La strana scoperta del "Sangue Verde" umano in sala operatoria a Vancouver (2005): quando i chirurghi canadesi incisero un paziente di quarantadue anni rimasero pietrificati vedendo uscire dalle sue arterie un liquido denso di colore verde scuro (come quello di Spock in Star Trek!), causato dallo zolfo di un farmaco comune contro l'emicrania!
Approfondimento
L'8 ottobre del 2005, in una sala operatoria del St. Paul's Hospital di Vancouver, in Canada, un'équipe di chirurghi e anestesisti guidata dalla dottoressa Alana Flexman si preparava a eseguire un intervento d'urgenza alle gambe di un paziente canadese di quarantadue anni (che si era addormentato in posizione inginocchiata sviluppando una sindrome compartimentale agli arti inferiori). Come da prassi normale, prima di iniziare l'operazione i medici inserirono un catetere nell'arteria radiale del polso dell'uomo per monitorare la pressione e prelevare un campione di sangue arterioso.

Non appena il liquido entrò nella siringa trasparente, tutti i medici presenti in sala operatoria si bloccarono guardandosi negli occhi senza riuscire a pronunciare una parola: dal polso del paziente non stava uscendo sangue rosso vivo, ma un liquido denso di un intenso **colore verde scuro avocado**, identico alla buccia di un cocomero o al celebre sangue vulcaniano del signor Spock nella serie televisiva *Star Trek*!

I medici mandarono immediatamente la fiala in laboratorio temendo una contaminazione batterica fulminante o un avvelenamento da cianuro. Ma gli esami svelarono un fenomeno biochimico rarissimo (pubblicato poi sulla prestigiosa rivista medica *The Lancet* nel giugno 2007) chiamato **"Sulfemoglobinemia"**!

Il paziente soffriva da anni di forti attacchi di **emicrania** e per calmare il mal di testa aveva preso l'abitudine di assumere dosi massicce (molto superiori a quelle massime consigliate dal medico: ben 200 milligrammi al giorno!) di un comune farmaco antiemicranico chiamato **Sumatriptan**. La molecola del sumatriptan contiene al suo interno un gruppo chimico a base di **zolfo** (gruppo sulfonamidico). A causa del sovradosaggio prolungato, gli atomi di zolfo si erano legati in modo irreversibile all'anello porfirinico dell'**emoglobina** contenuta nei suoi globuli rossi: quando lo zolfo si unisce al ferro dell'emoglobina forma un composto chimico chiamato *sulfemoglobina*, che non è più in grado di trasportare l'ossigeno e che, illuminato dalla luce, riflette le lunghezze d'onda verdi facendo diventare il sangue umano letteralmente verde bosco! Fortunatamente l'intervento chirurgico riuscì alla perfezione e, poiché i globuli rossi nel nostro corpo vivono circa 120 giorni prima di essere sostituiti dal midollo osseo, cinque settimane dopo aver sospeso il farmaco il sangue del paziente tornò del suo normale colore rosso rubino.
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