Nella Valle della Morte in California (Racetrack Playa) enormi rocce pesanti fino a 300 chili scivolano da sole sul fondo piatto del deserto lasciando lunghe scie nel fango: un mistero durato quasi un secolo!
Approfondimento
Sul fondo perfettamente piatto di un antico lago prosciugato chiamato "Racetrack Playa", nel cuore del Parco Nazionale della Valle della Morte (Death Valley) in California, fin dai primi del Novecento geologi ed esploratori si sono trovati davanti a uno spettacolo apparentemente impossibile: centinaia di massi di dolomite e sienite, alcuni pesanti fino a 320 chilogrammi, si spostavano da soli sul terreno arido lasciando dietro di sé profondi solchi rettilinei o curvilinei lunghi anche centinaia di metri, senza che nessuna impronta umana o animale fosse presente intorno!
La soluzione del mistero nel 2014:
Poiché nessuno aveva mai visto le pietre muoversi dal vivo, per decenni fiorirono le teorie più disparate, dai campi magnetici agli uragani desertici. Il mistero è stato finalmente risolto nell'inverno tra il 2013 e il 2014 dagli scienziati Richard Norris e James Norris (della Scripps Institution of Oceanography), che hanno installato su alcune pietre dei rilevatori GPS millimetrali e fotocamere time-lapse. I ricercatori hanno scoperto che il movimento avviene solo quando si verifica una rarissima combinazione di quattro eventi: 1) la pioggia invernale allaga il lago creando uno specchio d'acqua profondo pochi centimetri; 2) durante la notte gelida si forma sulla superficie un velo sottilissimo di ghiaccio (spesso appena 3-6 millimetri, come il vetro di una finestra) ma largo centinaia di metri; 3) al sole del mattino il ghiaccio inizia a rompersi in grandi lastre galleggianti; 4) a quel punto basta una brezza leggera di appena 15 km/h sul vasto lastrone di ghiaccio per spingere in avanti i pesantissimi massi a una velocità di 3-5 metri al minuto sul fango scivoloso!
La soluzione del mistero nel 2014:
Poiché nessuno aveva mai visto le pietre muoversi dal vivo, per decenni fiorirono le teorie più disparate, dai campi magnetici agli uragani desertici. Il mistero è stato finalmente risolto nell'inverno tra il 2013 e il 2014 dagli scienziati Richard Norris e James Norris (della Scripps Institution of Oceanography), che hanno installato su alcune pietre dei rilevatori GPS millimetrali e fotocamere time-lapse. I ricercatori hanno scoperto che il movimento avviene solo quando si verifica una rarissima combinazione di quattro eventi: 1) la pioggia invernale allaga il lago creando uno specchio d'acqua profondo pochi centimetri; 2) durante la notte gelida si forma sulla superficie un velo sottilissimo di ghiaccio (spesso appena 3-6 millimetri, come il vetro di una finestra) ma largo centinaia di metri; 3) al sole del mattino il ghiaccio inizia a rompersi in grandi lastre galleggianti; 4) a quel punto basta una brezza leggera di appena 15 km/h sul vasto lastrone di ghiaccio per spingere in avanti i pesantissimi massi a una velocità di 3-5 metri al minuto sul fango scivoloso!


