Il mistero del "Volo 401" della Eastern Air Lines (1972) e l'incidente per una lampadina bruciata da 12 dollari: mentre l'intero equipaggio nella cabina di pilotaggio era chinato a smontare la spia verde del carrello che non si accendeva, nessuno si accorse che il pilota automatico si era sganciato facendo scendere l'aereo nelle paludi della Florida!
Approfondimento
Se oggi i piloti di tutti gli aerei di linea del mondo vengono addestrati con un protocollo rigoroso chiamato **CRM** (*Crew Resource Management*, Gestione delle Risorse dell'Equipaggio), che vieta assolutamente a tutti i piloti in cabina di distrarsi contemporaneamente sullo stesso guasto tecnico lasciando i comandi di volo incustoditi, lo si deve a una delle lezioni più assurde e drammatiche nella storia dell'aviazione civile, avvenuta la notte del **29 dicembre 1972** vicino a Miami.
Il volo **Eastern Air Lines 401**, operato con un nuovissimo e tecnologico trimotore wide-body **Lockheed L-1011 TriStar** con 176 persone a bordo, era partito dall'aeroporto JFK di New York diretto a Miami. Ai comandi c'era un equipaggio di grandissima esperienza: il comandante cinquantacinquenne Bob Loft (con quasi 30.000 ore di volo), il primo ufficiale Albert Stockstill e il motorista di bordo Don Repo. Alle ore 23:32, mentre l'aereo si avvicinava alla pista di Miami in una notte serena ma buia e senza Luna, il primo ufficiale abbassò la leva per far scendere il carrello d'atterraggio. Sul cruscotto si accesero le spie verdi dei due carrelli posteriori, ma la piccola **spia verde del carrello anteriore del muso rimase spenta**.
Il carrello in realtà era sceso e si era bloccato regolarmente in posizione: si era semplicemente **bruciata la minuscola lampadina a incandescenza della spia**, un pezzetto di vetro e filamento che costava appena **12 dollari**! Il comandante comunicò alla torre di controllo di interrompere l'atterraggio e la torre ordinò al volo 401 di salire a **2.000 piedi di quota (600 metri)** e di girare in attesa sopra la vastissima e completamente buia palude delle **Everglades**, mentre in cabina controllavano il problema.
Inserito il pilota automatico a 2.000 piedi, il comandante chiese al primo ufficiale di sfilare il portalampada dal cruscotto per sostituire la lampadina, ma nel rimontarla la spia si incastrò di traverso. A quel punto scattò in cabina quella che gli psicologi chiamano "visione a tunnel": tutti e tre i piloti (più un quarto tecnico che viaggiava a bordo) si concentrarono esclusivamente su quella maledetta lampadina da 12 dollari, e il motorista fu persino mandato giù nella botola sotto il pavimento della cabina con una torcia per controllare da un oblò di vetro se il carrello fosse giù. Nel girarsi sulla poltrona per parlare col motorista, il comandante urtò involontariamente di soli pochi millimetri il volantino della cloche: quella leggerissima pressione bastò a **sganciare silenziosamente il mantenimento di quota del pilota automatico**, mettendo il gigantesco aereo in una discesa impercettibile di appena un metro e mezzo al secondo nel buio totale sopra le paludi prive di luci a terra. Quando suonò il piccolo segnale acustico d'avviso di perdita di quota, in cabina erano tutti così assorti a sbloccare la lampadina che nessuno lo sentì, fino agli ultimi secondi prima dell'impatto nelle acque basse delle Everglades (da cui fortunatamente si salvarono 77 passeggeri grazie al fango morbido e ai soccorsi dei cacciatori di rane sulle idroscivolanti).
Il volo **Eastern Air Lines 401**, operato con un nuovissimo e tecnologico trimotore wide-body **Lockheed L-1011 TriStar** con 176 persone a bordo, era partito dall'aeroporto JFK di New York diretto a Miami. Ai comandi c'era un equipaggio di grandissima esperienza: il comandante cinquantacinquenne Bob Loft (con quasi 30.000 ore di volo), il primo ufficiale Albert Stockstill e il motorista di bordo Don Repo. Alle ore 23:32, mentre l'aereo si avvicinava alla pista di Miami in una notte serena ma buia e senza Luna, il primo ufficiale abbassò la leva per far scendere il carrello d'atterraggio. Sul cruscotto si accesero le spie verdi dei due carrelli posteriori, ma la piccola **spia verde del carrello anteriore del muso rimase spenta**.
Il carrello in realtà era sceso e si era bloccato regolarmente in posizione: si era semplicemente **bruciata la minuscola lampadina a incandescenza della spia**, un pezzetto di vetro e filamento che costava appena **12 dollari**! Il comandante comunicò alla torre di controllo di interrompere l'atterraggio e la torre ordinò al volo 401 di salire a **2.000 piedi di quota (600 metri)** e di girare in attesa sopra la vastissima e completamente buia palude delle **Everglades**, mentre in cabina controllavano il problema.
Inserito il pilota automatico a 2.000 piedi, il comandante chiese al primo ufficiale di sfilare il portalampada dal cruscotto per sostituire la lampadina, ma nel rimontarla la spia si incastrò di traverso. A quel punto scattò in cabina quella che gli psicologi chiamano "visione a tunnel": tutti e tre i piloti (più un quarto tecnico che viaggiava a bordo) si concentrarono esclusivamente su quella maledetta lampadina da 12 dollari, e il motorista fu persino mandato giù nella botola sotto il pavimento della cabina con una torcia per controllare da un oblò di vetro se il carrello fosse giù. Nel girarsi sulla poltrona per parlare col motorista, il comandante urtò involontariamente di soli pochi millimetri il volantino della cloche: quella leggerissima pressione bastò a **sganciare silenziosamente il mantenimento di quota del pilota automatico**, mettendo il gigantesco aereo in una discesa impercettibile di appena un metro e mezzo al secondo nel buio totale sopra le paludi prive di luci a terra. Quando suonò il piccolo segnale acustico d'avviso di perdita di quota, in cabina erano tutti così assorti a sbloccare la lampadina che nessuno lo sentì, fino agli ultimi secondi prima dell'impatto nelle acque basse delle Everglades (da cui fortunatamente si salvarono 77 passeggeri grazie al fango morbido e ai soccorsi dei cacciatori di rane sulle idroscivolanti).


