Il mistero dell'oro degli Inca ("Il Riscatto di Atahualpa", 1533) e il tesoro della "Llanganatis": quando l'imperatore Inca riempì d'oro massiccio fino al soffitto una stanza intera per gli Spagnoli, e il generale Rumiñahui nascose altre 750 tonnellate d'oro tra le montagne dell'Ecuador mai più ritrovate!
Approfondimento
Nel novembre del 1532 a Cajamarca, sulle Ande del Perù, il conquistador spagnolo Francisco Pizarro con appena 168 uomini a cavallo e cannoni tese un'imboscata e catturò l'imperatore ("Sapa Inca") Atahualpa, signore di un impero di oltre 10 milioni di abitanti.
Il riscatto più grande mai pagato nella storia dell'umanità:
Accortosi dell'avidità degli Spagnoli per i metalli gialli e bianchi (che gli Inca non usavano come moneta, ma consideravano poeticamente "il sudore del Sole" e "le lacrime della Luna"), Atahualpa fece a Pizarro un'offerta rimasta leggendaria: in cambio della sua libertà, avrebbe riempito di oggetti d'oro massiccio l'intera stanza in cui era prigioniero (lunga 6,7 metri e larga 5,2 metri) fino all'altezza a cui arrivava la sua mano alzata in punta di piedi (circa 2,75 metri dal pavimento!), e avrebbe riempito per due volte d'argento puro altre due stanze adiacenti! Per mesi carovane di lama portarono da Cusco e da tutto l'impero vasi, statue di giaguari, pannelli templari e persino spighe di mais scolpite a grandezza naturale in oro e argento: gli Spagnoli fusero quei capolavori artistici inestimabili in 9 forni per un mese intero, ricavando **6 tonnellate d'oro puro a 22 carati e 12 tonnellate d'argento**! Nonostante il riscatto fosse stato consegnato, il 26 luglio 1533 Pizarro fece ugualmente giustiziare Atahualpa.
Le 750 tonnellate scomparse nei monti Llanganatis:
Ma il tesoro più colossale era ancora in viaggio: il generale inca Rumiñahui stava infatti scortando da Quito verso Cajamarca un'immensa carovana di migliaia di portatori con circa **750 tonnellate d'oro lavorato** per completare il riscatto! Appena seppe a metà strada che gli Spagnoli avevano tradito e ucciso Atahualpa, Rumiñahui invertì la marcia e portò l'intero tesoro tra le vette inaccessibili, le paludi e le nebbie perenni della cordigliera dei **Monti Llanganatis** in Ecuador, gettandolo in laghi vulcanici e grotte murate: catturato e torturato dagli Spagnoli, Rumiñahui non rivelò una sola parola fino alla morte, e da quasi 500 anni quell'immenso tesoro giace ancora nascosto tra le Ande!
Il riscatto più grande mai pagato nella storia dell'umanità:
Accortosi dell'avidità degli Spagnoli per i metalli gialli e bianchi (che gli Inca non usavano come moneta, ma consideravano poeticamente "il sudore del Sole" e "le lacrime della Luna"), Atahualpa fece a Pizarro un'offerta rimasta leggendaria: in cambio della sua libertà, avrebbe riempito di oggetti d'oro massiccio l'intera stanza in cui era prigioniero (lunga 6,7 metri e larga 5,2 metri) fino all'altezza a cui arrivava la sua mano alzata in punta di piedi (circa 2,75 metri dal pavimento!), e avrebbe riempito per due volte d'argento puro altre due stanze adiacenti! Per mesi carovane di lama portarono da Cusco e da tutto l'impero vasi, statue di giaguari, pannelli templari e persino spighe di mais scolpite a grandezza naturale in oro e argento: gli Spagnoli fusero quei capolavori artistici inestimabili in 9 forni per un mese intero, ricavando **6 tonnellate d'oro puro a 22 carati e 12 tonnellate d'argento**! Nonostante il riscatto fosse stato consegnato, il 26 luglio 1533 Pizarro fece ugualmente giustiziare Atahualpa.
Le 750 tonnellate scomparse nei monti Llanganatis:
Ma il tesoro più colossale era ancora in viaggio: il generale inca Rumiñahui stava infatti scortando da Quito verso Cajamarca un'immensa carovana di migliaia di portatori con circa **750 tonnellate d'oro lavorato** per completare il riscatto! Appena seppe a metà strada che gli Spagnoli avevano tradito e ucciso Atahualpa, Rumiñahui invertì la marcia e portò l'intero tesoro tra le vette inaccessibili, le paludi e le nebbie perenni della cordigliera dei **Monti Llanganatis** in Ecuador, gettandolo in laghi vulcanici e grotte murate: catturato e torturato dagli Spagnoli, Rumiñahui non rivelò una sola parola fino alla morte, e da quasi 500 anni quell'immenso tesoro giace ancora nascosto tra le Ande!


