Il "Mar dei Sargassi" è l'unico mare dell'intero pianeta Terra a non avere nemmeno un metro di costa o di terraferma attorno a sé: i suoi confini sono fatti solo di quattro potenti correnti oceaniche che girano in tondo intrappolando nel mezzo un tappeto dorato di alghe galleggianti largo tremila chilometri!
Approfondimento
Se prendete un mappamondo e cercate tutti i mari della Terra, dal Mar Mediterraneo al Mar Rosso, dal Mar Baltico al Mar dei Caraibi, noterete che ciascuno di essi è definito e racchiuso dalle coste dei continenti o delle isole che bagna. Tutti tranne uno: il Mar dei Sargassi, situato nel cuore dell'Oceano Atlantico settentrionale, che detiene il primato unico in geografia fisica di essere un mare completamente privo di sponde terrestri.
A disegnare i suoi confini su una superficie immensa (larga circa 1.100 chilometri e lunga oltre 3.000 chilometri, grande quasi quanto l'intera Unione Europea) sono esclusivamente quattro giganteschi "fiumi d'acqua" oceanici che ruotano in senso orario formando il Vortice del Nord Atlantico: la Corrente del Golfo a ovest, la Corrente Nord-Atlantica a nord, la Corrente delle Canarie a est e la Corrente Equatoriale del Nord a sud.
All'interno di questo immenso anello di correnti, l'acqua centrale rimane straordinariamente calma, calda, salata e di un colore blu cobalto così limpido che la luce penetra fino a sessanta metri di profondità. Sulla superficie galleggiano milioni di tonnellate di un'alga bruno-dorata unica in natura, il sargasso (genere Sargassum), che a differenza di quasi tutte le altre alghe marine non cresce mai attaccata agli scogli sul fondale, ma nasce, vive e si riproduce fluttuando libera in alto mare per tutta la vita grazie a migliaia di minuscole palline piene di gas simili a piccoli acini d'uva (chiamati "sargaço" dai primi marinai portoghesi del Quattrocento, da cui il nome del mare).
Quando nel settembre del 1492 le tre caravelle di Cristoforo Colombo entrarono per la prima volta nel Mar dei Sargassi, i marinai spagnoli furono presi da un doppio sentimento: all'inizio esultarono credendo che tutta quell'erba verde significasse che la terraferma era ormai a poche miglia, ma subito dopo caddero nel terrore temendo che le navi restassero intrappolate per sempre in una palude d'alghe senza vento in mezzo all'oceano. Oggi sappiamo che quelle praterie galleggianti sono una "foresta pluviale d'oro" in mezzo al deserto oceanico, dove trovano rifugio le piccole tartarughe marine appena nate e decine di specie di pesci e granchi mimetici che non esistono in nessun altro luogo del mondo.
A disegnare i suoi confini su una superficie immensa (larga circa 1.100 chilometri e lunga oltre 3.000 chilometri, grande quasi quanto l'intera Unione Europea) sono esclusivamente quattro giganteschi "fiumi d'acqua" oceanici che ruotano in senso orario formando il Vortice del Nord Atlantico: la Corrente del Golfo a ovest, la Corrente Nord-Atlantica a nord, la Corrente delle Canarie a est e la Corrente Equatoriale del Nord a sud.
All'interno di questo immenso anello di correnti, l'acqua centrale rimane straordinariamente calma, calda, salata e di un colore blu cobalto così limpido che la luce penetra fino a sessanta metri di profondità. Sulla superficie galleggiano milioni di tonnellate di un'alga bruno-dorata unica in natura, il sargasso (genere Sargassum), che a differenza di quasi tutte le altre alghe marine non cresce mai attaccata agli scogli sul fondale, ma nasce, vive e si riproduce fluttuando libera in alto mare per tutta la vita grazie a migliaia di minuscole palline piene di gas simili a piccoli acini d'uva (chiamati "sargaço" dai primi marinai portoghesi del Quattrocento, da cui il nome del mare).
Quando nel settembre del 1492 le tre caravelle di Cristoforo Colombo entrarono per la prima volta nel Mar dei Sargassi, i marinai spagnoli furono presi da un doppio sentimento: all'inizio esultarono credendo che tutta quell'erba verde significasse che la terraferma era ormai a poche miglia, ma subito dopo caddero nel terrore temendo che le navi restassero intrappolate per sempre in una palude d'alghe senza vento in mezzo all'oceano. Oggi sappiamo che quelle praterie galleggianti sono una "foresta pluviale d'oro" in mezzo al deserto oceanico, dove trovano rifugio le piccole tartarughe marine appena nate e decine di specie di pesci e granchi mimetici che non esistono in nessun altro luogo del mondo.


