si punta a superare i 500 miliardi di dollari in pochi anni.
  • È già in costruzione un polo di data center in Texas di oltre 300mila metri quadrati.
  • Il presidente di Stargate sarà Masayoshi Son di SoftBank.
  • Mgx, un fondo d’investimento, affiancherà i “giganti” nel sostegno economico.


Se dovesse confermarsi la portata degli annunci, Stargate potrebbe veramente mettere le basi per un’industria dell’AI che coinvolga l’intero territorio statunitense, dalle università alle aziende. Non solo: con la crescente importanza dell’IA in tutti i settori della società, l’iniziativa potrebbe creare nuove opportunità lavorative e di ricerca, confermando l’America come superpotenza digitale nell’era del machine learning.

Conclusione Restano aperti numerosi interrogativi: quali saranno i tempi di realizzazione effettivi? Quali barriere normative si dovranno superare per costruire infrastrutture così mastodontiche? E, soprattutto, le aspettative di ritorno economico e occupazionale saranno mantenute? Anche se la prudenza è d’obbligo, l’entusiasmo e l’impegno degli attori coinvolti – dal governo USA ai giganti della tecnologia – sembrano far ben sperare. Il 2025 si prospetta come un anno di svolta per l’intelligenza artificiale e per l’assetto produttivo degli Stati Uniti. Nel bene o nel male, Stargate sarà probabilmente al centro di questa trasformazione.
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