Il mistero delle "Bare appese nel vuoto" del popolo Bo in Cina: su pareti rocciose verticali alte oltre 100 metri a picco sui fiumi nello Sichuan e nello Yunnan sono sospese da mille anni centinaia di bare scavate in tronchi interi, e il popolo che le issò lassù è scomparso dalla storia!
Approfondimento
Navigando lungo le gole fluviali della contea di Gongxian nella provincia cinese del Sichuan, o alzando lo sguardo verso le vertiginose falesie calcaree lungo il fiume Yangtze e nello Yunnan, si scorge a decine o centinaia di metri d'altezza uno spettacolo che toglie il fiato: centinaia di pesanti bare di legno scuro sporgono orizzontalmente nel vuoto, appoggiate su travi di legno conficcate direttamente nella parete verticale della montagna o adagiate in strettissime fessure della roccia dove nemmeno gli scalatori moderni riescono ad arrivare senza corde.
Queste sepolture aeree furono realizzate per oltre due millenni (fino a circa quattrocento anni fa) da un'antica minoranza etnica della Cina sud-occidentale: il misterioso **popolo Bo** (*Bojen*). A differenza dei cinesi Han che seppellivano i defunti sottoterra, i Bo credevano che le anime dei morti dovessero riposare il più possibile vicino al cielo sulla vetta delle scogliere affacciate sull'acqua, sia per permettere allo spirito di salire tra le nuvole e vegliare sui discendenti, sia per impedire che animali selvatici o nemici potessero mai profanare i corpi.
Ogni singola bara veniva scavata a mano con l'ascia all'interno di un unico tronco massiccio di legno durissimo (*nanmu*, un legno imputrescibile riservato in Cina agli imperatori) e, insieme al corpo e al corredo funerario in bronzo e porcellana, arrivava a pesare tra i **150 e i 300 chilogrammi**. Il grande enigma ingegneristico è come gli uomini del popolo Bo siano riusciti a portare quei tronchi da tre quintali su pareti verticali lisce alte fino a 100-130 metri, trapanando nella roccia viva due fori quadrati perfetti in cui infilavano i pali di sostegno a sbalzo. Gli archeologi sperimentali hanno ipotizzato tre tecniche: la discesa con funi di canapa e argani dalla cima della montagna, la costruzione di lunghissime impalcature temporanee di bambù dal basso o lo scavo di scalini di legno provvisori che venivano distrutti uno dopo l'altro durante la discesa affinché nessuno potesse più salire fino alla tomba.
Il motivo per cui nessuna cronaca scritta ci ha tramandato il metodo esatto è tragico: nel **1573**, durante la dinastia Ming, al termine di una lunga ribellione, l'esercito imperiale cinese cinse d'assedio l'ultima roccaforte montana del popolo Bo e li sterminò o disperse completamente. In pochi giorni la lingua, i riti e il segreto millenario dei costruttori delle bare sospese scomparvero dalla storia.
Queste sepolture aeree furono realizzate per oltre due millenni (fino a circa quattrocento anni fa) da un'antica minoranza etnica della Cina sud-occidentale: il misterioso **popolo Bo** (*Bojen*). A differenza dei cinesi Han che seppellivano i defunti sottoterra, i Bo credevano che le anime dei morti dovessero riposare il più possibile vicino al cielo sulla vetta delle scogliere affacciate sull'acqua, sia per permettere allo spirito di salire tra le nuvole e vegliare sui discendenti, sia per impedire che animali selvatici o nemici potessero mai profanare i corpi.
Ogni singola bara veniva scavata a mano con l'ascia all'interno di un unico tronco massiccio di legno durissimo (*nanmu*, un legno imputrescibile riservato in Cina agli imperatori) e, insieme al corpo e al corredo funerario in bronzo e porcellana, arrivava a pesare tra i **150 e i 300 chilogrammi**. Il grande enigma ingegneristico è come gli uomini del popolo Bo siano riusciti a portare quei tronchi da tre quintali su pareti verticali lisce alte fino a 100-130 metri, trapanando nella roccia viva due fori quadrati perfetti in cui infilavano i pali di sostegno a sbalzo. Gli archeologi sperimentali hanno ipotizzato tre tecniche: la discesa con funi di canapa e argani dalla cima della montagna, la costruzione di lunghissime impalcature temporanee di bambù dal basso o lo scavo di scalini di legno provvisori che venivano distrutti uno dopo l'altro durante la discesa affinché nessuno potesse più salire fino alla tomba.
Il motivo per cui nessuna cronaca scritta ci ha tramandato il metodo esatto è tragico: nel **1573**, durante la dinastia Ming, al termine di una lunga ribellione, l'esercito imperiale cinese cinse d'assedio l'ultima roccaforte montana del popolo Bo e li sterminò o disperse completamente. In pochi giorni la lingua, i riti e il segreto millenario dei costruttori delle bare sospese scomparvero dalla storia.


