Il mistero dell'Uomo di Somerton ("Tamam Shud", 1948) in Australia: un uomo senza nome trovato sulla spiaggia con un frammento di poesia persiana cucito in una tasca segreta e un codice cifrato, identificato col DNA solo dopo 74 anni!
Approfondimento
All'alba del 1° dicembre 1948, sulla spiaggia di Somerton ad Adelaide, nell'Australia Meridionale, fu trovato il corpo senza vita di un uomo sui quarant'anni, vestito in modo elegante con giacca e cravatta, adagiato contro il muretto del lungomare con una sigaretta spenta a metà sul bavero.
Gli indizi da romanzo di spionaggio:
Nelle sue tasche non c'erano né documenti né portafoglio, e tutte le etichette dei suoi abiti erano state accuratamente tagliate via. L'autopsia non trovò tracce dei veleni comuni dell'epoca. Quattro mesi dopo, ispezionando nuovamente i pantaloni della vittima, il patologo scoprì cucito dentro il minuscolo taschino interno dell'orologio un pezzetto di carta arrotolato su cui erano stampate due sole parole in lingua persiana: "Tamam Shud", che significano "È finito" o "È concluso", strappate dall'ultima pagina del celebre poema "Rubaiyat" del poeta persiano medievale Omar Khayyam!
Il codice segreto e la svolta del DNA nel 2022:
La polizia lanciò un appello sui giornali e un cittadino consegnò la copia esatta del libro da cui era stato strappato quel frammento (trovata sul sedile posteriore della sua auto lasciata aperta vicino alla spiaggia il giorno prima della morte): sul retro del volume erano scritte a matita cinque righe di lettere maiuscole apparentemente casuali (un codice crittografico mai decifrato) e il numero di telefono di un'infermiera locale che, vedendo il calco in gesso del volto dell'uomo, impallidì ma negò di conoscerlo. Per 74 anni si è creduto che l'uomo fosse una spia sovietica della Guerra Fredda, finché nel luglio 2022 il professor Derek Abbott dell'Università di Adelaide e la genealogista forense Colleen Fitzpatrick, analizzando il DNA estratto da un capello rimasto intrappolato nel calco in gesso del 1948, hanno svelato la sua vera identità: si chiamava Carl "Charles" Webb, un ingegnere elettrico e costruttore di strumenti di Melbourne nato nel 1905, che aveva fatto perdere le proprie tracce dopo la separazione dalla moglie!
Gli indizi da romanzo di spionaggio:
Nelle sue tasche non c'erano né documenti né portafoglio, e tutte le etichette dei suoi abiti erano state accuratamente tagliate via. L'autopsia non trovò tracce dei veleni comuni dell'epoca. Quattro mesi dopo, ispezionando nuovamente i pantaloni della vittima, il patologo scoprì cucito dentro il minuscolo taschino interno dell'orologio un pezzetto di carta arrotolato su cui erano stampate due sole parole in lingua persiana: "Tamam Shud", che significano "È finito" o "È concluso", strappate dall'ultima pagina del celebre poema "Rubaiyat" del poeta persiano medievale Omar Khayyam!
Il codice segreto e la svolta del DNA nel 2022:
La polizia lanciò un appello sui giornali e un cittadino consegnò la copia esatta del libro da cui era stato strappato quel frammento (trovata sul sedile posteriore della sua auto lasciata aperta vicino alla spiaggia il giorno prima della morte): sul retro del volume erano scritte a matita cinque righe di lettere maiuscole apparentemente casuali (un codice crittografico mai decifrato) e il numero di telefono di un'infermiera locale che, vedendo il calco in gesso del volto dell'uomo, impallidì ma negò di conoscerlo. Per 74 anni si è creduto che l'uomo fosse una spia sovietica della Guerra Fredda, finché nel luglio 2022 il professor Derek Abbott dell'Università di Adelaide e la genealogista forense Colleen Fitzpatrick, analizzando il DNA estratto da un capello rimasto intrappolato nel calco in gesso del 1948, hanno svelato la sua vera identità: si chiamava Carl "Charles" Webb, un ingegnere elettrico e costruttore di strumenti di Melbourne nato nel 1905, che aveva fatto perdere le proprie tracce dopo la separazione dalla moglie!


