Il "Segnale Wow!": il 15 agosto 1977 il radiotelescopio Big Ear captò dallo spazio profondo un potentissimo segnale radio a banda stretta di 72 secondi nella costellazione del Sagittario, mai più ripetutosi!
Approfondimento
La sera del 15 agosto 1977 il radiotelescopio "Big Ear" della Ohio State University, impegnato nel progetto SETI per la ricerca di intelligenze extraterrestri, registrò un impulso radio talmente intenso e anomalo che l'astronomo Jerry R. Ehman, analizzando pochi giorni dopo i tabulati stampati dal computer IBM, cerchiò con una penna rossa la sequenza alfanumerica "6EQUJ5" e scrisse a margine l'esclamazione passata alla storia: "Wow!".
Perché scatenò l'entusiasmo degli astrofisici:
Il segnale durò esattamente 72 secondi (l'intero tempo massimo in cui il radiotelescopio fisso, ruotando con la Terra, poteva puntare un singolo punto del cielo) e aveva una frequenza di 1420,4556 MHz: si tratta esattamente della linea di emissione dell'idrogeno neutro, l'elemento più comune dell'universo, che i fisici Giuseppe Cocconi e Philip Morrison avevano indicato già nel 1959 come la "frequenza universale" più logica che una civiltà aliena sceglierebbe per comunicare nel cosmo. Nonostante decine di osservazioni successive nella costellazione del Sagittario (e recenti ipotesi su comete o emissioni astrofisiche da nubi di idrogeno stimolate da magnetar), la sua natura esatta resta uno dei più grandi enigmi dell'astronomia.
Perché scatenò l'entusiasmo degli astrofisici:
Il segnale durò esattamente 72 secondi (l'intero tempo massimo in cui il radiotelescopio fisso, ruotando con la Terra, poteva puntare un singolo punto del cielo) e aveva una frequenza di 1420,4556 MHz: si tratta esattamente della linea di emissione dell'idrogeno neutro, l'elemento più comune dell'universo, che i fisici Giuseppe Cocconi e Philip Morrison avevano indicato già nel 1959 come la "frequenza universale" più logica che una civiltà aliena sceglierebbe per comunicare nel cosmo. Nonostante decine di osservazioni successive nella costellazione del Sagittario (e recenti ipotesi su comete o emissioni astrofisiche da nubi di idrogeno stimolate da magnetar), la sua natura esatta resta uno dei più grandi enigmi dell'astronomia.


