La storia di "Henrietta Lacks" e delle sue cellule immortali "HeLa" (1951): mentre tutte le cellule umane coltivate in laboratorio morivano dopo pochi giorni, le cellule prelevate a Baltimora da una giovane donna afroamericana non hanno mai smesso di moltiplicarsi, arrivando a pesare complessivamente più di 50 milioni di tonnellate e permettendo la creazione del vaccino contro la poliomielite!
Approfondimento
In quasi tutti i laboratori di biologia, genetica e oncologia della Terra sono conservate nei congelatori ad azoto liquido miliardi di cellule umane vive contrassegnate da una sigla di quattro sole lettere: "HeLa". Quelle cellule non appartengono a un tessuto artificiale, ma sono le cellule biologiche di un'unica donna nata in Virginia nel 1920 e morta a soli trentuno anni il 4 ottobre 1951: Henrietta Lacks.
Fino al 1951 i biologi di tutto il mondo cercavano invano di coltivare cellule umane in provetta per poter studiare i virus, i tumori e testare nuovi farmaci senza dover sperimentare direttamente sui pazienti; ma a causa del limite biologico delle divisioni cellulari (il limite di Hayflick, regolato dall'accorciamento dei telomeri del DNA), qualsiasi cellula umana messa in coltura si divideva poche volte e poi moriva inevitabilmente nel giro di alcuni giorni.
Nel gennaio del 1951 Henrietta Lacks, giovane madre di cinque figli che viveva vicino a Baltimora, si recò al Johns Hopkins Hospital per un aggressivo carcinoma della cervice uterina. Durante la biopsia, senza chiederle il consenso (pratica all'epoca purtroppo comune negli ospedali americani), il medico prelevò due piccoli campioni del tessuto tumorale e li consegnò al laboratorio del ricercatore George Otto Gey, che prese le prime due lettere del nome e del cognome della paziente etichettando la provetta come "HeLa".
Sotto gli occhi increduli dell'assistente di laboratorio Mary Kubicek, accadde qualcosa che non si era mai visto nella storia della biologia: a causa di un'attivazione estrema dell'enzima telomerasi che ricostruiva continuamente i cromosomi impedendo l'invecchiamento cellulare, le cellule di Henrietta Lacks non morirono, ma iniziarono a raddoppiare di numero ogni 20 o 24 ore con una vitalità inarrestabile! George Gey iniziò a spedire gratuitamente provette di cellule HeLa agli scienziati di tutto il mondo: già nel 1952 Jonas Salk le utilizzò su scala industriale per testare e produrre il primo vaccino contro la poliomielite; negli anni Sessanta furono inviate nello spazio sulle prime capsule sovietiche e americane per studiare gli effetti dell'assenza di gravità sui tessuti umani, e da allora hanno contribuito a oltre 110.000 studi scientifici e a diversi Premi Nobel (dalla fecondazione in vitro al vaccino contro il papillomavirus).
Si calcola che se si mettessero su una bilancia tutte le cellule HeLa coltivate nel mondo dal 1951 a oggi, supererebbero i **50 milioni di tonnellate** (centinaia di milioni di volte il peso che Henrietta aveva in vita!), mentre la famiglia Lacks scoprì per puro caso solo nel 1973 che le cellule della loro madre erano vive in tutti i laboratori del pianeta.
Fino al 1951 i biologi di tutto il mondo cercavano invano di coltivare cellule umane in provetta per poter studiare i virus, i tumori e testare nuovi farmaci senza dover sperimentare direttamente sui pazienti; ma a causa del limite biologico delle divisioni cellulari (il limite di Hayflick, regolato dall'accorciamento dei telomeri del DNA), qualsiasi cellula umana messa in coltura si divideva poche volte e poi moriva inevitabilmente nel giro di alcuni giorni.
Nel gennaio del 1951 Henrietta Lacks, giovane madre di cinque figli che viveva vicino a Baltimora, si recò al Johns Hopkins Hospital per un aggressivo carcinoma della cervice uterina. Durante la biopsia, senza chiederle il consenso (pratica all'epoca purtroppo comune negli ospedali americani), il medico prelevò due piccoli campioni del tessuto tumorale e li consegnò al laboratorio del ricercatore George Otto Gey, che prese le prime due lettere del nome e del cognome della paziente etichettando la provetta come "HeLa".
Sotto gli occhi increduli dell'assistente di laboratorio Mary Kubicek, accadde qualcosa che non si era mai visto nella storia della biologia: a causa di un'attivazione estrema dell'enzima telomerasi che ricostruiva continuamente i cromosomi impedendo l'invecchiamento cellulare, le cellule di Henrietta Lacks non morirono, ma iniziarono a raddoppiare di numero ogni 20 o 24 ore con una vitalità inarrestabile! George Gey iniziò a spedire gratuitamente provette di cellule HeLa agli scienziati di tutto il mondo: già nel 1952 Jonas Salk le utilizzò su scala industriale per testare e produrre il primo vaccino contro la poliomielite; negli anni Sessanta furono inviate nello spazio sulle prime capsule sovietiche e americane per studiare gli effetti dell'assenza di gravità sui tessuti umani, e da allora hanno contribuito a oltre 110.000 studi scientifici e a diversi Premi Nobel (dalla fecondazione in vitro al vaccino contro il papillomavirus).
Si calcola che se si mettessero su una bilancia tutte le cellule HeLa coltivate nel mondo dal 1951 a oggi, supererebbero i **50 milioni di tonnellate** (centinaia di milioni di volte il peso che Henrietta aveva in vita!), mentre la famiglia Lacks scoprì per puro caso solo nel 1973 che le cellule della loro madre erano vive in tutti i laboratori del pianeta.


