Il "Licaone" o la "Foca di Weddell" dell'Antartide (*Leptonychotes weddellii*): nasce sul ghiaccio a meno 40 gradi con i denti incisivi e canini già inclinati in avanti come uno scalpello da legno, perché per tutta la vita deve "segare e limare" giorno e notte con i denti i bordi del suo buco nel ghiaccio spesso due metri per non restare chiusa sott'acqua senza poter respirare!
Approfondimento
Tra tutti i mammiferi della Terra (escluso l'uomo nelle basi scientifiche), quello che vive più a sud in assoluto, spingendosi fin dentro il Mare di Ross a soli mille chilometri dal Polo Sud geografico, è la **Foca di Weddell** (*Leptonychotes weddellii*), così battezzata negli anni Venti dell'Ottocento dall'esploratore scozzese James Weddell.

Mentre durante il terribile inverno antartico di sei mesi di buio totale le balene, i pinguini e le altre specie di foche migrano verso nord per seguire il margine del mare aperto, la foca di Weddell resta tutto l'anno dove l'oceano è coperto da una lastra ininterrotta di ghiaccio marino (*pack*) spessa oltre due metri. Perché sceglie di vivere sotto un soffitto solido di ghiaccio? Perché lì sopra non esistono predatori terrestri e sotto il ghiaccio fermo le orche e le foche leopardo non riescono ad arrivare! Inoltre, sotto la banchisa la temperatura dell'acqua resta sempre fissa a un "tiepido" -1,8 gradi Celsius, mentre fuori sul ghiaccio soffiano tempeste a **meno 40 o meno 50 gradi sotto zero**.

C'è però un problema vitale drammatico: essendo un mammifero polmonare (capace di immergersi a **600 metri di profondità per oltre 80 minuti** grazie a una riserva di mioglobina nei muscoli dieci volte superiore a quella umana!), al termine di ogni immersione la foca di Weddell **deve obbligatoriamente trovare un buco aperto nel ghiaccio per tirare fuori il naso e respirare**, altrimenti annega sotto la calotta.

Poiché a -40 °C l'acqua nei fori di respirazione ghiaccia e si richiude continuamente in poche ore, la natura ha modificato il cranio e la dentatura della foca di Weddell trasformandola in una **"motosega vivente per il ghiaccio"**: a differenza di tutte le altre foche, i suoi due denti canini superiori e i secondi incisivi non puntano verso il basso, ma **sporgono in avanti quasi orizzontali come la lama di uno scalpello o di un rompighiaccio**! Dopo ogni singola immersione, la foca spalanca la bocca a 90 gradi, pianta i canini nel bordo del foro e scuote vigorosamente la testa a destra e a sinistra grattugiando via il ghiaccio nuovo per mantenere aperto il suo tunnel verso l'aria (un lavoro talmente logorante che in vecchiaia i suoi denti si consumano fino alla radice!). Come se non bastasse, per ritrovare al buio assoluto dell'inverno polare il proprio minuscolo buco nel ghiaccio da chilometri di distanza, queste foche emettono sott'acqua fino a 34 diversi canti ultrasonici ed elettronici a 190 decibel che sembrano la colonna sonora di un film di fantascienza e si sentono vibrare anche camminando con gli scarponi sopra il ghiaccio.
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