La leggenda di "El Dorado" non indicava in origine una città d'oro, ma un vero sovrano indigeno ("El Indio Dorado") che in Colombia si ricopriva interamente il corpo di polvere d'oro puro prima di tuffarsi in un lago sacro!
Approfondimento
Per secoli il nome "El Dorado" è stato sinonimo di una mitica e inafferrabile città costruita interamente d'oro nascosta nel cuore della giungla amazzonica, per cercare la quale centinaia di conquistadores spagnoli ed esploratori europei (da Francisco de Orellana a Sir Walter Raleigh) affrontarono spedizioni estreme. In realtà, all'origine della leggenda c'era una cerimonia reale ben precisa!
Il rito del Re Dorato sul Lago Guatavita:
Quando gli spagnoli giunsero sugli altopiani delle Ande colombiane nel XVI secolo, vennero a conoscenza di un antico rito sacro praticato dal popolo indigeno dei Muisca (Chibcha) presso la laguna vulcanica circolare di Guatavita, a oltre 3.000 metri di quota vicino all'attuale Bogotá. Ogni volta che veniva nominato un nuovo capo supremo ("Zipa"), il sovrano veniva cosparso su tutto il corpo nudo di resina profumata di trementina e ricoperto da capo a piedi di finissima polvere d'oro puro soffiata attraverso canne di bambù, diventando letteralmente "El Hombre Dorado" ("L'Uomo Dorato")!
La zattera d'oro:
Il re risplendente d'oro saliva quindi su una zattera cerimoniale di giunchi carica di smeraldi e gioielli insieme a quattro sacerdoti e navigava fino al centro del lago sacro: qui gettava i tesori nelle acque come offerta agli dei e si tuffava nel lago, lavando via dalla pelle la polvere d'oro che scendeva sul fondale. Nel 1969 in una grotta a Pasca (Colombia) è stata ritrovata la straordinaria "Zattera Muisca" in oro massiccio (oggi simbolo del Museo dell'Oro di Bogotá), che raffigura nei minimi dettagli proprio il re circondato dai suoi sacerdoti durante questa leggendaria cerimonia!
Il rito del Re Dorato sul Lago Guatavita:
Quando gli spagnoli giunsero sugli altopiani delle Ande colombiane nel XVI secolo, vennero a conoscenza di un antico rito sacro praticato dal popolo indigeno dei Muisca (Chibcha) presso la laguna vulcanica circolare di Guatavita, a oltre 3.000 metri di quota vicino all'attuale Bogotá. Ogni volta che veniva nominato un nuovo capo supremo ("Zipa"), il sovrano veniva cosparso su tutto il corpo nudo di resina profumata di trementina e ricoperto da capo a piedi di finissima polvere d'oro puro soffiata attraverso canne di bambù, diventando letteralmente "El Hombre Dorado" ("L'Uomo Dorato")!
La zattera d'oro:
Il re risplendente d'oro saliva quindi su una zattera cerimoniale di giunchi carica di smeraldi e gioielli insieme a quattro sacerdoti e navigava fino al centro del lago sacro: qui gettava i tesori nelle acque come offerta agli dei e si tuffava nel lago, lavando via dalla pelle la polvere d'oro che scendeva sul fondale. Nel 1969 in una grotta a Pasca (Colombia) è stata ritrovata la straordinaria "Zattera Muisca" in oro massiccio (oggi simbolo del Museo dell'Oro di Bogotá), che raffigura nei minimi dettagli proprio il re circondato dai suoi sacerdoti durante questa leggendaria cerimonia!


